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Mobilità per Tutti: transizione elettrica senza nuove dipendenze dalla Cina

di Emiliano Ragoni - 21/09/2026

In breve

  • Si è conclusa a Milano la Settimana Europea della Mobilità 2026, l’evento di Confcommercio Mobilità dedicato al tema “Mobilità per Tutti”.
  • L’eurodeputato Carlo Fidanza ha chiesto una transizione tecnologicamente neutra e ha citato la proposta Cef da 58 miliardi di euro, con una quota destinata alla mobilità militare.
  • La Corte dei Conti europea segnala che gli sforzi per una mobilità più sostenibile restano insufficienti, soprattutto in periferia.
  • Due tavole rotonde hanno discusso il futuro di Milano metropolitana e il progetto Smart Land della Lombardia, con la bigliettazione digitale unica prevista entro il 2028.
  • Confcommercio Mobilità, con il presidente Simonpaolo Buongiardino, chiede una mobilità accessibile e libera da vincoli ideologici.

Si è chiusa venerdì 18 settembre a Milano, negli spazi del Parlamento europeo Ufficio di Collegamento di Palazzo delle Stelline, la Settimana Europea della Mobilità 2026. L’evento, promosso da Confcommercio Mobilità insieme agli Uffici di collegamento del Parlamento europeo, ha scelto per questa edizione il tema “Mobilità per Tutti” e ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni europee, nazionali, regionali e locali, insieme ad associazioni di categoria e imprese del settore, con l’obiettivo di discutere il diritto a muoversi in modo efficiente, sostenibile e accessibile.

Il vertice di Confcommercio Mobilità a Milano

La mattinata si è aperta con i saluti di Maurizio Molinari, capo dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano, di Carlo Fidanza, componente della commissione Trasporti (Tran) del Parlamento europeo, e di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità. Proprio Buongiardino ha ricordato la missione dell’associazione fin dalla sua nascita, quella di monitorare e migliorare la fruibilità della mobilità delle persone, definita “un bene primario, inalienabile”, da perseguire a tutti i livelli territoriali e senza vincoli ideologici. Un ecosistema, ha sottolineato, che comprende auto e moto ma anche veicoli ricreazionali, aree di sosta, mezzi agricoli e le filiere di demolizione e riciclo.

Fidanza: transizione tecnologicamente neutra e i fondi Cef

Nel suo intervento, Fidanza ha richiamato il legame tra le scelte europee e le loro ricadute a livello locale, sottolineando come il settore della mobilità stia attraversando una fase cruciale. Al centro del suo discorso, la richiesta di un approccio più neutrale sul piano tecnologico, capace di accompagnare la transizione all’elettrico senza indebolire l’industria europea, dalla produzione alla componentistica, e senza trascurare la tenuta sociale. L’eurodeputato ha toccato anche il tema dell’autonomia strategica e il rischio di nuove dipendenze dalla Cina, oltre al ruolo delle flotte aziendali a basse emissioni e alla necessità di sviluppare filiere europee per il recupero dei veicoli a fine vita. Tra i dossier aperti, Fidanza ha citato il Cef, il Meccanismo per collegare l’Europa, sul quale è in discussione una proposta della Commissione da 58 miliardi di euro per il prossimo settennato, con una quota rilevante destinata alla mobilità militare.

Pendolarismo sostenibile: il monito della Corte dei Conti europea

Il primo approfondimento della giornata è stato dedicato alla mobilità pendolare tra centri urbani e periferie, a partire da un rapporto presentato da Gianni Verga, chairman di Think Smart Mobility @Mind, Carlo Alberto Manfredi Selvaggi, membro della Corte dei Conti europea (Eca), e Biagio Ciuffo, deputy head della Sustainable, Smart and Safe Mobility Unit del Joint Research Centre (Jrc) della Commissione europea. Il tema dei collegamenti quotidiani tra aree urbane, periferie e poli di lavoro e servizi è stato indicato come uno dei nodi centrali per rendere concreta una mobilità davvero inclusiva, da misurare non solo in termini di transizione tecnologica ma anche di tempi di percorrenza reali e integrazione tra mezzi diversi.

Manfredi Selvaggi ha evidenziato come gli sforzi per il passaggio a modalità di trasporto più sostenibili restino ancora insufficienti, soprattutto a livello locale, per la carenza di alternative realmente accessibili in periferia. Ciuffo ha invece insistito sulla complessità delle politiche di mobilità, per cui non esiste una soluzione unica capace di soddisfare tutti, invitando a non demonizzare l’auto e a considerare la dimensione sistemica del tema. La transizione, ha avvertito, rischia di aumentare ulteriormente la dipendenza dall’automobile fuori dai confini delle grandi città, se non si trasforma anche il modo in cui vengono soddisfatte le esigenze di spostamento.

Milano e l’area metropolitana: intermodalità e tempi di attesa

La mattinata è proseguita con la tavola rotonda “Città metropolitana, Milano e la mobilità”, moderata da Alessandro Finicelli, con la partecipazione di Daniela Caputo, consigliera delegata alla Mobilità, Metrotranvie e Coordinamento Fondi Europei della Città metropolitana di Milano, di Arianna Censi, assessora alla Mobilità del Comune di Milano, dello stesso Buongiardino, questa volta come presidente di Assomobilità, e di Luca Tosi, presidente dell’Agenzia Tpl Mi-Mb-Lo-Pv.

Il confronto ha messo al centro Milano e la sua area metropolitana come laboratorio complesso, dove trasporto pubblico, mobilità privata, servizi condivisi, logistica, accessibilità, sicurezza e sostenibilità devono trovare un equilibrio sempre più avanzato, ben oltre i confini comunali. Caputo ha citato il Biciplan Cambio, la rete ciclabile metropolitana in fase di realizzazione, come tassello di una pianificazione più ampia su trasporto pubblico locale, infrastrutture e ciclabilità.

Tosi ha richiamato l’attenzione sulla variabile tempo, che nel trasporto pubblico non coincide solo con la durata dello spostamento ma comprende anche i tempi di attesa, la capillarità del servizio e la reale possibilità di raggiungere la destinazione finale, sottolineando il ruolo strategico dei servizi su gomma per chi non ha alternative. Censi, infine, ha osservato come la dimensione ormai decisiva sia quella metropolitana, criticando interventi come il taglio del bollo auto se non accompagnati da un rafforzamento reale delle alternative di mobilità: la libertà di movimento, ha detto, non coincide necessariamente con il possesso dell’automobile.

Smart Land Lombardia: biglietto unico e treni-metropolitana

La seconda tavola rotonda, sempre moderata da Finicelli, ha affrontato il tema “Smart Land, connettere la regione e le città della Lombardia”, con Franco Lucente, assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi, assessora alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici della stessa Regione, Andrea Gibelli, presidente di Fnm Group, Angelo Costa, amministratore delegato di Arriva Group, e Francesco Argano, Central Public Administration Director di Engineering.

Lucente ha annunciato il progetto della bigliettazione digitale integrata, che entro il 2028 permetterà di viaggiare su tutti i mezzi del Tpl lombardo con un unico titolo di viaggio, per una regione che ogni giorno fa spostare più di 5 milioni di persone. Terzi ha parlato di una Lombardia policentrica, dove ridurre le distanze funzionali tra Milano, città medie, aree montane e zone rurali resta uno degli obiettivi prioritari. Gibelli ha richiamato alcuni casi concreti, dai treni con caratteristiche da metropolitana sperimentati già ai tempi di Expo fino al biglietto integrato treno più navetta più ingresso all’autodromo usato da 35mila spettatori al Gran Premio di Formula 1 di Monza, con una crescita del 40% rispetto al 2025.

Costa ha sottolineato come il valore del trasporto pubblico locale non si misuri solo con il costo per chilometro, ma con la capacità di creare connessioni tra territori, comunità e opportunità di lavoro e studio. Argano, infine, ha ricordato che in Italia sono già operative applicazioni e piattaforme capaci di integrare traffico, ambiente e sensori Iot in un’unica lettura della città, con architetture aperte anche quando si trattano dati sensibili come gli spostamenti delle persone.

Le conclusioni: mobilità accessibile e senza vincoli ideologici

Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Manfredi Selvaggi e a Buongiardino, che hanno ribadito la necessità di affrontare la mobilità con una visione ampia, capace di superare le contrapposizioni schematiche e di costruire soluzioni realmente praticabili per cittadini, imprese e territori. Buongiardino ha chiuso l’evento riassumendo i concetti chiave dell’associazione; la mobilità deve essere accessibile a tutti, il più possibile frutto di scelte individuali, e coerente con le esigenze di cittadini, imprese e territori.

 

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