C’è un momento preciso in cui appare chiaro che Leapmotor non è l’ennesimo marchio cinese sbarcato in Europa per fare volume. È quando Danilo Annese, Head of Commercial Operations per l’Europa allargata, ci racconta che le sospensioni della B10 sono state tarate insieme ai tecnici di Balocco (lo stesso centro prove Stellantis dove si affinano le Alfa Romeo). La versione cinese, dice, è molto più morbida. Quella europea ha un carattere diverso, più dinamico, più preciso. È una scelta, non un mero adattamento. Modelli fatti in Cina ma adattati per attecchire sul mercato italiano.
È da qui che bisogna partire per capire come Leapmotor ha attecchito in Italia più velocemente di quanto molti si aspettassero.
La piccola T03 è il punto di partenza. Nella classifica delle elettriche più vendute in Europa occupa il quarto posto, risultato notevole per un marchio giovane. Ma il dato più interessante è di natura sociologica.
A Roma è diventata la sostituta naturale della Smart. Stessa filosofia, stessa vocazione urbana, stesso tipo di cliente. Ma con un prezzo competitivo che regge anche senza incentivi e in un momento in cui gli incentivi sono una variabile imprevedibile, conta moltissimo.
Al sud il fenomeno è ancora più interessante. In molte aree dove i pannelli solari sono ormai diffusi la T03 è balzata in testa alle classifiche di vendita in regioni “insospettabili” come la Campania dove è risultata addirittura l’auto più popolare in assoluto.
Come riesce Leapmotor a offrire tanto a prezzi competitivi? La risposta è nell’architettura industriale: il 70% della componentistica viene prodotta internamente. Motori elettrici, moduli di gestione della batteria, led, persino i sedili. Tutto in casa.
Questa integrazione verticale non è solo un vantaggio di costo bensì costituisce anche una leva di velocità. I tempi di sviluppo di un nuovo modello si aggirano tra i 14 e i 18 mesi, un ritmo che impossibile per i costruttori tradizionali.
Ecco i modelli in arrivo nei prossimi mesi
| Modello | Tipo | Trazione | Arrivo | Note |
|---|---|---|---|---|
| T03 Commerciale | Van 2 posti | — | Imminente | Prodotta a Mirafiori, Torino |
| B05 | Hatchback compatta | Posteriore | 1ª metà 2025 | Stessa piattaforma B10, maggiore autonomia grazie all’aerodinamica |
| B03X | SUV segmento B (427 cm) | Anteriore | 3° trim. 2025 | Solo elettrico. Esterni svelati a Bruxelles |
| B03 | Hatchback segmento B | — | Fine 2025 | Solo elettrico. Conosciuta in Cina come A05 |
*Tempistiche indicative sulla base delle dichiarazioni di Danilo Annese, Head of Commercial Operations Leapmotor International Enlarged Europe.

C’è una questione tecnologico che riguarda da vicino l’Italia e la Spagna. Leapmotor non esclude di portare una versione Range Extender nel segmento B: una soluzione ibrida che usa il motore termico solo come generatore, eliminando di fatto l’ansia da ricarica senza rinunciare all’anima elettrica.
«Spagna e Italia sono i mercati di riferimento per questa tecnologia», conferma Annese. Il resto d’Europa, dice con una certa franchezza, «ha ancora paura». Il motore termico non è sviluppato internamente; viene acquistato dalla Dongfeng, ma Leapmotor ha già siglato un accordo con FAW per aprirsi ulteriormente a quella competenza.
Per quanto riguarda le previsioni di vendita della B10, la divisione tra versione elettrica e Range Extender (qui la nostra prova) sarà circa 50 e 50.
Stellantis detiene il 18,5% di Leapmotor e la joint venture è il meccanismo che ha permesso al marchio cinese di entrare in Europa con una struttura distributiva già pronta. Ma la domanda che molti si fanno è: non rischia di fare concorrenza ai propri brand?
Annese è diretto: «Leapmotor nasce per fare da contraltare all’arrivo della concorrenza cinese. L’obiettivo non è fare concorrenza interna». In Europa i clienti tendono a scendere di segmento quando si tratta di elettrico, perché scelgono in base al canone mensile. Leapmotor si inserisce in quella fascia senza togliere spazio agli altri: lo amplia.
L’altro tema è l’osmosi tecnologica: con una joint venture così stretta, è naturale che le competenze circolino in entrambe le direzioni. Il 21 maggio, giorno della presentazione del piano industriale Stellantis, si saprà di più anche sull’investimento produttivo in Spagna dove la produzione partirà nella seconda metà dell’anno, con le elettriche. L’Italia? «Non è esclusa, quando le condizioni saranno favorevoli».
Leapmotor nasce come nativo elettrico: non sono previsti full hybrid o mild hybrid tradizionali. La C10 resta il top di gamma, con 600 CV. La B10, invece, è già una vettura pensata su misura per l’Europa fin dal primo foglio di carta, nata in concomitanza con la firma della joint venture.
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