È stato presentato a Roma il Rapporto ACI-Istat sugli incidenti stradali nelle 107 province italiane. I dati del 2025, già diffusi lo scorso 24 luglio, raccontano un anno a due facce: sulle strade italiane si sono registrati 177.207 incidenti con lesioni a persone (173.364 nel 2024, +2,2%), che hanno causato 2.868 morti (3.030 nel 2024, -5,3%) e 237.822 feriti (233.853 nel 2024, +1,7%).
In media, ogni giorno si sono contati 485 incidenti, 7,9 morti e 652 feriti. Il confronto con il 2019, anno di riferimento per gli obiettivi europei, mostra incidenti in aumento del 2,9% (erano 172.183), vittime in calo del 9,6% (erano 3.173) e feriti in diminuzione dell’1,5% (erano 241.384).
| Dato | 2025 | vs 2024 | vs 2019 |
|---|---|---|---|
| Incidenti | 177.207 | +2,2% | +2,9% |
| Morti | 2.868 | -5,3% | -9,6% |
| Feriti | 237.822 | +1,7% | -1,5% |
«Per la prima volta dal 2021, le vittime della strada tornano sotto quota 3.000. È un risultato importante – ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa – che ci incoraggia e dimostra che rendere le nostre strade più sicure è possibile. Il calo del 5,3% dei decessi conferma un progresso significativo, che assume ancora più valore considerando che, in sette province italiane, è stato già raggiunto l’obiettivo europeo di dimezzare le vittime rispetto al 2019».
«Sono risultati – ha sottolineato il Presidente dell’ACI – che dimostrano come l’impegno per la sicurezza stradale possa fare la differenza e, soprattutto, salvare vite umane. Dobbiamo proseguire con determinazione su questa strada, rafforzando gli investimenti nella prevenzione e nell’educazione delle nuove generazioni. Perché la sicurezza stradale – ha concluso La Russa – non è soltanto una questione di controlli, sanzioni e tecnologia. È, prima di tutto, una questione di cultura, di rispetto e di civiltà. Rispettare le regole significa rispettare la vita. La propria e quella degli altri».
Il traguardo europeo fissato per il 2030 prevede la riduzione del 50% del numero di vittime e di feriti gravi rispetto al 2019. A livello provinciale, rispetto a quell’anno, 57 province su 107 hanno fatto registrare un calo dei morti sulle strade, in 41 il numero è aumentato e in 9 è rimasto stabile. Su scala nazionale, la riduzione delle vittime rispetto al 2019 è ancora contenuta e si ferma al 9,6%.
C’è però chi il traguardo l’ha già tagliato: nel 2025 sono sette le province che hanno dimezzato le vittime rispetto al 2019. Si tratta di Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena.
All’estremo opposto, le province che hanno registrato il maggior incremento percentuale di vittime rispetto al 2019, e che quindi si allontanano dal target europeo, sono tre: Aosta, Oristano e Barletta-Andria-Trani.
Nel confronto con il 2024, in valori assoluti, la diminuzione più significativa del numero dei morti si è registrata nelle province di Treviso (-29), Perugia (-26) e Napoli (-20). Gli incrementi maggiori, invece, riguardano Torino (+17), Macerata (+14) e Catania (+10).
Preoccupa il quadro della Sicilia: la maggior parte delle sue province, a partire da Palermo (+20 rispetto al 2019), ne fa la regione con il più alto aumento di morti rispetto al 2019 (+33).
Tra le regioni, sempre rispetto al 2024 e in valori assoluti, i cali più marcati sono quelli di Puglia (-51), Lombardia (-36) e Umbria (-26). Gli aumenti maggiori si registrano invece in Piemonte (+27), Marche (+13) e Liguria (+8).
L’indice di mortalità misura quanti morti si contano ogni 1.000 incidenti e indica quindi la gravità media dei sinistri. La media nazionale è di 16,2. In 12 province il valore supera il doppio della media: Nuoro, Sud Sardegna, Benevento, Potenza, Caserta, Rieti, Campobasso, L’Aquila, Catanzaro, Siracusa, Frosinone e Oristano.
Le situazioni più critiche sono a Nuoro (52,8), Sud Sardegna (51,7) e Benevento (50,2). Colpisce la presenza di tre province sarde nell’elenco, con Oristano che figura anche tra quelle più lontane dall’obiettivo europeo.
Sono invece otto le province in cui gli incidenti risultano meno gravi, con un indice inferiore a 10 morti ogni 1.000 incidenti: Prato, Fermo, Milano, Monza e Brianza, Genova, Imperia, Rimini e Varese. Prato e Fermo centrano così un doppio risultato, comparendo anche tra le province che hanno già dimezzato le vittime.
Nel 2025 i decessi tra i pedoni sono diminuiti del 10,9%, scendendo a 419. Sono aumentati, invece, quelli tra i ciclisti: 228 vittime, +23,2%, di cui 30 su bicicletta elettrica (+50%). In crescita anche i morti tra conducenti e passeggeri di monopattini: 25, +8,7%.
| Categoria | Incidenti | Morti | Morti vs 2024 |
|---|---|---|---|
| Pedoni | 20.129 | 419 | -10,9% |
| Biciclette tradizionali | 15.504 | 198 | +20% |
| Biciclette elettriche | 2.311 | 30 | +50% |
| Monopattini | 4.130 | 25 | +8,7% |
La provincia di Roma ha il più alto numero di pedoni morti (48, -26,2% rispetto al 2024), seguita da Milano (18, -21,7%), Torino (16, +6,7%) e Napoli (15, -37,5%).
Sempre nella provincia di Roma si registra il più alto numero di ciclisti morti: 14, contro i 3 del 2024. Seguono Modena (9, a fronte dei 3 del 2024) e Latina (8, erano 5 nel 2024). Dei 25 morti su monopattino, 3 si concentrano rispettivamente nelle province di Roma e Torino, 2 in quelle di Milano, Caltanissetta e Messina.
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