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Cellulari al volante: italiani e tedeschi, chi guida peggio?

di Redazione - 15/06/2026

Un miliardo di infrazioni stimate in Germania

Il cellulare al volante resta una delle principali minacce alla sicurezza stradale, su entrambi i lati delle Alpi. In Italia, quasi un automobilista su dieci dichiara di guidare con il telefono in mano: lo rivela una ricerca sugli stili di guida condotta da Global Research per conto di Anas su un campione di oltre 4.000 persone, integrata da 5.000 osservazioni dirette lungo alcune delle principali arterie nazionali. A fronte di un terzo degli intervistati che afferma di non usare il cellulare alla guida, poco meno del 40% ammette un utilizzo scorretto.

Dati altrettanto preoccupanti arrivano dalla Germania, dove l’Adac, l’automobile club con quasi 23 milioni di soci, ha stimato un miliardo di infrazioni all’anno riconducibili all’uso del telefono in auto. Quelle rilevate ufficialmente sono circa 400.000: un divario enorme, confermato dal fatto che in un sondaggio specifico la metà degli intervistati ha ammesso di aver violato le norme con lo smartphone.

In Germania le trasgressioni al volante sono punite con multe da 100 a 200 euro e da 1 a 2 punti sulla patente (il sistema tedesco parte da zero, e già a quota 8 scatta la prima sospensione di almeno sei mesi). Nei casi in cui l’uso scorretto del telefono abbia messo a rischio l’incolumità altrui o causato danni a cose, è prevista anche l’interdizione alla guida per 30 giorni. Per i ciclisti la sanzione massima è di 55 euro, senza provvedimenti che riguardino la patente.

Le osservazioni stradali: 2,7% degli automobilisti e 1,4% dei ciclisti

Per arrivare alla stima del miliardo, l’Adac ha condotto una serie di osservazioni stradali in cinque grandi città: Berlino, Francoforte, Amburgo, Colonia e Monaco di Baviera. Sotto esame sono finiti 9.573 automobilisti e 9.239 ciclisti. La percentuale di violazioni rilevata è stata rispettivamente del 2,7% e dell’1,4%.

Nella maggior parte dei casi il cellulare non veniva usato per telefonare, ma per leggere, digitare o gestire altre funzioni. Si tratta di distrazioni prolungate e particolarmente pericolose: a 50 km/h, consultare lo smartphone anche solo per un secondo equivale a percorrere 14 metri senza guardare la strada, una distanza difficilmente compatibile con la sicurezza in ambito urbano, dove i veicoli viaggiano spesso a pochi metri l’uno dall’altro.

Il quadro italiano

In Italia il fenomeno è considerato dalla statistica ufficiale la prima causa di incidente stradale. Le sanzioni previste dal Codice della strada per chi usa il cellulare alla guida senza dispositivi vivavoce o auricolari sono severe: multa da 250 a 1.000 euro, decurtazione di 5 punti dalla patente e, in caso di recidiva nel biennio, sospensione della stessa da uno a tre mesi. Se la violazione è commessa durante un incidente, le pene sono ulteriormente inasprite. Nonostante ciò, i dati della ricerca Anas mostrano che la consapevolezza del rischio non si traduce ancora in comportamenti coerenti alla guida.

Testo di Mattia Eccheli

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