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Eccellenze italiane: Tatuus Racing

di Redazione - 14/04/2024

Testo di Mattia Sartori

Ne ha fatta di strada la Tatuus. Dai primi passi sulla pista Junior di Monza, teatro di infinite battaglie tra le artigianali Formula Panda, fino alla nuova sede di Lainate. Abbiamo incontrato l’ad Giovanni Delfino a Lainate, dove, tra una linea di assemblaggio immacolata e uffici dal sapore futurista, ci ha raccontato la filosofia industriale di Tatuus Racing.

Il Gruppo nel 2022 ha quadruplicato i ricavi, superando i 40 milioni di euro, con oltre il 70% del fatturato realizzato all’estero. Competizioni, tecnologia, ideazione di monoposto addestrative, certamente Tatuus Racing è tutto questo. Ma Tatuus sembra soprattutto essere un progetto in cui concretezza e visione, gli assi cardinali di ogni impresa di successo, interagiscono privi di attriti.

L’unione fa la forza

“Uno dei grandi punti di forza della Tatuus di oggi è quello di essere un insieme di aziende integrate bene. A Casalmaggiore opera la Autotecnica Motori, entrata nel gruppo nel 2017. Autotecnica si occupa di propulsori, ovviamente, ed è un’azienda che offre più opzioni: si va dallo sviluppo di un prodotto di serie verso la sua specifica racing, alla progettazione di motori partiti dal foglio bianco. Di solito motoristi e telaisti sono spiriti animali che notoriamente non vanno troppo d’accordo… e il fatto di avere già in casa queste due anime ci dà un grande vantaggio”, spiega Delfino, che il mondo e la gente della progettazione li conosce molto bene.

“L’altra azienda che è stata integrata nel gruppo nel 2018 è la Breda Racing di Villafranca: leader per quanto riguarda tutto ciò che concerne le saldature, produce anche equipaggiamento per i box, destinato all’attività delle squadre corse in pista. Si tratta di un asset altrettanto importante per chi si propone di andare a correre tutti i weekend in varie parti del mondo”.

Tatuus Racing ha recentemente abbandonato la storica sede di Concorezzo per trasferirsi a poche centinaia di metri da quelli che furono i gloriosi stabilimenti dell’Alfa Romeo. La struttura affaccia direttamente sulla pista di Arese, in una mossa che assomiglia molto all’atto fondante della nascita di una nuova Motor Valley alle porte di Milano, in una parte di mondo che Giovanni Delfino conosce molto bene.

Passione e competenza

La struttura è in effetti un gioiello, contraddistinto dalla pulizia e dall’ordine quasi chirurgici che si è abituati ad associare solamente alle factory della Formula 1 moderna. È tra le monoposto in assemblaggio che Delfino entra nello specifico delle attività di Tatuus Racing.

“Produciamo vetture che vendiamo ai promotori dei vari campionati nazionali e internazionali e che, dal punto di vista dei costi, non possono superare il price cap imposto dalla Fia. Come Tatuus noi disegniamo, calcoliamo, modelliamo, assembliamo, vendiamo e ci occupiamo del post vendita, ma in casa non produciamo praticamente nulla. Il carbonio per esempio, che come vedete è uno dei materiali essenziali di quello che ci circonda, viene prodotto in Abruzzo dalla Ars Tech”.

Le auto da corsa

Nel 2022, tra tutti i modelli che qui vengono disegnati per le categorie propedeutiche alla Formula 1 e alla Formula Indy, sono uscite più di 350 vetture. Tutto viene montato a mano e un’auto ci mette circa 5 giorni a essere assemblata. “I regolamenti Fia, tipicamente, durano sei anni, più due anni di cosiddetto transition period, quindi Tatuus per otto anni tende ad avere flussi garantiti. Il meccanismo è costruito in modo che si possa intervenire con i tempi giusti”, continua Delfino.

“L’introduzione dell’halo sulla F4, per esempio, che originariamente non era predisposta per questo specifico sistema di sicurezza, è avvenuta senza problemi, proprio in virtù di questo lavoro di pianificazione che viene fatto insieme alla Federazione. Quindi, dato che le vetture, al netto di migliorie e interventi straordinari, sono fatte per durare, l’azienda sostanzialmente vive dei ricambi”, prosegue l’amministratore delegato.

“Lavoriamo nei confini di un regolamento che ha coordinate ben precise. La F4 […] per una questione di sicurezza e omogeneità delle prestazioni, richiede certe caratteristiche di semplicità aerodinamica. Se si sale di categoria, penso per esempio alla nuova Formula Renault, il disegno di molti particolari si fa più sofisticato, ma sempre in un sistema strettamente regolato”.

Tatuus Racing, forte di nuovi partner e sulle spalle di giganti del passato che qui hanno lasciato tracce importanti, pone oggi le basi per la nascita di un nuovo epicentro dell’automobilismo di nicchia dalle enormi potenzialità.

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