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Ollie Bearman e il debutto da record con la Ferrari

di Redazione - 10/03/2024

Testo di Umberto Zapelloni

Alla fine lo cercavano tutti per abbracciarlo. Non solo papà David che aveva sofferto e gioito al box ferrarista accanto al presidente Elkann. Ollie Bearman si ricorderà di questo sabato da diciottenne per tutta la vita. Il suo ballo del debuttante è stato un gran ballo. Tutti volevano danzare con lui dopo il traguardo. Hamilton e Russell sono stati i primi ad andargli incontro. Anche Verstappen gli ha mandato i complimenti.

Ha tenuto lontano due mastini come Norris e Hamilton

Non male per uno ragazzo che era arrivato a Gedda per provare a vincere la gara di Formula 2. Se ne va con la valigia piena di record e di sogni. Dopo esser stato il più giovane a guidare una Ferrari in un Gran premio è diventato il più giovane a prendere dei punti con la rossa. Era l’obbiettivo minimo anche se nessuno glielo aveva chiesto. Se lo era imposto lui. “Se guido una Ferrari devo andare a punti”.

Ha chiuso addirittura al settimo posto davanti a Norris e Hamilton che lo stavano braccando con gomme fresche. Lui aveva il collo in pappa. Lo si intuiva da come cercava sostegno nell’abitacolo. Eppure ha spinto fino alla bandiera a scacchi, realizzando anche il suo giro più veloce proprio all’ultimo passaggio.

Dal virtuale al reale senza fare una piega

Non era una pista facile per debuttare con un’auto mai vista prima, guidata solo al simulatore a Maranello. Basta vedere dove è finito Stroll. A Gedda i muri sono bastardi. Ma Ollie li ha solo sfiorati. “Che emozione correre la mia prima gara in Formula 1 con la Ferrari! È stato impegnativo dal punto di vista fisico, soprattutto alla fine, quando avevo dietro di me Lando e Lewis con gomme Soft. Ho dovuto spingere sempre al massimo per mantenere il vantaggio rimanendo sempre concentrato e guardando continuamente negli specchietti: un’esperienza  memorabile”. C’è da credergli.

A Gedda i muri sono bastardi. Ma Ollie li ha solo sfiorati

Maturo anche fuori dall’abitacolo

Parla già come un veterano: “È un peccato che la Safety Car sia entrata così presto, visto che mi sentivo a mio agio con le Soft, ma ovviamente quella di rientrare è stata la scelta giusta e sono molto contento del risultato. Sono felice di aver massimizzato il potenziale a mia disposizione, mi sono divertito molto in pista e non dimenticherò mai questo fine settimana”. Neppure Carlos Sainz costretto a lasciargli il posto per un attacco di appendicite che lo ha costretto a farsi operare d’urgenza. Ma 24 ore dopo era lì al box a tifare per la squadra che lo ha appiedato per far posto a Hamilton. Ma come ha detto il presidente anche questo significa “Essere la Ferrari”.

Paragoni pesanti

Verstappen alla sua età aveva debuttato vincendo alla sua prima gara in Red Bull, ma aveva già corso una ventina di gare con la Toro Rosso. Lui in pista aveva guidato solo la Haas e delle vecchie Ferrari. Ha lasciato il segno. Tanto che c’è chi scomoda paragoni altissimi: “Mi ricordo a Spa nel 1991 quando ero l’ingegnere di pista di Prost – ha detto l’ingegner Mazzola a Race Anatomy – Alain ad un certo punto mi chiese: ma chi è quel ragazzo con la Jordan. Sta andando fortissimo. Era Michael Schumacher. I piloti riconoscono chi va subito forte e Bearman dopo un giro di assestamento nelle prove era già lassù”. Forse il paragone è eccessivo. Ma di certo baby face ha dimostrato di esser pronto al salto.

L’analisi dei numeri, oltre l’entusiasmo

La sua prima volta non resterà l’ultima. Sarà un grande ricordo, ma anche un inizio. Basta avere pazienza.

Non è ancora veloce come Leclerc (ha preso 6 decimi in qualifica e 24 secondi in gara), ma basta dargli il tempo per abituarsi alla potenza di una F1 e magari una pista meno cattiva che lo lasci prendere dei rischi. La stoffa c’è. Solo che adesso dovrà riporla nel cassetto. La Ferrari ha già i suoi sedili pieni anche per il futuro. Lui dovrà accontentarsi della Haas o di qualcosa di simile. Ma dell’uomo orso sentiremo parlare ancora. La sua prima volta non resterà l’ultima. Sarà un grande ricordo, ma anche un inizio. Basta avere pazienza. Quella che la Formula 1 non ha avuto con lui in questo weekend, avvertendolo alle 14 che poche ore dopo avrebbe dovuto debuttare sulla Ferrari numero 38 lasciando libero il posto in pole che si era guadagnato in Formula 2. Avrebbe potuto andarsene da Gedda con una coppa nel suo campionato. Se ne va con qualcosa di molto più prezioso in fin dei conti.

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