
L’Autodromo Nazionale Monza non è solo sinonimo di velocità. Da oggi è anche un punto di riferimento internazionale per la sicurezza stradale. Il circuito brianzolo ha ottenuto il massimo rating di tre stelle nel FIA Road Safety Index, lo standard globale promosso dalla Fédération Internationale de l’Automobile per valutare l’impegno delle organizzazioni nella gestione dei rischi legati alla mobilità. Monza diventa uno dei primi circuiti al mondo a raggiungere questo traguardo, insieme al Piero Taruffi di Vallelunga.
Il riconoscimento non riguarda solo eventuali interventi sulla pista, ma soprattutto il modo in cui la sicurezza viene gestita ogni giorno. Il FIA Road Safety Index premia infatti un sistema organizzativo basato su regole, controlli e monitoraggio continuo dei rischi legati agli spostamenti.
All’Autodromo di Monza questo significa aver introdotto procedure specifiche per la sicurezza, attività di formazione e sensibilizzazione per chi lavora nel circuito e strumenti per analizzare e ridurre i rischi. Un lavoro meno visibile, ma decisivo, che coinvolge dipendenti, collaboratori e partner e punta a rendere più sicuri tutti gli spostamenti legati alle attività del circuito.
Per il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, il risultato ha un valore che va oltre il singolo circuito: dimostra come il motorsport possa “dare l’esempio e promuovere un cambiamento significativo” su un tema globale come la sicurezza stradale.
Sulla stessa linea Willem Groenewald, segretario generale FIA per mobilità, sostenibilità e turismo, che sottolinea l’importanza di processi basati sui dati per ridurre i rischi e salvare vite.
Il presidente dell’ACI, Geronimo La Russa, evidenzia invece il valore simbolico del risultato: il “Tempio della Velocità”, storico teatro del Gran Premio d’Italia di Formula 1, si conferma oggi anche come modello di sicurezza, innovazione e responsabilità.
Monza resta uno dei circuiti più iconici e veloci del mondiale, ma il riconoscimento FIA racconta una trasformazione più ampia.
L’obiettivo è integrare sicurezza, sostenibilità e gestione dei rischi nelle attività quotidiane, rendendo il circuito un laboratorio di buone pratiche replicabili anche fuori dal contesto sportivo. Un cambio di paradigma: la velocità resta nel DNA, ma oggi è accompagnata da una nuova priorità. La sicurezza.
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