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Perché le auto elettriche si svalutano più facilmente?

di Redazione - 30/04/2024

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Testo di Marco Triulzi

Quando si sceglie di acquistare un’auto nuova, uno dei principali fattori da considerare è la sua svalutazione nel tempo. Questo aspetto ha un impatto diretto sul valore di rivendita del veicolo e sulle future decisioni di acquisto. Uno studio condotto negli Stati Uniti da iSeeCars ha evidenziato come le automobili elettriche stiano subendo una svalutazione peggiore rispetto ad altre tipologie di veicoli. Anche se lo studio riguarda il mercato americano, il trend evidenziato si riscontra anche sul nostro mercato. In media, i veicoli elettrici perdono oltre il 49% del loro valore dopo cinque anni, mentre la media di settore (termiche comprese) registra una svalutazione del 39% nello stesso periodo.

Svalutazione dovuta agli incentivi: il caso Tesla

Questa svalutazione è influenzata anche dalle dinamiche del mercato dei veicoli nuovi, dove i prezzi possono essere influenzati dagli incentivi governativi, che a volte possono distorcere il mercato. Ad esempio Tesla modifica frequentemente il prezzo dei suoi veicoli per adattarsi agli incentivi disponibili. Questo significa che un veicolo nuovo come la Tesla Model Y, offerto a un prezzo base di 42.690 euro per rientrare nei limiti massimi degli incentivi, potrebbe essere venduto a cifre inferiori ai 40.000 euro, rendendo più conveniente l’acquisto di un nuovo modello rispetto all’acquisto di un usato già svalutato a causa degli incentivi.

Questo può portare a una situazione in cui, se si desidera vendere un Model Y usato, si deve abbassare il prezzo al di sotto del valore di un nuovo modello totalmente incentivato, causando una svalutazione significativa rispetto al suo valore iniziale. In Italia, la Model 3, da cui deriva la Model Y, ha recentemente subito uno sconto di 2000 euro nella versione d’ingresso. E con gli incentivi attualmente in vigore, verrebbe a costare al cliente finale 37.490 euro nel caso in cui non venga rottamato alcun veicolo.

Svalutazione classica: il caso Nissan

Un esempio di svalutazione legato alla scarsa competitività di un veicolo sul mercato è rappresentato dalla Nissan Leaf, pioniera nell’elettrificazione automobilistica. Tuttavia, nel corso degli anni, questo modello ha perso terreno rispetto ai concorrenti in termini di sviluppo tecnologico del comparto elettrico. Di conseguenza i prezzi delle prime versioni della Leaf sono diminuiti notevolmente. Secondo uno studio americano, è possibile trovare una Nissan Leaf usata di quegli anni a partire da 15.000 dollari. Anche da noi una Leaf di quattro/cinque anni fa la si trova facilmente a cifre attorno ai 16 mila euro con un chilometraggio basso.

Insomma, le dinamiche sono diverse e possono in entrambi i casi rappresentare un ostacolo alla vendita dei veicoli elettrici. Ma rappresentano anche un’opportunità per rendere questi veicoli più accessibili, accelerando così la transizione.

 

 

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