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Palazzo (Vw): “Nell’era elettrica il prodotto non è l’auto, ma l’energia”

di Redazione - 13/04/2026

 

Giovanni Palazzo, ceo di Elli

Testo di Fabio Sciarra

“Siamo qui per promuovere la mobilità elettrica, fornire agli automobilisti gli strumenti migliori per caricare, sia a casa sia in viaggio, e creare una delle reti più vaste di ricarica in Europa”: si presenta così Giovanni Palazzo, senior vice presidente di Volkswagen Group Charging & Energy (nonché ceo di Elli, la controllata interna di Wolfsburg per le soluzioni di ricarica) nell’ambito di un incontro con la stampa italiana. Dove ha messo in chiaro gli obiettivi dell’azienda e la sua strategia per gli anni a venire.

“Elli è una realtà giovanissima e che per molti aspetti non ha niente a che fare con il settore dell’auto: l’età media dei nostri dipendenti è di 33 anni e soltanto il 2% di loro ha una precedente esperienza nell’automotive”. È esattamente quello che serve, sostiene Palazzo, per operare un cambio di paradigma a livello mentale: “Con la centralità dell’energia nell’equazione dell’auto elettrica, non puoi pensare ai singoli prodotti: le auto elettriche, le case, i pannelli solari, le pompe di calore e le batterie non sono tecnologie isolate, ma parti di un’unica rete governata dai flussi”.

Volkswagen

 

È solo fotografando gli sviluppi della mobilità elettrica attraverso questa lente che si può comprendere la necessità storica di un’azienda come la start-up creata dal costruttore tedesco. E che si può immaginare un business costruito, per l’appunto, attorno all’energia: “Con l’inaugurazione della batteria stazionaria di Salzgitter, siamo entrati formalmente nel mercato del trading dell’energia e abbiamo fatto il primo passo per il nostro Managed Battery Network, una piattaforma che connette in maniera intelligente sistemi di stoccaggio su larga scala e altri asset, come le auto”.

Ecco, dunque, come entrano in scena i veicoli elettrici: “Noi abbiamo sempre creduto nelle tecnologie V2H e V2G” spiega Palazzo “e praticamente dal lancio della famiglia ID abbiamo predisposto le vetture perché ne fossero dotate. Il risultato è che nella sola Germania abbiamo due milioni di auto pronte per entrare nella rete. E i clienti che entrano nei programmi pilota di sperimentazione si vedono restituire fino a mille euro l’anno per l’energia che restituiscono dalle loro batterie.

L’ostacolo principale alla diffusione su larga scala del dialogo energetico tra auto e infrastruttura si annida – com’è facile immaginare – nella legislazione. O per meglio dire nell’assenza di essa: “In Italia” sostiene il dirigente “c’è già il 98% di contatori intelligenti – uno dei valori più elevati in Europa – ma non esiste alcun quadro normativo per mettere in atto lo scambio dei flussi”.

Considerazioni, quelle del manager, che sottolineano la necessità di chiarezza della politica sul fronte della transizione ecologica: “Tutti i Paesi dove l’elettrico ce l’ha fatta avevano un piano preciso: penso al Nord Europa, dove le ragioni dell’ecologia hanno avuto un grande peso. Ma penso anche alla Cina, dove sono partiti con l’obiettivo di affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio e oggi sono arrivati alle colonnine da 1.500 kW”. Un obiettivo apparentemente impossibile, ma non nella visione di Palazzo: “Quello è un picco che viene raggiunto per un minuto o poco più: il grosso della carica avviene attorno ai 600 kW. Un valore che presto annunceremo anche noi”.

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