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Stellantis-CATL: in Spagna la Gigafactory da 4,1 miliardi 

di Emiliano Ragoni - 27/11/2025

La transizione elettrica europea passa ancora una volta dalla Cina. Dopo l’annuncio di inizio anno, Stellantis e CATL, gigante cinese delle batterie, hanno dato ufficialmente il via ai lavori per una nuova Gigafactory da 4,1 miliardi di euro a Figueruelas, nel nord della Spagna. Come riporta Bloomberg, il sito, parzialmente operativo già entro la fine del 2026, rappresenta una delle più grandi joint venture europee nel settore dell’accumulo di energia per veicoli elettrici.

Una mossa strategica da parte di Stellantis, secondo gruppo automobilistico europeo, ma che al tempo stesso mette nuovamente in luce le contraddizioni della politica industriale europea. Si investe in suolo comunitario, ma con tecnologia, capitali (il 94% è a carico di CATL) e forza lavoro provenienti in gran parte da Pechino.

Una fabbrica strategica?

Il progetto, che dovrebbe generare 4.000 posti di lavoro e una capacità produttiva annuale di 50 GWh entro il 2030, è stato accolto con entusiasmo dal governo spagnolo. Il ministro dell’Industria Jordi Hereu l’ha definito “la miglior risposta che la Spagna può dare alla reindustrializzazione dell’Europa”. Ma non sono mancate le critiche. Secondo indiscrezioni, per costruire e avviare la fabbrica verranno impiegati circa 2.000 lavoratori cinesi, almeno nella fase iniziale. La motivazione ufficiale? “Formare il personale locale”, ha dichiarato il portavoce dell’azienda, aggiungendo che si tratta di una prassi consolidata.

Batterie EV: prezzi in ribasso e parità con i veicoli a benzina entro il 2026?

L’Europa investe, ma arranca

Mentre l’Unione Europea spinge sulla sovranità energetica e tecnologica, la realtà industriale racconta tutt’altra storia. La Cina continua a dominare la scena nella produzione di batterie. I casi di Britishvolt e Northvolt, progetti europei naufragati o ridimensionati, evidenziano le difficoltà del Vecchio Continente a costruire una filiera realmente autonoma.

Anche le partnership europee come ACC (Stellantis e Mercedes) o PowerCo (Volkswagen) hanno subito rallentamenti, frenate da una domanda EV che cresce più lentamente del previsto. Come abbiamo visto di recente, in Italia il progetto della Gigafactory di Termoli è stato messo in pausa quasi in modo definitivo.

CATL espande il suo impero

CATL non accenna a rallentare la sua corsa. Oltre alla fabbrica spagnola, ha già avviato i lavori per un impianto in Ungheria e pianifica nuovi insediamenti in altri Paesi europei. A Figueruelas, attraverso la joint venture Contemporary Star Energy, l’obiettivo è quello di presidiare il mercato continentale.

Tecnologia condivisa?

Sul piano politico, la questione resta delicata. Se da un lato il governo spagnolo parla di “cooperazione strategica”, dall’altro resta il timore di una dipendenza tecnologica dalla Cina in un settore cruciale per il futuro industriale europeo. A rassicurare ci pensa l’ambasciatore cinese Yao Jing: “Siamo pronti a condividere la nostra tecnologia”.

Perché la Spagna?

La scelta della Spagna è frutto di un mix di vantaggi strategici: costi del lavoro contenuti, sostegno governativo alle energie pulite e una solida filiera industriale. Proprio grazie a questi fattori, il Paese ha già attratto grandi investitori come CATL, AESC (sostenuta da Envision Group) e la stessa Stellantis, che con Leapmotor costruirà nella città di Saragozzala nuova Leapmotor B10.

LeapmotorB10

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