
Il mercato delle auto usate rallenta, ma continua a muovere numeri che il nuovo può solo guardare da lontano. A novembre i passaggi di proprietà netti – escluso il giro delle minivolture – segnano un calo dell’1,7%, fermandosi a 257.353 pratiche contro le 261.794 del 2024.
Una flessione contenuta, che però non cambia la fotografia generale: gli italiani continuano a preferire l’usato. Basti un dato: la Fiat Panda, da sola, totalizza 17.481 transazioni nell’usato, quasi tre volte le nuove immatricolazioni di novembre (6.827). È la misura più chiara del progressivo distacco tra i due mercati.
Il cumulato gennaio–novembre conferma la tendenza: i trasferimenti netti di auto crescono del 2,0%, segno che il mondo dell’occasione rimane il punto di riferimento per una larga parte degli automobilisti.

Le alimentazioni tradizionali (benzina e diesel) restano dominanti, con il mercato delle auto usate che si sta pian piano modernizzando. L’ibrido benzina raggiunge il 10,3% degli scambi e mette a segno un aumento del +23,2% rispetto a un anno fa. È il segnale di un ricambio che comincia a farsi sentire, con le prime ondate di vetture mild hybrid pronte a sostituire modelli benzina ben più datati.
La trasformazione è evidente nei modelli più popolari, come la già citata Panda. Regina incontrastata dell’usato, vede affiancare alle 10.314 unità benzina 4.843 versioni mild hybrid di ultima generazione (il motore Firefly 1.0 tre cilindri con sistema micro ibrido ha sostituito il 1.2 Fire a benzina nel 2020).
La forza dell’usato non risiede solo nei volumi, ma anche nei modelli che gli italiani continuano a cercare: molte delle auto più scambiate non esistono più nei listini attuali.

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