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Il governo cinese vorrebbe limitare le prestazioni delle supercar

di Redazione - 07/01/2026

Testo di Maurizio Bertera 

Una delle caratteristiche del mercato cinese è una competizione senza esclusioni di colpi tra i costruttori. I brand attivi sono ormai circa 130 e il marketing è più aggressivo di quanto avvenga in Europa e persino negli Stati Uniti.

Non meno di 5 secondi per lo 0-100 km/h

Tra le armi più utilizzate spiccano le prestazioni delle auto elettriche: si parla spesso di accelerazioni da 0 a 100 km/h in meno di 3 o 4 secondi. Questa corsa all’estremo, però, sta creando seri problemi di sicurezza.

Per questo il governo cinese sarebbe deciso a intervenire, modificando in modo significativo le regole per le nuove vetture. L’obiettivo è fissare un limite minimo di 5 secondi per lo 0-100 km/h. Il progetto riguarda tutte le motorizzazioni, ma avrà un impatto soprattutto sulle elettriche, ed è già inserito nella bozza di un regolamento sulla revisione degli standard di sicurezza e di comportamento stradale.

Se, come appare probabile, la misura verrà approvata, dal 2026 tutti i costruttori dovranno dotare le auto di un limitatore di prestazioni, disattivabile ma attivo di default a ogni accensione. Considerato che la Cina è il primo mercato mondiale per i veicoli elettrici, una simile regolamentazione potrebbe influenzare le strategie di prodotto su scala globale.

Stop agli incentivi: cambia il paradigma industriale

Ancora più rilevante per il mercato europeo potrebbe essere la recente decisione di Pechino di porre fine, dal 2026, agli incentivi statali finora largamente concessi ai produttori locali di Nev, cioè Bev e plug-in hybrid. A sorpresa, il settore è stato escluso dalla lista delle industrie strategiche del nuovo piano quinquennale 2026-2030.

Quindici anni di sovvenzioni pubbliche, stimate in 220,8 miliardi di dollari, hanno prodotto sovraccapacità industriale, una lunga guerra dei prezzi e una concorrenza eccessiva. Per questo il governo centrale ha deciso di spostare le priorità su altri ambiti: tecnologie quantistiche, bio-manifattura, idrogeno e fusione nucleare.

In sostanza, i costruttori cinesi dovranno ora camminare sulle proprie gambe. Non tutti, però, saranno in grado di farlo. La fine degli incentivi potrebbe quindi aumentare la pressione sui mercati europei, oggi considerati uno sbocco vitale da molti marchi cinesi.

Meno dumping, più competizione reale

C’è però anche un risvolto positivo per l’Europa. L’assenza di sostegni pubblici renderà infatti insostenibili politiche di prezzo troppo aggressive per molte Case.
Queste misure, insieme alla stretta sulle auto elettriche “km zero” – che dal gennaio 2026 potranno essere esportate solo previa autorizzazione delle autorità centrali – segnalano l’emergere di un nuovo paradigma competitivo. La guerra dei prezzi lascia spazio a un confronto più equilibrato su tecnologia, design e valori.
Ambiti nei quali l’Europa ha ancora molto da dire.

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