La Tangenziale di Napoli: tecnologie e infrastruttura
Non è soltanto una strada tecnologicamente attrezzata; una Smart Road è un’infrastruttura capace di dialogare in tempo reale con i veicoli che la percorrono, raccogliere dati sull’ambiente che la circonda e supportare attivamente chi la gestisce nelle decisioni di viabilità. Il Decreto Ministeriale 70/2018 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha definito i requisiti tecnici che un’infrastruttura deve soddisfare per ottenere questa certificazione, individuando tre aree fondamentali.
La prima riguarda il monitoraggio del traffico: sensori distribuiti lungo la rete raccolgono dati sui flussi, li elaborano e li trasmettono al centro di controllo, che può così intervenire in modo proattivo sulla gestione della mobilità invece di limitarsi a reagire agli eventi.
La seconda riguarda il monitoraggio meteo e idrogeologico: centraline e sensori rilevano in continuo le condizioni atmosferiche, lo stato della pavimentazione e i livelli delle acque, con l’obiettivo di anticipare fenomeni critici come alluvioni o frane e allertare gli operatori prima che si verifichino.
La terza è la comunicazione bidirezionale tra infrastruttura e veicolo: l’automobilista riceve a bordo informazioni aggiornate su velocità consigliata, incidenti, condizioni meteo e ostacoli, mentre il veicolo connesso a sua volta trasmette dati all’operatore autostradale, rendendo il quadro del traffico molto più preciso e tempestivo.
Il 10 giugno 2026, la Tangenziale di Napoli è diventata ufficialmente la prima Smart Road d’Italia, ottenendo la certificazione del Mit in conformità al Dm 70/2018. Un primato che arriva dal Mezzogiorno e che trasforma una delle arterie urbane più trafficate del Paese in un laboratorio di mobilità intelligente. Il progetto è frutto della collaborazione tra Tangenziale di Napoli, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (Most), con il supporto tecnologico di Movyon, polo d’innovazione del Gruppo Aspi.
Lungo i 22 chilometri della tratta sono in fase di installazione 217 telecamere intelligenti, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteorologiche e 40 antenne con duplice tecnologia Its-G5 e cellular V2X. Tutti questi dispositivi alimentano la piattaforma C-Its di Movyon, che integra i dati raccolti in loco con informazioni provenienti da fonti esterne, restituendo un quadro continuo e aggiornato della situazione. Attualmente 30 mezzi connessi sono in grado di comunicare direttamente con l’infrastruttura, ricevendo e inviando informazioni in tempo reale. L’operatore del centro di controllo non è più soltanto un osservatore: diventa un orchestratore della mobilità, in grado di intervenire prima che i problemi si manifestino.
Tra i risultati più significativi del progetto c’è una sperimentazione che ha segnato un’ulteriore prima volta in Italia. Nel tratto compreso tra Vomero e Fuorigrotta, un veicolo a guida autonoma ha adattato in tempo reale la propria velocità in funzione delle indicazioni trasmesse dall’infrastruttura. Non si trattava di un test su circuito chiuso, ma di una dimostrazione concreta di come strada e veicolo possano operare come un sistema integrato, scambiandosi informazioni utili alla sicurezza e alla fluidità del traffico.
È questo il modello verso cui punta la mobilità connessa e cooperativa. Non più il veicolo come elemento isolato che interpreta autonomamente l’ambiente, ma un nodo di una rete più ampia in cui infrastruttura, mezzo e gestore condividono in permanenza lo stesso quadro informativo.
La nascita della prima Smart Road italiana non è un evento avulso dal contesto istituzionale in cui opera l’Automobile Club d’Italia. ACI segue da anni l’evoluzione normativa e tecnologica che ha portato a questo risultato.
Sul fronte della ricerca applicata, ACI ha partecipato al progetto europeo PAsCAL (Enhance driver behaviour and Public Acceptance of Connected and Autonomous vehicLes), finanziato dal programma Horizon 2020, che ha coinvolto 13 partner internazionali con l’obiettivo di favorire l’accettazione dei veicoli connessi e autonomi a tutti i livelli, dai consumatori ai decisori pubblici, producendo 100 raccomandazioni tecniche, politiche e giuridiche per orientare le scelte strategiche sulla mobilità del futuro.
Sul versante operativo, la recente costituzione di Aci Mobility S.p.A., nata dalla fusione di Aci Global, Aci Infomobility e Agenzia Radio Traffic, ha dato all’ente un unico centro strategico e operativo per affrontare le sfide della mobilità contemporanea, rafforzando il ruolo dell’Automobile Club come interlocutore di riferimento su mobilità sostenibile, digitale e sicura. Un posizionamento che rende ACI un attore naturale nel processo di diffusione delle Smart Road su scala nazionale, tanto sul piano della comunicazione con gli utenti quanto su quello del presidio normativo e tecnico.
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