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Auto elettriche: come cambia l’autonomia con l’estate?

di Redazione - 12/06/2026

 

Testo di Mattia Eccheli

1. El Prix, il test estivo sull’autonomia elettrica

La versione estiva di El Prix, il “più grande test al mondo per auto elettriche” secondo la definizione dell’Automobil Club della Norvegia (NAF) che conduce periodicamente le prove, ha coinvolto  è l’auto con la maggiore percorrenza (781 chilometri) davanti alla statunitense Lucid Gravity (720), un Suv da quasi 2,6 tonnellate di peso, e alla Mercedes CLA (675).

L’autonomia rilevata è tuttavia ingannevole perché se per la vettura del costruttore bavarese supera di 11 chilometri quella omologata, per gli altri due modelli è inferiore. E nemmeno di poco: rispettivamente di 28 km, ossia quasi il 3,8% di scostamento, e di 33 (il 4,8% di differenza).

Sia in valori assoluti sia in termini percentuali sono distinzioni importanti, peraltro superate nettamente dalla MG Im 6, che a fronte di 505 chilometri di autonomia annunciata si è fermata a soli 446, 59 in meno di quella promessa con uno scarto di quasi l’11,7%, il dato peggiore fra quello dei modelli presi in esame. Lo stesso costruttore si è riscattato con la S6 Ev, che ha 485 chilometri omologati e che nel corso della prova fra 12 e 18° è arrivata a 502. La smart #5 ha raggiunto i 556 chilometri, con un incremento di 16 km (+3,1%).

2. Il van cinese percorre 66 km in più rispetto all’omologazione

Un’altro modello cinese, il van Xpeng X9, al contrario è quello maggiormente premiato dalla percorrenza reale: 646 anziché 580 chilometri, ossia 66 in più che significano un margine positivo che sfiora l’11,4%. Anche la Mercedes ha guadagnato credibilità con la GLB e la GLC, con 30 e 22 chilometri reali su strada in più rispetto a quelli annunciati, 563 e 643. Nel complesso, la metà delle auto (incluso il pick-up coreano KGM Musso) sottoposte al test sono rimaste sotto la percorrenza dichiarata e una sola, la Toyota ha confermato esattamente il dato dell’omologazione, 506 chilometri.

Due Kia, la EV2 e il van PV5, sono andate più lontane rispetto al dichiarato – di 17 (325) e 8 (420) chilometri – mentre la EV5 si è fermata a 509 (-1,9%) e la EV4 a 575 (-3,2%). “Promosse” anche la Hyundai Inster (373 invece di 360 chilometri), il Suv Dongfeng Vigo (348 anziché 340) e la berlina giapponese di fabbricazione cinese Mazda 6e (485 contro 479).

Gli altri scostamenti in negativo sono stati contabilizzati dal Musso (369 km, -2,6%), dalla Byd Atto Evo (460, -2,2%), dalla Citroen E-C5 Aircross (500, -2,5%), dal Suv Changan Deepal S05 (431, -3,1%), dal Toyota CHR+ (587, -3,3%), dalla Polestar 3 (601, -3,8%) e dalla Hyundai Ioniq 9 (566, -5,7%). In generale, dopo l’adozione delle più restrittive norme di omologazione Wltp, si tratta di scostamenti decisamente più contenuti rispetto a quelli rilevati in precedenza sui veicoli termici. E, soprattutto, sfatano il luogo comune che solo i costruttori premium e i modelli più costosi siano davvero efficienti.

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