
L’equazione “auto elettrica uguale zero emissioni” è una verità solo parziale. Se è vero che un motore a batteria non emette gas allo scarico durante la marcia, la reale sostenibilità di un veicolo si misura sull’intero ciclo di vita (Lca: Life Cycle Assessment): dalla produzione delle materie prime allo smaltimento finale.
Proprio secondo questa valutazione la nuova Mercedes GLC elettrica (svelata allo scorso Salone di Monaco, vedi QUI), nella versione di lancio 400 4Matic, ha ottenuto una riduzione dell’impronta di carbonio (CO2) del 66% rispetto alla precedente versione a combustione. Il dato emerge dal “360° Environmental Check“, una “radiografia” scientifica basata sulla metodologia Lca e verificata da revisori esterni indipendenti (TÜV Süd), che analizza l’impatto ambientale globale dell’auto su un ciclo di 200.000 km.
Il pilastro di questo risultato è l’efficienza della batteria da 94 kWh, che garantisce un’autonomia compresa tra 568 e 715 km con un consumo energetico combinato tra 18,9 e 14,9 kWh/100 km.
Tuttavia, lo studio chiarisce che la sostenibilità effettiva è legata al “Mix elettrico UE”, ovvero la media delle fonti (rinnovabili, nucleare e fossili) usate in Europa per produrre energia. Poiché la rete elettrica europea non è ancora totalmente “pulita”, l’auto porta con sé una quota di emissioni delle centrali ancora attive. Il test certifica che, mentre con il mix standard l’auto emette 24,5 tonnellate di CO2 nel suo ciclo vitale, il valore crolla a 15,4 tonnellate se ricaricata esclusivamente con energia rinnovabile.

Il risultato della Glc elettrica è figlio di una strategia che ha tagliato del 23% le emissioni nella sola fase di produzione. La casa della Stella è intervenuta sui materiali più critici:
Batterie e alluminio: grazie all’uso di energia rinnovabile nella produzione delle celle, l’impronta di carbonio della batteria è scesa del 40% (circa 3,1 tonnellate di CO2 in meno). L’alluminio, invece, è lavorato con energia pulita o proviene da riciclo, risparmiando altre 1,1 tonnellate di CO2 per veicolo.
Economia circolare: la Mercedes Glc utilizza ben 61 kg di plastiche riciclate. Un esempio? I supporti del cric sono realizzati al 100% rigenerando i paraurti di vecchie auto a fine vita. Anche i passaruota (94% di riciclato) e la vasca del bagagliaio anteriore (50%) seguono questa filosofia.
Interni certificati: è la prima Mercedes a vantare interni certificati dalla “Vegan Society“, con circa 100 componenti realizzati senza l’impiego di materiali di origine animale, dai sedili alla moquette.

Mercedes ha integrato nel suo ecosistema la nuova fabbrica di riciclaggio batterie di Kuppenheim, in Germania. Questo impianto prototipo utilizza un processo idrometallurgico che permette di recuperare oltre il 90% delle materie prime preziose (come litio, nichel e cobalto), chiudendo il cerchio dell’economia circolare e assicurando che i materiali estratti oggi tornino a far parte delle auto di domani.
Questi risultati attendono ora la conferma del Green NCAP, l’organismo indipendente europeo che assegna un punteggio da 1 a 5 stelle alla sostenibilità reale delle auto effettuando test su strada in condizioni di guida reali.
Per curiosità, la Glc 220d (diesel) testata nel 2024 aveva ottenuto 3 stelle verdi con un punteggio complessivo del 55%. Vedi QUI i risultati.
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