
C’è molto di italiano sulla nuova Audi Nuvolari, la supercar con cui la Casa dei Quattro Anelli vuole condensare memoria sportiva, ricerca tecnologica e nuova identità stilistica. Il nome rende omaggio a Tazio Nuvolari, il “Mantovano Volante” che nel 1938 vinse il Gran Premio d’Italia a Monza con l’Auto Union Type D; il design porta la firma di Massimo Frascella, Chief Creative Officer di Audi AG, lo sviluppo è passato anche dal Centro Tecnico di Nardò per i test ad alta velocità e (non a caso) il debutto è stato costruito lungo un percorso simbolico tra Mantova, Monza e Milano.
Audi la definisce la vettura di serie più potente e veloce mai realizzata dal Marchio. La Nuvolari è anche la prima supercar ibrida plug-in dei quattro anelli e nasce da un processo di sviluppo particolarmente rapido: appena 405 giorni dalla prima idea al prototipo marciante. Un dato che, nelle intenzioni della Casa, racconta anche un nuovo metodo di lavoro più integrato tra design, aerodinamica e powertrain.

Il cuore tecnico è un V8 4.0 biturbo abbinato a tre motori elettrici, per una potenza complessiva di 1.001 Cv. L’architettura a motore centrale si accompagna a una nuova generazione della trazione integrale Quattro, capace di distribuire la coppia in modo predittivo tra i due assi e tra le ruote dello stesso asse. Le prestazioni dichiarate sono eloquenti: 0-100 km/h in 2,6 secondi, 0-200 in 6,8 secondi e velocità massima superiore a 350 km/h.
La Formula 1 è uno dei riferimenti del progetto. Dalla monoposto Audi R26 derivano soluzioni destinate alla vettura stradale: dall’aerodinamica attiva ai freni Audi Ceramic Pro con dischi in carbonio a fibre lunghe, per una resistenza al fading mai vista. Allo sviluppo aerodinamico hanno contribuito anche i piloti Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto. L’idea è usare le competizioni come laboratorio, accelerando il trasferimento tecnologico verso la produzione.

Anche struttura e materiali sottolineano il ruolo di manifesto tecnico attribuito alla Nuvolari. L’Audi Space Frame con scocca in alluminio punta a combinare leggerezza e rigidità torsionale, mentre la carrozzeria interamente in carbonio rappresenta una prima assoluta per Audi. La produzione sarà limitata a 499 esemplari, con un prezzo di partenza che supera il mezzo milione di euro.
Il richiamo a Tazio Nuvolari, non si esaurisce nel nome. Audi costruisce un parallelismo tra la Type D degli anni trenta, allora ai vertici dell’innovazione, e la nuova supercar, chiamata oggi a rappresentare lo stato dell’arte della Casa. Se Mantova richiama l’origine del mito e Monza il luogo della vittoria, Milano diventa il palcoscenico del presente: durante FuoriConcorso Monza, la Nuvolari è stata esposta al pubblico insieme alla Type D, alla Auto Union Lucca del 1935 e alla Audi R26.
Più che un esercizio celebrativo, la Nuvolari vuole anticipare la direzione dei prossimi modelli Audi. Prestazione, elettrificazione, aerodinamica attiva, materiali leggeri e design essenziale convergono in una vettura che usa il passato per raccontare il futuro. E lo fa scegliendo un nome che, ancora oggi, è sinonimo di velocità.
Testo di Francesco Traino
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