
Testo di Francesco Mosconi
Nel panorama fieristico dedicato all’automobile d’epoca e youngclassic, “Vicenza Classic Car Show” è una kermesse che seppur giovane ha saputo subito accattivarsi le simpatie (e naturalmente le presenze) di molti spettatori e appassionati.

Le ragioni di questo successo sono presto dette: innanzitutto ha riportato in territorio veneto una manifestazione dedicata al motorismo d’epoca, di cui la regione era rimasta orfana da quando, nel 2023, la storica fiera “Auto e moto d’epoca” aveva traslocato in terra felsinea. A questo va aggiunta la qualità dell’organizzazione targata Italian Exhibition Group che ha saputo creare in pochissimo tempo (siamo alla terza edizione) un evento capace di radunare dealer, case d’asta e privati che portano auto di primissima qualità e interesse.

Non è dunque un caso che questa edizione 2026, andata in scena lo scorso weekend dal 27 al 29 marzo alla fiera di Vicenza abbia confermato la natura di punto di riferimento per il mondo del collezionismo italiano dell’evento, puntando ad un pubblico sempre più ampio, trasversale e colto.

Tantissime infatti sono state le presenza anche allo stand ACI, che ha raccolto i talk dell’Automobile Club d’Italia e della sua divisione heritage, ACI Storico raccontando in maniera molto chiara come non possa esistere il futuro dell’automobile senza raccontarne e tramandarne il passato. E così, nel weekend della seconda vittoria consecutiva di Kimi Antonelli nel GP del Giappone, si è raccontato davanti a un pubblico numerosissimo e affezionato, un gigante del motorsport come Sandro Munari attraverso le parole emozionate di colleghi come Maurizio Verini, “rivale” e amico del Drago e di Gianni Tonti, direttore tecnico della Squadra Corse Lancia che vide Munari campione a bordo di Fulvia HF e Stratos HF.

E così, oltre a momenti di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e racconti di automobili straordinarie ci sono stati anche momenti di leggerezza come la premiazione dell’8° Raduno Youngclassic, organizzato dalla nostro magazine che si occupa dei miti da guidare dagli anni 70, condotto dai briosi “socialisti” Andrea Bellomo e Francesco Mosconi o il talk dedicato ai Content Creators dell’automobile, condotto da Niccolò Gregori, che ha visto protagonisti Stefano Balbinot (Macchina Gialla), Andrea Cartapani (Andreacarsandmore), Sofia Trinchini, Andrea Farina (vicedirettore di Motor1) e Fabio Sciarra, nuovo Head of Content di ACI Editore.

Automobili meravigliose da comprare sia dai dealer che dai privati, ma anche raccontate dalla fiera stessa: un’esposizione di quattro magnifici esemplari più una scocca e un telaio in fase di restauro sono stati la manifestazione dei festeggiamenti dei sessant’anni della Lamborghini Miura, la “madre” di tutte le supercar, la cui genesi è stata raccontata in maniera coinvolgente e appassionata da Valentino Balboni durante un talk presso lo stand dell’Automobile Club d’Italia.

E, per chi ama le vetture più moderne, la golden age delle supercar è stata raccontata tramite l’esposizione di un tridente davvero mozzafiato: non capita infatti tutti i giorni di vedere una accanto all’altra una Lamborghini Countach, una Ferrari F40 e una Jaguar XJ220.
Un’ascesa inarrestabile quella di Vicenza Classic Car Show che non si arresta davanti a nulla: per l’edizione 2027 (già messa a calendario dal 19 al 21 marzo prossimi), sono previsti ancora più auto, grazie all’inaugurazione della nuova ala del Polo Fieristico vicentino, e ancora più visitatori attratti da una passione inestinguibile per il rombo dei motori classici e youngclassic. E che da qui sono usciti ancor più innamorati dell’automobile.

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