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Hyundai Nexo: L’A prima prova dell’auto a idrogeno

di Emiliano Ragoni - 11/05/2026

 

Pro e Contro

Giudizio Dettaglio
PRO
  • Autonomia: fino a 826 km nel ciclo WLTP
  • Rifornimento rapidissimo: circa 5 minuti per ricaricare i serbatoi
  • Guida fluida e silenziosa: tipica dell’elettrico, con erogazione naturale e progressiva
  • Abitacolo spazioso e tecnologico: doppio display curvo da 12,3″ e bagagliaio da 510 litri
CONTRO
  • Rete di rifornimento ancora limitata: le stazioni in Italia si contano sulle dita di una mano
  • Prezzo elevato: da 72.600 euro: un posizionamento che restringe la platea
  • Specchietti digitali: scenografici, ma manca la sensazione di profondità del campo visivo

L’idrogeno non è più una solo una promessa lontana. Con la nuova Hyundai Nexo, giunta alla sua terza generazione, la Casa coreana porta nelle mani degli automobilisti una tecnologia che aveva cominciato a sviluppare quasi trent’anni fa, quando il dibattito sulla transizione energetica era ancora appannaggio di pochi addetti ai lavori. Abbiamo avuto l’opportunità di percorrere alcuni chilometri a bordo di questo suv fuel cell, sufficienti per capire dove si trova oggi questa tecnologia e dove sta andando.

1. Che cos’è la Hyundai Nexo

La Hyundai Nexo è un suv a celle a combustibile a idrogeno, alimentato cioè da un sistema che trasforma il gas immagazzinato in appositi serbatoi in corrente elettrica, la quale aziona poi un motore che muove le ruote. Il risultato allo scarico? Solo acqua. Niente CO₂, niente particolato, niente ossidi di azoto.

Nella sua terza incarnazione, la Nexo porta al debutto il linguaggio stilistico Art of Steel del Brand, introdotto dalla concept Initium nel 2024, e porta con sé un salto prestazionale significativo rispetto alla generazione precedente. L’autonomia dichiarata nel ciclo misto WLTP raggiunge gli 826 km, grazie a tre serbatoi in grado di contenere complessivamente 6,69 kg di idrogeno. Il motore elettrico eroga 204 Cv e 350 Nm di coppia, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi e una velocità massima di 176 km/h. La Nexo viene proposta in Italia in due allestimenti, con prezzi a partire da 72.600 euro.

2. Come funziona la tecnologia fuel cell

Per chi si avvicina per la prima volta a un veicolo a idrogeno, vale la pena spendere qualche parola sul funzionamento. La cella a combustibile (fuel cell) è il cuore del sistema: al suo interno, l’idrogeno prelevato dai serbatoi ad alta pressione (700 bar) si combina con l’ossigeno dell’aria in una reazione elettrochimica che genera elettricità. Quest’ultima alimenta il motore elettrico, mentre l’unico sottoprodotto della reazione è il vapore acqueo che fuoriesce dallo scarico.

Rispetto a un veicolo elettrico a batteria, il vantaggio più immediato è il tempo di rifornimento: circa cinque minuti per ricaricare completamente i serbatoi, contro le decine di minuti (o le ore a seconda della potenza del sistema utilizzato) necessarie a ricaricare una batteria, anche con le colonnine più veloci. Un vantaggio pratico tutt’altro che trascurabile per chi percorre lunghe distanze o ha esigenze operative continue.

L’idrogeno, nella visione della Hyundai, si inserisce inoltre in un contesto energetico più ampio. Può fungere da accumulatore di energia rinnovabile in eccesso, trasformando il surplus di produzione eolica o solare in gas stoccabile e trasportabile. In questo senso non compete con l’elettrico a batteria, ma lo integra, coprendo i segmenti in cui l’autonomia elevata e la rapidità di rifornimento sono fattori critici.

3. Design e abitacolo

All’esterno, la nuova Nexo si distingue per volumi scolpiti e tensioni visive che comunicano immediatamente pulizia formale e solidità. La firma luminosa HTWO, sviluppata specificamente per i modelli fuel cell del marchio, identifica la vettura anche a distanza. Linee tese, passaruota muscolosi e una coda ben caratterizzata completano un profilo che la rende unica e molto diversa delle auto attualmente in commercio.

All’interno si respira un’aria di ordine e modernità. La plancia è stata ribassata per aumentare la sensazione di spazio e il nuovo doppio display curvo da 12,3″, che integra strumentazione digitale e sistema multimediale in un unico arco visivo, domina il cruscotto senza appesantirlo. Il bagagliaio offre 510 litri di capienza, un valore più che adeguato per la categoria.

4. Come va

Pochi chilometri percorsi nelle zone limitrofe all’area di rifornimento di Rho, prossima all’apertura, sono stati sufficienti per darci un’idea di cos’è un’auto a idrogeno.

La prima impressione a bordo della Nexo è quella di un’auto che si muove con la fluidità e il silenzio tipici dell’elettrico, ma con una sensazione di naturale continuità nell’erogazione che può risultare addirittura più rassicurante (soprattutto se si pensa all’autonomia). La coppia è pronta fin dai bassi regimi, l’accelerazione è lineare e priva di strappi, il comfort acustico è quello tipico di un’auto a corrente.

La nuova generazione porta in dote anche la capacità di traino fino a 1.000 kg, un dettaglio tecnico che amplia sensibilmente gli scenari d’uso del veicolo, avvicinandolo a funzioni finora riservate ai powertrain tradizionali. Vista la mole e le dimensioni, non è un suv da prestazioni estreme, ma un’auto che sa fare il suo lavoro con discrezione. Il che, su un veicolo pensato per la mobilità quotidiana e le lunghe percorrenze, è esattamente quello che si cerca.

Chiaramente il prezzo e la limitata disponibilità di stazioni di rifornimento, che sono presenti solo in Lombardia (saranno cinque a breve) e che si vanno ad aggiungere a quella di Bolzano, ne limitano fortemente la diffusione. Ma fare i numeri non è certamente l’obiettivo della Hyundai con questa vettura, quanto piuttosto dimostrare che la tecnologia c’è e che ha delle ottime potenzialità.

5. Allestimenti e prezzi

La nuova Hyundai Nexo è disponibile in Italia in due allestimenti, con un listino che parte da 72.600 euro e arriva a 80.500 euro. Un posizionamento premium che riflette la complessità della tecnologia fuel cell, ancora lontana dai volumi necessari per abbattere i costi in modo significativo. Ma se si considera l’autonomia, la velocità di rifornimento e il livello tecnologico complessivo e si è residenti in provincia di Milano, la Nexo potrebbe diventare interessante.

6. La storia dell’idrogeno Hyundai

Hyundai ha iniziato a lavorare sulle celle a combustibile nel 1998, in un’epoca in cui l’idrogeno era poco più di un tema di ricerca accademica. I primi prototipi, su base Santa Fe nel 2000 e su base Tucson nel 2005 , hanno consentito al Brand di costruire un know-how proprietario che nessun altro costruttore generalista poteva vantare.

Il salto verso il mercato è arrivato nel 2013 con la ix35 Fuel Cell, primo veicolo a celle a combustibile prodotto in serie al mondo. Autonomia fino a 594 km, rifornimento in cinque minuti: già allora i numeri erano sufficienti a dimostrare la praticabilità della tecnologia. La prima generazione di Nexo, introdotta nel 2018 su piattaforma dedicata, ha alzato ulteriormente l’asticella portando l’autonomia a 660 km e integrando sistemi ADAS avanzati. Tra il 2018 e il 2025, Nexo si è affermato come il veicolo fuel cell più venduto a livello globale, con circa 2.000 unità distribuite in Europa.

Parallelamente, Hyundai ha esteso la tecnologia al di là del trasporto passeggeri. Stiamo parlando dello XCIENT Fuel Cell, primo camion pesante a idrogeno prodotto in serie al mondo, ha dimostrato che le fuel cell funzionano anche sotto carichi operativi intensi. Nel 2026, la flotta europea di XCIENT ha superato i 20 milioni di chilometri percorsi, con 165 unità attive in cinque Paesi. Una maturità tecnologica che si riflette direttamente sulla nuova Nexo.

7. Le stazioni di rifornimento in Lombardia

Il tallone d’Achille storico dell’idrogeno in Italia è sempre stata l’infrastruttura. Ma qualcosa si muove, e proprio nel cuore della Lombardia sta per prendere forma la prima rete nazionale di stazioni di rifornimento a idrogeno. Si chiama SerraH2Valle ed è un progetto di Milano Serravalle – Milano Tangenziali, la società che gestisce 185 km di infrastrutture autostradali tra A7, tangenziali milanesi, tangenziale di Pavia e raccordo Bereguardo-Pavia.

Il piano prevede cinque stazioni distribuite tra Lombardia e Piemonte: due a Tortona sull’A7 Milano-Genova (una per direzione), due a Carugate sulla Tangenziale Est A51 (una per direzione) e una a Rho sulla Tangenziale Ovest A50, in direzione sud. L’obiettivo è averle tutte operative entro giugno 2026, con un investimento complessivo di circa 55 milioni di euro finanziati da fondi PNRR e dal programma europeo CEF Transport AFIF.

Dal punto di vista tecnico, gli impianti erogano a 700 bar per i veicoli leggeri e 350 bar per i mezzi pesanti, con una capacità nominale di circa una tonnellata di idrogeno al giorno per stazione. Un’infrastruttura che non serve solo le auto, come la Nexo, ma che punta a sostenere anche la logistica pesante, con un impatto concreto sulla decarbonizzazione dei corridoi nord-italiani più trafficati.

 

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