
Fuji deve portare bene all’Alpine. Un anno fa arrivò in Giappone senza i favori del pronostico e se ne andò con una vittoria che nessuno, almeno nelle prime ore di gara, avrebbe scommesso: la A424 numero 35 partiva nona, era scivolata indietro dopo due penalità e sembrava ormai fuori dai giochi. Poi una Safety Car al momento giusto, una strategia coraggiosa con il cambio di appena due pneumatici e Charles Milesi trasformarono una domenica complicata nella prima vittoria della A424 nel Mondiale Endurance.
Dodici mesi dopo la storia riparte dallo stesso circuito, ma questa volta Alpine comincia dall’altra estremità della classifica: prima e seconda posizione sulla griglia della 6 Ore di Fuji.

A deciderlo, però, non è stata una qualifica nel senso tradizionale. La pioggia caduta sabato sullo Speedway, sempre più intensa, ha convinto la direzione gara a interrompere prima e poi cancellare definitivamente le sessioni. Troppa acqua in pista, visibilità ridotta e rischio di aquaplaning. La griglia è stata quindi stabilita utilizzando il miglior tempo ottenuto da ciascuna vettura nelle tre sessioni di prove libere.

Ed è qui che Alpine ha raccolto quanto seminato venerdì. Victor Martins, debuttante quest’anno nell’endurance, aveva portato la A424 #36 davanti a tutti nelle FP2 e quel giro è diventato così la prima pole position della Hypercar francese nel WEC. Accanto a lui partirà la gemella #35 grazie al tempo di Charles Milesi, staccato di meno di un decimo. Una prima fila interamente blu che, dodici mesi dopo quella vittoria quasi rocambolesca, ha inevitabilmente il sapore di un déjà-vu.
Alle loro spalle la sorpresa Genesis: la #19 partirà terza, favorita dalla penalizzazione dell’Aston Martin Valkyrie #007, retrocessa al quarto posto; quinta l’altra Genesis #17. Più indietro molti dei nomi attesi: Cadillac settima e decima, Toyota soltanto ottava e tredicesima davanti al pubblico di casa, mentre le Ferrari 499P ufficiali scatteranno dall’undicesima e dalla sedicesima posizione.
Fuji, insomma, ha già cominciato a mischiare le carte prima ancora del via. E se la lezione dello scorso anno vale ancora qualcosa, qui la posizione di partenza racconta soltanto una piccola parte della storia.
Testo di Cesare Gasparri Zezza
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