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Cento anni in pista: il secolo del Tridente da corsa

di Redazione - 12/08/2026

Maserati

Testo di Fabio Madaro

Nel 2026 non si celebrano i cento anni della Casa modenese, fondata a Bologna nel 1914 dai fratelli Maserati, ma il centenario della sua prima automobile completa: la Tipo 26, presentata nel 1926.

Prima di allora Alfieri Maserati e i suoi fratelli erano già protagonisti della scena agonistica come preparatori e tecnici. La Tipo 26 rappresenta però un passaggio decisivo: per la prima volta compare il nome Maserati su una vettura progettata e costruita per competere.

Il debutto alla Targa Florio del 1926 è subito vincente: Alfieri Maserati porta la nuova monoposto al successo nella propria categoria. È il primo capitolo di una storia destinata a intrecciarsi con quella stessa evoluzione dell’automobilismo.

Il laboratorio della velocità

Negli anni pionieristici delle corse, quando tecnica e coraggio spesso contavano più dei regolamenti, Maserati diventa rapidamente una delle realtà più innovative d’Europa. La piccola azienda modenese non dispone delle risorse dei grandi costruttori ufficiali, ma compensa con creatività e capacità progettuale.

Uno degli esempi più sorprendenti è la Maserati V4 del 1929. Per raggiungere prestazioni mai viste, Ernesto Maserati realizza un motore sedici cilindri ottenuto dall’unione di due otto cilindri in linea. Una soluzione estrema, nata per la ricerca della velocità assoluta. Il risultato arriva sul circuito di Cremona, dove la V4 stabilisce nel 1929 il record mondiale sui 10 chilometri lanciati superando i 246 km/h: un valore straordinario per l’epoca.

Accanto alle vetture da record crescono le monoposto destinate ai Gran Premi. La 8CM, con il suo otto cilindri sovralimentato, diventa una delle Maserati più rappresentative degli anni Trenta, mentre le più leggere 4CM e 6CM conquistano la categoria delle voiturette, una sorta di anticamera della futura Formula 2. Sono automobili fondamentali perché costruiscono la reputazione del marchio e formano generazioni di piloti.

Sfida ai giganti: la 8CTF e Indianapolis

Alla fine degli anni Trenta Maserati dimostra di poter competere anche oltre i confini europei. La protagonista è la 8CTF, una monoposto sviluppata per i grandi appuntamenti internazionali. Nel 1939, affidata all’americano Wilbur Shaw, conquista la 500 Miglia di Indianapolis. L’anno successivo Shaw si ripete, sempre con una Maserati. È un risultato storico: due vittorie consecutive nella gara americana più famosa rappresentano ancora oggi uno dei punti più alti della storia sportiva del Tridente. La Seconda guerra mondiale interrompe bruscamente questa fase, ma non cancella il patrimonio tecnico accumulato.

Il dopoguerra: dalla A6 alla Formula 1

Nel dopoguerra Maserati torna rapidamente protagonista. La A6 GCS interpreta alla perfezione la nuova stagione delle competizioni Sport. Leggera, elegante e veloce, diventa una delle vetture preferite dai piloti privati e contribuisce a consolidare il prestigio della Casa.

Contemporaneamente il Tridente entra nella nuova F1. Le 4CL e soprattutto le 4CLT/48 partecipano alle prime stagioni del Campionato Mondiale inaugurato nel 1950. Sono vetture raffinate, dotate di motori a quattro cilindri sovralimentati e soluzioni tecniche avanzate per l’epoca. Ma il vero capolavoro arriverà pochi anni dopo.

La 250F: l’equilibrio perfetto

La Maserati 250F, presentata nel 1954, è una delle monoposto più celebri nella storia della Formula 1. Il suo segreto non è soltanto il motore sei cilindri in linea, ma l’equilibrio generale del progetto. Telaio, sospensioni e distribuzione dei pesi vengono studiati per ottenere una vettura precisa e prevedibile, capace di adattarsi ai diversi circuiti.

Al suo volante siedono i più grandi campioni dell’epoca: Juan Manuel Fangio, Stirling Moss, Jean Behra. Il momento più celebre arriva nel 1957 al Nürburgring. Fangio, dopo una difficile sosta ai box, compie una rimonta straordinaria contro le Ferrari e conquista una vittoria entrata nella leggenda della Formula 1. Quello stesso anno Maserati annuncia il ritiro ufficiale dai Gran Premi per ragioni economiche. La 250F diventa così il simbolo dell’ultima grande stagione del Tridente nella Formula 1 classica.

Le Sport e la rivoluzione della Birdcage

L’abbandono della Formula 1 non significa la fine della ricerca tecnica. Negli anni successivi Maserati concentra le proprie energie sulle vetture Sport. La 300S rappresenta una delle migliori espressioni del marchio nella seconda metà degli anni Cinquanta: veloce, affidabile, equilibrata. La più estrema è invece la 450S, dotata di un poderoso V8 progettato per le gare di durata. È una delle Maserati più potenti mai costruite fino a quel momento.

Ma la vera rivoluzione arriva con la Tipo 60 e la successiva Tipo 61, passata alla storia con il soprannome di Birdcage. Il motivo è il suo straordinario telaio multitubolare: una struttura composta da centinaia di piccoli tubi saldati che garantisce leggerezza e rigidità eccezionali. Un capolavoro dell’ingegneria firmato da Giulio Alfieri, destinato a diventare una delle vetture più ammirate nella storia delle corse.

Il ritorno al successo: la MC12 GT1

Dopo un lungo periodo lontano dalle competizioni ufficiali, Maserati torna protagonista nel nuovo millennio. Nel 2004 arriva la MC12 GT1, sviluppata per il campionato FIA GT. La vettura, derivata dalla MC12 stradale ma profondamente modificata per la pista, conquista numerosi successi internazionali e riporta il Tridente ai vertici delle competizioni Gran Turismo.

È una rinascita importante: dimostra che il patrimonio sportivo Maserati non appartiene soltanto al passato.

La GT2: il futuro della tradizione

L’ultimo capitolo di questa lunga storia è la Maserati GT2, presentata nel 2023 e sviluppata sulla base della MC20.
È una vettura completamente moderna: struttura in fibra di carbonio, aerodinamica evoluta, motore V6 Nettuno e tecnologia derivata dalle più recenti esperienze Maserati. Eppure il principio rimane quello della Tipo 26 del 1926: costruire un’automobile nata per misurarsi con gli avversari.

Dal 1926 al 2026 sono cambiate le regole, i materiali, i circuiti e persino il modo di intendere la competizione. Sono cambiate le dimensioni dell’azienda e il mondo dell’automobile.

Non è cambiata invece l’idea fondamentale: per Maserati la pista è sempre stata il luogo dove mettere alla prova le proprie idee.
Dalla Tipo 26 alla 250F, dalla Birdcage alla MC12, fino alla GT2, ogni generazione ha rappresentato una risposta diversa alla stessa domanda: come costruire un’automobile capace di emozionare prima ancora di vincere. Una convinzione che, almeno in parte, spiega anche la sfortunata e inconcludente parentesi nel mondo della Formula E conclusasi nel 2025 dopo appena tre stagioni.
È questa la vera eredità dei cento anni di corse del Tridente. Non soltanto un elenco di vittorie, ma un modo unico di intendere l’automobile.

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