La tragica scomparsa di Henri Toivonen e Sergio Cresto al Rally di Corsica nel maggio 1986 mise fine alle mitiche vetture del Gruppo B che segnarono un’epoca per poi scomparire essendo considerate troppo pericolose.
Il direttore sportivo di Peugeot dell’epoca, un certo Jean Todt, ebbe l’idea geniale di evolvere il progetto della 205 T16, vincitrice del Campionato del Mondo Rally nel 1985 e 1986, modificandola per poter correre alla Dakar.
Nacque così la 205 Grand Raid, con potenza limitata a circa 380 cv per privilegiare l’affidabilità, serbatoi da ben 400 litri e passo aumentato di 33 centimetri per migliorare la stabilità sulle dune.
L’esperimento si rivelò subito vincente con la vittoria al debutto nel Deserto del Sahara con il finlandese Ari Vatanen nel 1987, seguita da un ulteriore trionfo l’anno successivo a causa di un avvenimento piuttosto curioso. Il 1988 sarebbe dovuto essere infatti il momento perfetto per la promozione dell’ultima nata di casa Peugeot Sport, la 405 Grand Raid, ma quando l’auto si trovava in testa alla carovana ecco che accadde l’inimmaginabile: nel bivacco di Bamako, capitale del Mali, fu rubata perdendo così ogni possibilità di successo. Fortunatamente per la Casa del Leone in quel momento si trovava al secondo posto Juha Kankkunen con la 205 Grand Raid che si aggiudicò la corsa.
Il pilota sloveno navigato da Andrejka, su Skoda, vince un penultimo atto del tricolore pieno di colpi di scena. Nucita Campione Promozione
Svelato il calendario della prossima stagione: 24 Gran Premi, 22 Paesi e 10 weekend Sprint. Al Tempio della Velocità il format tornerà per tre edizioni consecutive, fino al 2029