Solo recentemente è divenuta una consuetudine la presenza di donne nel motorsport che hanno saputo dimostrare la propria competitività, come ad esempio Danica Patrick capace di vincere in IndyCar sull’ovale giapponese di Motegi nel 2008 o le Iron Dames recentemente protagoniste nel WEC con podi a ripetizione.
Negli anni ‘80 la situazione era completamente diversa per uno sport considerato “maschio”, soprattutto per quanto riguarda i rally. Una donna però aveva già dimostrato di poter dare filo da torcere ai migliori piloti dell’epoca, Walter Rohrl su tutti, giocandosi il Campionato del Mondo del 1985 fino all’ultima gara: Michèle Mouton.
Considerata da molti la donna più forte nella storia del motorsport è riuscita a conquistare 4 vittorie nel Campionato Mondiale Rally e far ricredere gli addetti ai lavori che inizialmente giudicavano l’ingaggio della francese da parte di Audi solamente come un’operazione di marketing.
L’impresa più memorabile arriva nel 1985 alla seconda partecipazione della Pikes Peak, gara in salita sulla cima più alta delle Montagne Rocciose in Colorado e considerata in USA uno degli eventi più importanti dell’anno.
Da subito gli americani cercano di mettere i bastoni tra le ruote a Michèle Mouton e alla sua Audi Sport Quattro S1 assegnando l’ingiusta penalità di dover partire in folle a causa della troppa superiorità della sua vettura. Nonostante questo la Mouton trionfa e fa segnare il record della Pikes Peak lasciando tutti a bocca aperta e dimostrando, se ce ne fosse mai stato bisogno, che una donna può assolutamente competere ai massimi livelli del motorsport.
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