Passare sotto un portale senza incontrare caselli, ritirare biglietti o abbassare il finestrino rende il viaggio più veloce e fluido. Può però generare un equivoco: “free flow” non significa “transito gratuito”, ma circolazione libera da barriere fisiche.
Stiamo chiaramente parlando del free flow, termine con cui viene associato il sistema elettronico di riscossione del pedaggio senza caselli e senza canalizzazione del traffico. Il veicolo attraversa normalmente la carreggiata, mentre appositi portali installati sopra le corsie ne rilevano il passaggio, ricostruiscono la tratta percorsa e calcolano l’importo dovuto. Un sistema veloce e tecnologico che sta incontrando più di qualche estimatore in Italia. La sua diffusione è chiaramente marginale, tuttavia, vale la pena parlarne e capire come funziona effettivamente.
L’obiettivo principale alla base della sua adozione è eliminare le code che si formano alle barriere, soprattutto nelle ore di punta e durante i grandi spostamenti. Il traffico non deve più convergere nelle corsie del casello per poi tornare ad allargarsi sulla carreggiata.
I vantaggi dichiarati dai concessionari riguardano la riduzione dei tempi di percorrenza, la diminuzione di code, frenate e ripartenze, una maggiore regolarità dei flussi e minori consumi ed emissioni dei veicoli in attesa. Il sistema permette inoltre di commisurare il pedaggio alla tratta effettivamente percorsa.
L’assenza di barriere riduce alcuni punti di conflitto tipici dei caselli, ma trasferisce sull’automobilista una parte della gestione del pagamento.
L’applicazione italiana più conosciuta è quella di Autostrada Pedemontana Lombarda, prima autostrada nazionale ad avere adottato un sistema di esazione interamente senza barriere.
Il free flow viene utilizzato sulle tratte gestite dalla concessionaria: l’A36 Autostrada Pedemontana Lombarda, l’A59 Tangenziale di Como e l’A60 Tangenziale di Varese. Su questa rete i portali attribuiscono il pedaggio alla targa o al dispositivo elettronico presente sul veicolo. Le informazioni operative sono disponibili nella sezione
Dal 1° settembre 2024 il sistema è attivo anche sulla A33 Asti-Cuneo. Interessa la tratta compresa tra Asti-Castagnito e Bra, Marene e Cherasco e, più precisamente, il tronco II, da Marene sulla A6 alla località Rocca Schiavino sulla SS231. Il tronco I, tra Cuneo e Massimini sulla A6, continua invece a utilizzare il sistema di esazione tradizionale. Sulla tratta sono presenti otto portali in linea e un portale dedicato ai collegamenti con l’ospedale di Verduno, come indicato nella pagina ufficiale sull’applicazione del Free Flow sulla A33.
Il free flow non va confuso con le normali corsie Telepass presenti ai caselli. In queste ultime rimangono barriere e corsie canalizzate, mentre nel sistema multilane il rilevamento avviene sull’intera carreggiata.
Come riportato sulle FAQ della Pedemontana, antenne, telecamere e sensori riconoscono l’eventuale dispositivo di telepedaggio presente a bordo oppure fotografano e leggono la targa. Il sistema identifica e classifica il veicolo, registra i portali attraversati e calcola l’importo dovuto per il percorso effettuato.
L’addebito può quindi avvenire tramite un dispositivo di telepedaggio, un conto associato alla targa oppure con un pagamento effettuato dall’utente dopo il viaggio.
Non è necessario frenare in prossimità dei portali. Autostrada Pedemontana Lombarda precisa che, nel rispetto dei normali limiti di velocità, il veicolo può essere rilevato senza rallentamenti. Frenate improvvise e cambi di corsia sono quindi inutili e possono diventare pericolosi.
Chi dispone di un dispositivo di telepedaggio compatibile viene normalmente identificato dal portale e riceve l’addebito secondo il contratto stipulato con il proprio fornitore. È comunque consigliabile controllare periodicamente che il dispositivo sia attivo, correttamente associato alla targa e accettato sulla rete percorsa.
Chi non utilizza il telepedaggio può ricorrere ai servizi collegati alla targa oppure pagare dopo il transito. Sulla Pedemontana Lombarda sono disponibili, tra le altre possibilità, il Conto Targa, la Ricaricabile Pedemontana, il sito e l’app ufficiali, gli uffici postali, alcuni servizi bancari e i punti di assistenza. Il pagamento dei transiti effettuati nello stesso giorno deve avvenire entro i 15 giorni naturali e consecutivi successivi. L’elenco aggiornato è consultabile nella pagina dedicata alle modalità di pagamento della Pedemontana Lombarda.
Anche sulla A33 il termine è di 15 giorni dal passaggio. Si può utilizzare l’app FreeFlow A33 oppure la piattaforma ufficiale, registrandosi al Conto Targa o procedendo come utente occasionale. I transiti possono comparire sulla piattaforma entro le 24 ore successive. Tutti i dettagli sono pubblicati nella sezione Modalità e termini di pagamento di Asti-Cuneo.
Il primo rischio è la dimenticanza. Non essendoci una barriera, un biglietto o una richiesta immediata di denaro, si può percorrere la tratta senza rendersi conto che il pedaggio dovrà essere pagato successivamente.
Un secondo problema può derivare da un dispositivo di telepedaggio non funzionante, da un contratto sospeso o da una targa non correttamente associata. L’assenza del consueto segnale acustico del casello rende inoltre meno evidente un eventuale mancato rilevamento. Dopo il viaggio è quindi prudente verificare l’addebito o la presenza del transito sui canali ufficiali.
Occorre prestare particolare attenzione quando si utilizza un’auto a noleggio, un veicolo aziendale, un mezzo appena acquistato o venduto, una targa estera, un rimorchio o un veicolo appartenente a una classe differente. In questi casi il sollecito può arrivare prima al proprietario registrato, alla società o al noleggiatore, con possibili costi amministrativi aggiuntivi.
Quando si paga manualmente, anche un errore nell’inserimento della targa può impedire la corretta attribuzione del versamento. È quindi opportuno controllare con attenzione i dati e conservare la ricevuta.
Scaduti i 15 giorni, il concessionario può inviare un sollecito comprensivo del pedaggio e degli oneri sostenuti per accertamento, visura, riscossione e spedizione. Se il debito rimane insoluto, la pratica può essere affidata a una società di recupero crediti.
Autostrada Pedemontana Lombarda indica inoltre che l’omesso pagamento può comportare, in base all’articolo 176 del Codice della strada, una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro e la decurtazione di due punti dalla patente. Il pagamento tardivo del solo pedaggio o del sollecito non esclude automaticamente l’applicazione della sanzione.
Nei casi reiterati e in presenza dei relativi presupposti possono essere avviate ulteriori azioni di recupero e può essere contestata anche l’insolvenza fraudolenta. Le conseguenze sono riepilogate nella pagina ufficiale sulle modalità di esazione e sul mancato pagamento.
Sulla A33, trascorso il termine, è previsto l’invio di un sollecito normalmente maggiorato degli oneri di riscossione, visura e postalizzazione; possono inoltre essere applicate le sanzioni previste dallo stesso articolo 176.
La necessità di pagare online ha aperto lo spazio anche a tentativi di phishing. Possono circolare e-mail, SMS o messaggi WhatsApp che imitano un avviso di mancato pagamento e invitano ad aprire un collegamento o inserire i dati della carta.
Autostrada Pedemontana Lombarda ha pubblicato uno specifico avvertimento sui falsi messaggi relativi ai pedaggi. La precauzione migliore è non utilizzare i collegamenti ricevuti: conviene aprire direttamente il sito o l’app ufficiale del concessionario e verificare lì la targa e i transiti.
Prima di entrare su una tratta free flow è utile controllare quale concessionario la gestisce e quale sistema di pagamento accetta. Chi viaggia spesso può associare la targa a un conto automatico; chi transita occasionalmente dovrebbe annotare il viaggio e verificare il pedaggio sul portale ufficiale entro pochi giorni.
In sintesi: sotto i portali non bisogna fermarsi e non si deve pagare durante il transito. Ma il pedaggio resta dovuto. La comodità del free flow funziona davvero solo se all’automobilista è chiaro che, una volta eliminato il casello, non viene eliminato l’obbligo di pagamento.
ACI Sport ha reso noto con largo anticipo il calendario 2027 dell'ACI Racing Weekend: dieci eventi da aprile a ottobre
La nuova legge consente di demolire i veicoli fuori uso anche se gravati da fermo fiscale: a Milano si punta a liberare strade e parcheggi