L’allarme è arrivato dal CERT-AGID, l’unità speciali dell’Agenzia per l’Italia Digitale: una campagna di phishing utilizza illecitamente il nome, il logo e la grafica dell’Aci per richiedere il versamento di presunte morosità sul bollo auto.
L’ente ha comunicato di essere del tutto estraneo ai messaggi ingannevoli ed è scattata la segnalazione alle autorità competenti perché i domini ‘incriminati’ Acitalia.info e Acitalia.click non appartengono all’Automobile club d’Italia. Si attende prima possibile la chiusura immediata e in parte i motori di ricerca li hanno bloccati o sconsigliati. Il portale riproduce una veste grafica riconducibile all’ente e prospetta l’esistenza di un bollo auto annuale non pagato entro la scadenza, con conseguenti sanzioni amministrative e maggiorazioni per mora.
In effetti, il rischio di cadere nella truffa non è basso considerando la struttura dei siti: la prima pagina richiede alla vittima l’inserimento del codice fiscale e della targa del veicolo, con il pretesto di verificare lo stato del pagamento del bollo auto. Il messaggio fa leva sulle possibili conseguenze del mancato pagamento, quali sanzioni, fermo amministrativo e limitazioni alla circolazione. Dopo l’inserimento dei dati richiesti, il sito mostra una pagina dedicata alle “Informazioni di contatto”, nella quale vengono raccolti nome, cognome, email, numero di telefono e indirizzo di residenza completo di città, provincia e codice postale.
Nell’ultima fase viene simulata una schermata di pagamento della sanzione, pari a 15,87 euro, cifra non imponente che in un certo senso rassicura l’automobilista. La pagina finale riporta codice fiscale e targa precedentemente inseriti e richiede i dati completi della carta di pagamento compreso il CVV, il numerino sul retro. Evidente che lo scopo non sia ‘rastrellare’ i pochi euro ma entrare in possesso delle coordinate della carta di pagamento.
Bollo auto già pagato nel 2026: si può chiedere il rimborso?
In realtà, l’unico portale ufficiale per l’accesso ai servizi è aci.it. Il calcolo e il pagamento della tassa automobilistica avvengono solo previo inserimento delle credenziali SPID o CIE e l’ente non richiede mai coordinate bancarie, numeri di carte o codici di sicurezza tramite la posta elettronica, i messaggi o i siti non istituzionali.
Per verificare la propria posizione fiscale è possibile rivolgersi ai canali ufficiali, agli uffici URP e alle sedi territoriali dell’Automobile club. In ogni caso, non è una storia da non sottovalutare: nei giorni scorsi sono stati diffusi i risultati di una ricerca del sindacato bancario Fabi sui dati della Polizia Postale, secondo i quali sono in calo i casi di truffe online ma in crescita l’ammontare delle somme rubate.
E’ emerso infatti come nel 2025 le somme sottratte attraverso truffe online e frodi informatiche abbiano raggiunto 269 milioni di euro, quasi 40 in più rispetto ai 229,1 milioni del 2024, con un incremento del 17,4% in un solo anno. E dal 2022 al 2025 il valore economico delle frodi digitali è cresciuto di oltre 116 milioni di euro, passando da 152,9 milioni a 269,0 con un notevole balzo del 75,9% in quattro anni. Quindi occhio.
Testo di Maurizio Bertera
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