
Testo di Carlo di Giusto
Cernobbio. È a margine del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, davanti a una platea ristretta di giornalisti, che Massimiliano Di Silvestre ha comunicato il proprio addio alla guida di BMW Italia. A fine mese il presidente e amministratore delegato lascerà la casa di Monaco per avviare un nuovo percorso professionale, di cui ha però chiesto di non anticipare i contorni: “Fra fine maggio e giugno ci sarà il comunicato”, ha detto, invocando il rispetto della riservatezza.
Il manager, cinquantacinque anni, ha scelto una cornice non istituzionale per una comunicazione che ha tenuto a definire personale. Ha parlato di un distacco “profondo”, paragonandolo a una separazione coniugale, e ha rivendicato il riconoscimento della casa madre, che lo ha autorizzato a presentarsi a Villa d’Este pur essendo ormai “in uscita”. Sul successore non ha fornito indicazioni.
Il bilancio dei sette anni alla presidenza di BMW Italia, dal 1° agosto 2019, è stato declinato lungo alcune direttrici. Il riposizionamento del marchio a partire dal 2019 attraverso un’idea di brand-led style, le partnership con il tennis, oggi sport ufficiale del Gruppo a livello internazionale, e con il Milan, scelta dichiaratamente non convenzionale per radicare il brand nella città.
La leadership di mercato nel premium con la quota BMW salita al 28,8 per cento nel 2024. Il passaggio al modello di agenzia per MINI, perfezionato in cooperazione con la rete dei concessionari. E soprattutto il programma Retail.Next di riqualificazione delle concessionarie, che ha portato l’Italia a un tasso di adeguamento superiore al settanta per cento contro una media europea del trentacinque: il dato più alto del continente.
Di Silvestre ha attribuito il risultato alla squadra di BMW Italia e ai rapporti con la stampa, costruiti — ha sottolineato — nelle fasi del Covid, della crisi dei semiconduttori e degli scenari politici degli ultimi anni. Ha evitato ogni domanda sulla destinazione futura e sul nome del successore, rinviando a una comunicazione ufficiale tra qualche settimana.
Nato nel 1971, laureato in Economia e Commercio all’Università di Bologna, Di Silvestre entra in BMW nel 2001. Dopo un’interruzione fra il 2009 e il 2012, dedicata a esperienze in altre Case automobilistiche, rientra nel Gruppo percorrendo per intero la gerarchia commerciale: Regional Director della divisione vendite della filiale italiana, amministratore delegato di BMW Roma, country manager di Rolls-Royce Motor Cars, infine managing director di BMW Group Hungary fra il 2017 e il 2019. È in quell’estate che la casa madre lo richiama in Italia per succedere a Sergio Solero alla presidenza della filiale.
Sotto la sua guida BMW Italia è diventata un caso interno al Gruppo, citato a Monaco come benchmark di redditività della rete e di velocità di trasformazione del retail. Il suo lessico ha costantemente accostato categorie come hi-tech e hi-touch, tradizione e innovazione, tecnologia e fattore umano, formule che hanno scandito anche l’apertura della House of BMW prima in via Verri e poi in via Monte Napoleone, a Milano, divenute spazi di posizionamento del marchio nel perimetro del lusso. Riservato, scrupoloso, attento agli equilibri con la rete dei concessionari, lascia dopo aver dichiarato di sentirsi pronto a uscire da una zona di confort professionale e personale lunga vent’anni.
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