Condividi con:

Volkswagen, il sito di Osnabrück produrrà parti dell’Iron Dome?

di Redazione - 25/03/2026

Volkswagen

Testo di Mattia Eccheli

Volkswagen starebbe trattando con l’israeliana Rafael Advanced Defence Systems per produrre componenti del cosiddetto Iron Dome, il sistema di difesa antimissile che l’azienda israeliana a controllo statale punta a vendere anche in Europa.

L’anticipazione è del Financial Times, che cita fonti anonime “a conoscenza dei piani”. Tra queste, una sostiene che l’operazione verrebbe appoggiata dallo stesso governo tedesco.

L’ipotesi sul tavolo è la conversione dell’impianto di Osnabrück. Qui la produzione di auto dovrebbe terminare nel 2027. Nel sito lavorano circa 2.300 addetti.

Volkswagen deve ridurre la sovracapacità produttiva. Come spiegato dai vertici durante la presentazione del piano di ristrutturazione, in Germania sono previsti 35.000 esuberi entro il 2030 (50.000 includendo gli altri marchi del gruppo). Le dimensioni degli stabilimenti tedeschi erano state pensate per un mercato oggi molto diverso.

L’obiettivo di Volkswagen è salvare lo stabilimento di Osnabrück

Negli ultimi mesi a Osnabrück sono stati sviluppati diversi prototipi. Tra questi anche due veicoli militari, per esplorare nuove opportunità di mercato.

Non è però chiaro se siano già state prese decisioni sul futuro del sito. Volkswagen lo aveva acquisito nel 2009 per 39 milioni di euro, su pressione del Land della Bassa Sassonia e del sindacato IG Metall. All’epoca il Land era guidato da Christian Wulff, poi eletto presidente della Repubblica nel 2010 e dimessosi nel 2012.

Secondo il Financial Times, l’impianto potrebbe produrre autocarri destinati al sistema antimissile. In programma anche dispositivi di avviamento e generatori di corrente, ma non i razzi.

Durante la recente conferenza di bilancio, il Ceo Oliver Blume ha parlato di un approccio aperto: “I colloqui con l’industria della difesa sono promettenti. Quest’anno prenderemo una decisione su come procedere a Osnabrück”. Blume ha aggiunto: “Se possiamo contribuire a sostenere l’industria della difesa locale con la nostra esperienza e capacità, lo faremo”. Apertura anche da parte di Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica e membro del Consiglio di sorveglianza del gruppo.

Finora l’interesse più concreto era arrivato dal colosso tedesco Rheinmetall, che con la guerra in Ucraina ha visto il valore delle proprie azioni moltiplicarsi per 16. L’azienda, sempre meno legata alla fornitura per l’automotive, punta su Osnabrück per produrre cabine blindate per veicoli militari.

Potrebbe interessarti

Il nuovo numero de L’Automobile è edicola dall’8 agosto

Nel nuovo numero de L'Automobile tutto quello che c'è da sapere sul Gp di Monza più atteso degli ultimi anni, gli approfondimenti sul mondo ACI e le ultime novità del...

di Redazione - 06/08/2026

Sette mesi d’auto in Italia: Fiat Panda regina, ma il mercato cambia volto

Le immatricolazioni crescono dell’8,9%. Le ibride conquistano metà del mercato, elettriche e plug-in accelerano e i suv rappresentano ormai quasi due auto su tre

di Emiliano Ragoni - 05/08/2026

Podcast

in collaborazione con Aci Radio

Il Punto di Pierluigi Bonora

Il Direttore di ACI Radio Pierluigi Bonora fa il punto sul fatto più rilevante della giornata offrendo spunti di riflessione per una corretta informazione.

l'Automobile su Instagram