| Giudizio | Dettaglio |
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| PRO |
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| CONTRO |
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Con 15 milioni di esemplari commercializzati dal 1982 in poi, anche la sesta generazione della Opel Corsa, sul mercato dal 2019, ha una grossa responsabilità, che è quella di garantire volumi importanti al costruttore tedesco del gruppo Stellantis. Con l’inedita GSE (Grand Sport Electric) la compatta dispone di una variante ad alte prestazioni e allo stesso tempo a zero emissioni, raccogliendo l’eredità delle precedenti declinazioni con motori convenzionali GSI (Grand Sport Injection) e OPC (Opel Performance Center).
Un’offerta in una nicchia di mercato, attualmente ulteriormente ridotta (almeno in Italia) perché le elettriche sono ancora accolte con un certo scetticismo. Ma 281 Cv per un’auto ribassata da 4,08 metri di lunghezza sono intriganti, anche perché rispecchiano le prestazioni della Mokka da rally.
Le differenze tra la versione Electric e la GSE ci sono, ma non sono così evidenti, a meno che i due modelli non siano affiancati. La Corsa ad alte prestazioni si distingue per il tetto nero e all’anteriore monta uno spoiler specifico che, come al posteriore, è più affilato.
Poi ci sono finiture e inserti neri nella parte inferiore del veicolo e sui generosi passaruota che alloggiano cerchi a tre razze dedicati da 18” con pneumatici Michelin Pilot Sport 4S 215/40 R18: a richiesta ci sono quelli Hankook Ventus S1 evo3 che garantiscono 20 chilometri di percorrenza in più, fino a 374. Le pinze del sistema frenante (anche quello ad alte prestazioni) sono Alcon e, soprattutto, sono gialle con il logo GSE che si trova anche sui lati dell’auto.
Lo stesso colore delle pinze si ritrova anche nelle sbarazzine cinture di sicurezza e, in parte, negli inserti, nel bracciolo e nel rivestimento dei sedili riscaldati (come il volante), dichiarati “performanti” (di sicuro comodi) con applicazioni Alcantara e poggiatesta integrati con logo GSE per guidatore e navigatore: un pizzico di vivacità in una plancia ordinaria nella quale Opel ha inserito solo un elemento grigio ripreso anche nelle portiere (il giallo è stato evitato per non “esagerare”).
Il volante, sottile, ha finiture in Alcantara e non nasconde lo schermo altamente personalizzabile riservato a chi guida. Quello centrale a sfioramento è da 10” e fornisce anche i dati sulle prestazioni GSE, inclusi G-force, valori di accelerazione, dati di gestione della batteria e altro ancora. Il modello ha pedali sportivi in alluminio, sistema di navigazione, telecamera di retromarcia a 180°, cruise control adattivo e caricatore bidirezionale integrato (V2L).
Con uno spunto da 0 a 100 all’ora di 5,5”, la Corsa GSE “accelera più velocemente di qualsiasi altra Opel della serie attuale”, promette la casa del Fulmine. Il dato è legato all’adozione dell’unità elettrica sincrona da 281 CV e 345 Nm di coppia, gli stessi valori delle Opel Mokka GSE stradale e della sua declinazione da competizione, la Rally.
La batteria agli ioni di litio è da 54 kWh, di cui 51 effettivi. Tre le modalità di guida: Eco (fino a 190 Cv, 300 Nm e 150 km/h di velocità massima), Normal (231, 345 e 180) e Sport. La trazione è anteriore con un differenziale a slittamento Torsen. I consumi dichiarati oscillano fra i 16 e i 17 kWh/100 km e sono necessari almeno 27 minuti per un rifornimento fino all’80%.
La Opel Corsa GSE è una macchina che dà soddisfazioni, in grado di regalare emozioni. L’accelerazione è il dato più evidente: malgrado proporzioni e peso, praticamente piuma con meno di 1.530 kg, guidatore escluso, è estremamente stabile e rassicurante su strada, anche quando si spinge sul pedale dell’acceleratore.
Gli ingegneri ne hanno ribassato l’assetto di 25 millimetri e allargato la presenza con un anteriore maggiorato di 54 millimetri e un posteriore di 20. Nelle manovre sullo stretto è maneggevole anche grazie al suo servosterzo elettrico e, in retro, all’assistenza della telecamere la cui visuale è trasferita nello schermo centrale, inserito un paio di centimetri troppo in basso nella plancia. È piuttosto ingombrante il montante anteriore, ma per il resto c’è ben poco da dire, perché è una cinque posti a cinque porte che si può veramente impiegare nella vita di tutti i giorni, in questo caso verosimilmente senza sfruttare appieno il telaio sportivo modificato con assi, barre antirollio e ammortizzatori con fine corsa idraulici progettati espressamente.
Il listino non è stato ancora ufficializzato, ma la filiale italiana della casa del Fulmine conta di aprire gli ordini a breve per garantire le prime consegne entro la fine dell’anno. In Germania il prezzo è di poco superiore ai 39.000 euro, 3.000 in più rispetto alla top di gamma a zero emissioni. È possibile azzardare un posizionamento simile anche nel Belpaese, attorno ai 40.000 euro.
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