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La nuova manutenzione stradale tra innovazione e sfide climatiche

di Redazione - 24/03/2026

manutenzione stradale

Testo di Maurizio Bertera

«Anas, come tutte le altre National Road Authority, deve affrontare costi molto ingenti per garantire sicurezza, resilienza e accessibilità». A dichiararlo è stato l’amministratore delegato di Anas (Gruppo FS), Claudio Andrea Gemme, nel corso del 17° World Congress on Road dei servizi invernali, della resilienza stradale e della decarbonizzazione, organizzato a Chambéry (Francia) da PIARC World Road Association.

Nel corso del suo intervento, l’a.d. Gemme ha illustrato l’impegno di Anas nei lavori per il Giubileo e le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. “Sulle nuove tecnologie, Anas da diversi anni ha intrapreso un percorso di digitalizzazione che ci conduce verso l’implementazione di nuovi approcci – ha spiegato Gemme – in questo modo, attraverso soprattutto la manutenzione predittiva, abbiamo alzato i nostri standard qualitativi e di sicurezza. Possiamo anticipare eventuali situazioni critiche e programmare interventi necessari“.

Monitoraggio strutturale e strada digitale: i progetti in campo

Tutto questo è stato reso possibile attraverso programmi ambiziosi come lo Structural Health Monitoring, che consente il monitoraggio strutturale di tipo strumentale di ponti e viadotti, indicando 24 ore su 24 le condizioni di salute delle strutture.

Anas sta poi implementando i programmi di strada digitale, che forniscono all’utente informazioni per la sicurezza del viaggio, sviluppando modelli digitali degli asset stradali per pianificare, monitorare e gestire gli eventi estremi.

Approcci innovativi che sono assolutamente necessari ma comportano elevati costi connessi allo sviluppo. “Per questo – ha detto Gemme – ritengo sia importante considerare l’attivazione di fondi sovranazionali dedicati alle infrastrutture stradali, una sorta di “Piano Marshall” che consenta di sostenere tutte le iniziative dedicate alla sicurezza e alla resilienza“.

Dal campo al congresso: il contributo dell’operatore Anas, Aniballi

Uno dei momenti più interessanti del PIARC a Chambéry è stata sicuramente la presentazione di tre lavori tecnico-scientifici – davanti a delegazioni provenienti da 65 Paesi – da parte di Fernando Aniballi, operatore della manutenzione stradale originario di Rieti e in forza all’Anas.

Un momento unico nel contesto di uno dei principali appuntamenti internazionali: a portare contributi e proposte, in questi contesti, sono normalmente università, centri di ricerca, società di ingegneria e figure tecniche apicali delle amministrazioni stradali.

In questo caso, invece, il punto di partenza è il lavoro quotidiano sulla rete viaria: i tre contributi firmati da Aniballi affrontano temi centrali per il futuro del settore quali la digitalizzazione della gestione delle risorse umane nel servizio invernale, la sostenibilità delle operazioni contro neve e ghiaccio e la sicurezza della mobilità attiva, con particolare attenzione a piste ciclabili e percorsi pedonali.

Un modello innovativo che nasce dalla strada

La particolarità del percorso professionale del cantoniere Anas sta proprio qui: trasformare l’esperienza maturata sul campo in proposte tecnico-scientifiche capaci di entrare nel dibattito internazionale.

L’osservazione diretta delle criticità operative, dei problemi organizzativi e delle esigenze di sicurezza diventa così base concreta per idee, soluzioni e modelli innovativi.

Questa partecipazione di Aniballi al congresso mondiale di Chambéry rompe così uno schema consolidato e lancia un messaggio chiaro: anche chi lavora ogni giorno sulla strada può contribuire, in modo autorevole, a migliorare il settore. Perché la strada non è soltanto il luogo in cui si applicano le soluzioni: può essere anche il luogo da cui quelle soluzioni nascono.

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