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Il GP d’Italia sempre più sostenibile: cresce il “Bosco dei Piloti”

di Marco Triulzi - 04/09/2026

da destra: Stefano Domenicali, Geronimo La Russa, Paolo Pilotto

Il Gran Premio d’Italia mette radici. E lo fa, letteralmente, nel cuore del Parco di Monza. In occasione del Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2026, il “Bosco dei Piloti” si arricchisce infatti di 22 nuove piante, una per ciascun pilota partecipante alla gara, proseguendo un progetto che da quattro anni lega simbolicamente i protagonisti della Formula 1 al territorio che ospita uno degli appuntamenti più importanti del Mondiale.

L’iniziativa “Ogni pilota, un albero”, promossa dall’Automobile Club d’Italia e dall’Autodromo Nazionale Monza con il contributo del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, porta le nuove piante nell’area di Bosco Bello, all’altezza della Variante Ascari. L’intervento rientra nel progetto nazionale di educazione ambientale dei Carabinieri “Un albero per il futuro”, che attraverso la collaborazione con scuole, istituzioni ed enti territoriali ha consentito finora la messa a dimora di oltre 50 mila piante in tutta Italia.

Specie autoctone per un bosco più resiliente

Le 22 piante destinate al “Bosco dei Piloti” provengono dal Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano. La selezione ha privilegiato specie autoctone e adatte a resistere agli effetti dei cambiamenti climatici, con l’obiettivo di rafforzare progressivamente la biodiversità dell’area.

Per la componente arborea sono stati scelti acero campestre (Acer campestre), leccio (Quercus ilex), cerro (Quercus cerris) e frassino meridionale (Fraxinus angustifolia), mentre tra gli arbusti figurano viburno (Viburnum opulus) e sanguinello (Cornus sanguinea).

Stefano Domenicali a sinistra, Geronimo La Russa a destra

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa, il presidente e CEO della Formula 1 Stefano Domenicali, il sindaco di Monza Paolo Pilotto e il generale di Brigata Raffaele Pio Manicone, comandante del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità.

“Gli investimenti continui nel rinnovo dell’Autodromo sono puntati anche sulla valorizzazione della biodiversità del Parco di Monza e sulla sostenibilità delle manifestazioni ospitate – dichiara il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa – perché il patrimonio naturalistico della più grande area verde urbana d’Europa non va solo tutelato, ma anche promosso e incrementato nel tempo. Il nostro impegno ultrasecolare nel motorsport a Monza, in un circuito voluto e costruito dall’ACI nel 1922, vince la sfida del tempo con la volontà di far convivere sempre più strettamente la dimensione sportiva con quella ambientale”.

Una convivenza, quella fra circuito e natura, che rappresenta uno dei tratti più particolari di Monza: poche piste al mondo sono infatti inserite in un contesto storico e paesaggistico paragonabile a quello dell’Autodromo Nazionale.

Il Parco di Monza, oltre due secoli di storia

Il luogo scelto per far crescere il “Bosco dei Piloti” ha, del resto, una storia che precede di oltre un secolo quella dell’Autodromo. Il Parco di Monza fu istituito il 14 settembre 1805 per volontà di Napoleone, con l’obiettivo di creare una grande tenuta agricola modello e una riserva di caccia. La progettazione fu affidata all’architetto Luigi Canonica, allievo di Giuseppe Piermarini, mentre i terreni vennero acquisiti tra il 1805 e il 1808.

Autodromo di Monza

Con i suoi circa 720 ettari, il Parco è ancora oggi uno dei più grandi parchi cintati d’Europa. Al suo interno Canonica organizzò il paesaggio distinguendo tre grandi ambienti: la zona meridionale, vicina alla Villa Reale, destinata a giardino e campagna; la fascia lungo il Lambro, caratterizzata dalla vegetazione riparia; e proprio la parte settentrionale di Bosco Bello, concepita come grande area boschiva. Intorno al 1808 il complesso era racchiuso da circa 14 chilometri di mura.

Il Novecento avrebbe aggiunto al patrimonio paesaggistico una nuova vocazione, destinata a rendere Monza celebre nel mondo: nel 1922 all’interno del Parco venne realizzato l’Autodromo, seguito negli anni successivi dall’ippodromo e dal campo da golf.

ACI e SIAS intervengono ogni anno sulla manutenzione del verde nei circa 200 ettari interessati dalla concessione dell’Autodromo, un’attività che negli ultimi anni, anche grazie al contributo della Regione Lombardia, ha assunto un carattere più coordinato e sistematico.

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