
Testo di Carlo di Giusto
La pioggerellina che per tutta la mattina aveva velato il parco di Villa d’Este, rendendo ogni superficie lucida e satura, ha concesso una tregua giusto in tempo per l’unveiling, come se anche il meteo avesse capito che non era il caso di mancare all’appuntamento. È in questo contesto rarefatto, finanche anacronistico nel senso più nobile del termine, popolato da quella cerchia ristretta di appassionati, collezionisti e addetti ai lavori che costituisce il selezionatissimo parterre del Concorso di Eleganza di Villa d’Este, che BMW ha scelto di presentare la Vision BMW Alpina, uno studio di design che ha il peso specifico di un manifesto e come tale accolto dagli applausi degli happy few presenti su questa riva del lago.
La Vision BMW Alpina è lunga 520 cm, bassa, ampia, oggettivamente imponente. Il padiglione scende lungo una diagonale lunga e inclinata che promette quattro posti comodi senza rinunciare a un grammo di eleganza. Sotto il cofano, torna un motore a otto cilindri a V a benzina, tarato, come da tradizione Alpina, per restituire note di scarico ricche e profonde a regimi bassi, sonore e vibranti quando si sale di giri.

“Alpina ha sempre rappresentato un’idea molto specifica di performance e raffinatezza, dove velocità e confort sono ambizioni complementari”, ha dichiarato Adrian van Hooydonk, responsabile del Design del BMW Group. “Il nostro ruolo come nuovi custodi di questo marchio è preservare questa caratteristica e plasmarla in un contesto contemporaneo. Vision BMW Alpina mostra come queste qualità possano essere espresse con disciplina e modernità, suggerendo quale sarà la direzione per questo marchio man mano che lo portiamo nel futuro”.
L’esterno è governato da un principio ordinatore unico: la linea caratteristica della velocità. Sale dagli angoli inferiori anteriori con un’inclinazione di sei gradi, percorre i fianchi della carrozzeria e si avvolge attorno al posteriore. Il muso è definito dallo shark nose, firma che affonda le radici nell’Alpina B7 degli anni Settanta e che qui reinterpreta la doppia griglia a reni di BMW come una scultura tridimensionale. La parte anteriore ha una postura protesa in avanti, come se l’auto fosse già in partenza anche ferma.

Lo scarico ellittico a quattro terminali rimane, così come la scritta “ALPINA” sul paraurti anteriore inferiore, qui reinterpretata in metallo lavorato e lucido. Le ruote da 22 pollici all’anteriore e 23 al posteriore adottano il disegno a 20 razze, un classico Alpina dal 1971.
Maximilian Missoni, Head of BMW Design Midsize & Luxury Cars e BMW Alpina, ha articolato con chiarezza la filosofia che sottende ogni scelta formale: “Nella Vision BMW Alpina distilliamo ogni elemento del marchio alla sua essenza e lo applichiamo in modo profondamente moderno e sofisticato. Ogni dettaglio riflette sostanza: nell’ingegnerizzazione, nei materiali e nella storia che racconta. Le dichiarazioni che fa sono sottili e si rivelano solo a un’osservazione più attenta. Questa interazione tra purezza e ricchezza definisce il nostro approccio al design BMW Alpina”.

I dettagli più significativi non si impongono, si conquistano. Le deco-line, che fanno parte del vocabolario formale Alpina dal 1974, sono qui dipinte direttamente sulla carrozzeria e poi coperte dalla vernice trasparente. Invisibili al primo sguardo, percettibili da vicino.
Le superfici di ritorno orientate verso l’interno sono rifinite in metallizzato scuro, ispirandosi a un gesto che ha un precedente illustre: la BMW 507, che riservava il cromo solo all’interno delle griglie. Il naso da squalo nasconde un perimetro retroilluminato che rivela il suo motivo di deco-line solo quando è attivo. La tonalità delle luci diurne Led, di un bianco caldo, ispirato alla prima luce sulle Alpi Bavaresi, percorre i contorni dei reni e si coordina con i cristalli illuminati all’interno dei fari sottili.
All’interno, la linea a sei gradi che governa l’esterno continua con coerenza, dividendo il segmento superiore più scuro da quello inferiore più chiaro. La pelle pieno fiore proviene da produttori della regione alpina, mentre le impunture si ispirano alle deco-line. I dettagli artigianali sono contenuti e per questo più efficaci: una cucitura a ponte nelle tonalità dell’heritage Alpina, blu e verde, appare con parsimonia, richiamando la bordatura storica del volante.

La tecnica di smussatura dei componenti metallici è mutuata dall’orologeria, combinando finiture satinate e lucide. Il cristallo trasparente è riservato ai soli comandi che governano direttamente la guida.
Dietro la console posteriore, una bottiglia di vetro si trova accanto a bicchieri in cristallo BMW Alpina, che emergono su un meccanismo autoestendibile. Ogni bicchiere è inciso con venti deco-line e presenta il bordo a sei gradi: una piccola vanità, trattenuta da calamite nascoste e illuminata dolcemente contro la console a grana aperta.
Il BMW Panoramic iDrive, incluso il nuovo schermo per il passeggero, attraversa il cruscotto con un’interfaccia digitale pensata specificamente per BMW Alpina. Il blu e il verde tradizionali entrano nell’head-up display con disciplina, intensificandosi man mano che il guidatore seleziona modalità più sportive, da Comfort+ fino a Speed. E il paesaggio alpino rappresentato sullo sfondo delle schermate non è un’immagine generica: è la rappresentazione esatta della catena montuosa visibile guardando a sud da Buchloe.

Burkard Bovensiepen fondò Alpina nel 1965 a Buchloe, piccola città bavarese ai piedi delle Alpi, dopo aver preferito le automobili a una carriera nelle macchine da scrivere. La sua intuizione fondante era semplice e controcorrente: nelle gare di endurance, mentre i rivali alleggerivano il peso alla ricerca del decimo, lui aggiungeva imbottitura extra al sedile del pilota, convinto com’era che un guidatore comodo fosse anche più veloce. Quella convinzione è rimasta nel codice genetico del marchio, trasponendosi nelle auto da strada celebrate per compostezza e raffinatezza ad alta velocità e su lunghi percorsi.
L’Alpina B7 coupé della fine degli anni Settanta, basata sulla BMW Serie 6 E24, è considerata il punto di maturità: la filosofia applicata al lusso, il lungo cofano e il muso da squalo che sembravano veloci anche a riposo, mentre l’abitacolo ospitava comodamente quattro persone.
BMW Alpina è entrato a far parte del BMW Group come marchio esclusivo proprio quest’anno. La posizione che occupa nel portafoglio del Gruppo è precisa: tra BMW e Rolls-Royce, in un segmento premium che il management ritiene abbia ancora un potenziale da esprimere. “BMW Alpina riempie un vuoto nel nostro portafoglio tra BMW e Rolls-Royce, poiché vediamo ulteriori potenzialità nel segmento premium”, ha dichiarato Oliver Viellechner, responsabile di BMW Alpina. “Con Alpina abbiamo una forte eredità e una comunità globale, su cui vogliamo costruire, pur preservando l’essenza di ciò che il marchio rappresenta: velocità, confort e raffinatezza”.
Il primo modello di serie del marchio BMW Alpina è atteso per il prossimo anno, ispirato alla BMW Serie 7, ma pensato per essere inequivocabilmente qualcos’altro.

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