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Bollo auto già pagato nel 2026: si può chiedere il rimborso?

di Emiliano Ragoni - 28/09/2026

1. Ho pagato a settembre: che cosa devo fare?

Con la decisione del Governo di cancellare temporaneamente il bollo auto sono diversi i dubbi degli automobilisti italiani. Su tutti, la domanda principale è quella relativa a tutti coloro che hanno già pagato il bollo che ad esempio scadeva a settembre 2026. In quel caso cosa succede? Con l’esenzione prevista per il prossimo anno è possibile recuperare i soldi? Dopo gli approfondimenti sui veicoli interessati e le risposte alle domande più frequenti, torniamo su un dubbio concreto: che cosa succede a chi ha già versato una tassa che copre anche parte del 2027.

La risposta dipende dal termine ordinario di pagamento. Se il versamento era dovuto nel 2026, la nuova esenzione non dà diritto a recuperarlo, neppure per i mesi dell’anno successivo. Il beneficio riguarda infatti i pagamenti con termine ordinario compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, secondo l’articolo 2 del decreto-legge 162/2026.

Prendiamo un rinnovo annuale da pagare entro il 30 settembre 2026, relativo al periodo settembre 2026-agosto 2027. Chi ha versato correttamente l’importo deve conservare la ricevuta: quel pagamento resta dovuto per tutta l’annualità. Il fatto che otto mesi ricadano nel 2027 non trasforma una parte della somma in un credito da recuperare.

Le indicazioni della Regione Lombardia, aggiornate al 25 settembre, confermano espressamente che i versamenti da effettuare entro la fine del 2026 rimangono dovuti per l’intero periodo tributario.

Applicando questa regola all’esempio, il beneficio potrà riguardare il successivo rinnovo con termine di pagamento a settembre 2027, se il contribuente e il veicolo soddisferanno i requisiti. Aver pagato regolarmente nel 2026, quindi, non fa perdere l’esenzione dell’anno successivo.

2. Attenzione alla parola “scadenza”

Dire che il bollo “scade a settembre” può indicare due date diverse: la fine del periodo già coperto oppure l’ultimo giorno utile per versare il rinnovo.

Nella regola generale, il pagamento si effettua entro il mese successivo alla scadenza del bollo precedente. Un periodo che termina ad agosto comporta quindi un rinnovo da pagare a settembre; se termina a settembre, il versamento va effettuato a ottobre. In entrambi gli esempi il termine cade nel 2026. Le particolarità territoriali vanno controllate sulla propria posizione, come spieghiamo nella guida alle scadenze del bollo.

Diverso il caso di un bollo che termina a dicembre 2026 e deve essere rinnovato a gennaio 2027: secondo il criterio del decreto, quel versamento può rientrare nell’esenzione. Non basta, dunque, leggere l’anno sulla vecchia ricevuta.

3. Posso recuperare soltanto i mesi del 2027?

La nuova misura non introduce un rimborso proporzionale dei mesi del 2027 compresi in un pagamento dovuto nel 2026. Non consente neppure di ridurre autonomamente il versamento limitandolo ai mesi precedenti gennaio.

E chi deve ancora pagare non ottiene alcun vantaggio rinviando al prossimo anno: un obbligo con termine ordinario nel 2026 resta tale anche se viene saldato nel 2027. Il ritardo può comportare sanzioni e interessi, come ricorda ACI nelle indicazioni sui pagamenti irregolari.

4. Quando è possibile chiedere un rimborso

Restano le procedure ordinarie per un doppio versamento, una somma superiore al dovuto o un pagamento non dovuto. Sono situazioni diverse dall’aver pagato correttamente un’annualità che comprende mesi del 2027.

Occorre verificare le regole dell’amministrazione competente e conservare ricevute e documentazione. Il servizio ACI per le istanze online permette di presentare richieste di rimborso nei territori che lo hanno attivato; modalità, termini e soglie minime dipendono dalle singole amministrazioni.

5. Che cosa verificare per il prossimo rinnovo

Per le autovetture, il decreto riguarda le persone fisiche tenute al pagamento della tassa su mezzi a benzina o gasolio, anche abbinati ad altre alimentazioni, fino a 80 kW e regolarmente assicurati. Il beneficio interessa un solo veicolo: fra più auto agevolabili viene individuata quella meno potente e, a parità di potenza, quella con il bollo meno elevato.

Il riferimento resta il testo del decreto, soggetto alla conversione in legge. Per le autonomie speciali sono previsti appositi accordi; prima del rinnovo del 2027 andranno quindi controllate anche le indicazioni dell’amministrazione competente.

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