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Le auto a idrogeno sono sicure?

di Marco Triulzi - 30/05/2024

Un team di ricercatori dell’Università Tecnica di Graz ha condotto una ricerca sulla sicurezza delle auto a idrogeno. Il progetto HyTRA ha studiato i potenziali pericoli in caso di incidente in un tunnel, una situazione altamente pericolosa data l’assenza di vie di fuga.
Le vetture a idrogeno non sono ancora molto diffuse, specie in Italia. Ciò limita l’esperienza su incidenti che li coinvolgono. Nonostante le misure di sicurezza adottate dai produttori per gestire l’idrogeno altamente infiammabile, è importante considerare vari scenari di rischio, come ha fatto questo studio dell’Università di Granz.

Auto a idrogeno, qualche dato tecnico

L’alta densità energetica dell’idrogeno e l’alta pressione di stoccaggio potrebbero causare danni significativi in caso di incidente grave. Ma solo se il sofisticato sistema di sicurezza del serbatoio dovesse fallire. Nelle auto, l’idrogeno è immagazzinato a una pressione di 700 bar, mentre nei camion e negli autobus a 350 bar. Se il serbatoio dovesse essere danneggiato, potrebbe verificarsi un rapido rilascio di una grande quantità di energia. Infatti, l’idrogeno, se incendiato, brucia a temperature superiori ai 2000 gradi Celsius.

Tre scenari di pericolo

Esaminiamo ora tre scenari di pericolo in caso di incidente grave:

Nel primo scenario, in caso di incendio, la pressione aumenterebbe e il Dispositivo di Rilascio della Pressione Termica (TPRD) rilascerebbe l’idrogeno dal serbatoio in un getto controllato. Ciò mantiene la pressione a un livello sicuro, prevenendo l’esplosione del serbatoio. Tuttavia, se l’idrogeno rilasciato dovesse accendersi, la fiamma, incolore e inodore, sarebbe diretta verso un punto fisso, creando una zona di pericolo limitata ma significativa.

Nel secondo scenario, se il TRPD dovesse fallire nel suo funzionamento, il serbatoio potrebbe esplodere, generando un’onda di pressione che si diffonderebbe attraverso tutto il tunnel. Il team di ricercatori ha stimato che entro circa 30 metri dall’esplosione ci sarebbe un’alta probabilità rischio di morte; mentre fino a circa 300 metri, ci sarebbe un rischio di gravi lesioni interne come emorragie polmonari; oltre questa distanza, potrebbero verificarsi ancora la rottura dei timpani.

Il terzo scenario, meno probabile, si verifica se l’idrogeno viene rilasciato senza accendersi. Essendo l’elemento più leggero della tavola periodica, l’idrogeno si raccoglierebbe in una nube sotto il soffitto del tunnel. Se vi fosse una fonte di accensione, come lampade calde o un impulso elettrico dall’avvio di una ventola, potrebbe verificarsi un’esplosione della nube di idrogeno, causando un’onda di pressione..

Misure di sicurezza raccomandate

Insomma scenari davvero spaventosi, che vorremmo tutti evitare. Per ridurre questi rischi, il team di ricerca suggerisce diverse misure preventive. Queste includono limiti di velocità severi nei tunnel, controlli delle distanze per avvisare i conducenti di seguimento troppo ravvicinato e limiti di velocità anticipati in situazioni di traffico intenso, per minimizzare i danni in caso di tamponamento.

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