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Toyota GR Yaris, il rally è servito

di Cesare Cappa - 28/06/2024

Possibile migliorare? Secondo i giapponesi si. Così arriva una rinnovata Toyota GR Yaris che, per quanto simile al modello fuori produzione, presenta tutta una serie di migliorie che si celano dietro uno corpo vettura rimasto pressoché identico. Il motore guadagna coppia e potenza e spunta l’inedito cambio automatico ad 8 marce (il manuale a sei rimane ovviamente al suo posto). Mentre il telaio si è fatto ancora più rigido, per rendere la dinamica di guida ancora più performante. Il lotto di vetture destinato all’Italia se ne è già andato, ma altre auto potrebbero essere disponibili a breve. Prezzi da 52 mila euro.

Design funzionale, interni digitali

Lo stile non cambia. Le novità principali si concentro nella sezione anteriore. Infatti il paraurti ha una forma differente rispetto al passato. Ma siccome i giapponesi di Toyota sono fissati con l’estetica funzionale, le modifiche sono state fatte per rendere più semplice cambiare gli elementi della parte frontale in caso di impatto. Così il fascione è formato da più elementi che, eventualmente, possono essere sostituiti separatamente. Stesso discorso per la sezione posteriore.

Toyota GR Yaris, il rally è servito

A bordo invece abbandona il formato precedente. La seduta è più bassa di 25 mm e le dimensioni dei sedili sportivi sono adatti a tutte le taglie. la vera rivoluzione è dettata dalla nuova scenografia. Via la strumentazione analogica, ora c’è una plancia orientata verso il conducente e un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici. Lo spazio riservato alla seduta posteriore e al vano di carico si conferma ridotto ai minimi termini. Una vera e propria 2+2.

Toyota GR Yaris, tre cilindri che spingono… sempre e comunque

Il motore tre cilindri turbo da 1,6 litri è stato rivisto e corretto. E sebbene la potenza sia arrivata a quota 280 cavalli e la coppia a 290, secondo i tecnici giapponesi è ancora più affidabile e robusto. La distribuzione è stata rinforzata, ci sono nuovi materiali per le valvole di scarico e l’intercooler conta di un circuito di raffreddamento dedicato. A questo si aggiunge la presenza del nuovo cambio automatico a 8 rapporti, che va ad affiancare il manuale a sei marce (unità a sua volta aggiornata).

Toyota GR Yaris, il rally è servito

Altro elemento che rientra nel quadro evolutivo di GR Yaris è l’intero comparto trasmissione. In Italia, le vetture disponibili sono le Circuit. Oltre alle modalità di guida che sostanzialmente lavorano sulla curva di risposta dell’acceleratore (Sport, Normal, Eco e Custom) si possono selezionare diversi modi riferiti alla ripartizione di potenza e coppia tra i due assi: Normal (60:40), Gravel (53:47) e Track (da 60:40 a 30:70). Ci sono tasti e rotella sulla consolle centrale, per farvi sentire dei piloti alle prese con i settaggi. Le palette dell’automatico Toyota non sono molto grandi, ma si lasciano maneggiare con cura.

Toyota GR Yaris, si gioca con i pesi

Punto di forza l’assetto. La si può strapazzare tra i cordoli senza lamentare eccessivo rollio o beccheggio, così come si può emulare il campione di rally Ogier in un appartata strada di montagna. In questo non risulta essere troppo rigida e saltellante, sapendo “leggere” alla perfezione le difformità del manto stradale. La taratura è quella giusta e il divertimento è alla portata di tutti. Perché non serve essere manici navigati per farsi coinvolgere dalla piccola giapponese. La Toyota GR Yaris si guida “approfittando” dei trasferimenti di carico.

Sensibile al rilascio dell’acceleratore, ma mai spregiudicata da tradirti sul più bello. Così, che si tratti dei cordoli di una pista o di una serie di tornanti, i movimenti del corpo vettura sono quelli di una danza. La maggiore coppia e potenza sono una manna per i più gasati, ma non fanno la differenza. Il tre cilindri turbo è lineare nell’erogazione, ma andando verso l’alto che si ha la performance migliore. Detto questo vi aiuta sempre anche ai regimi più bassi. Ma quindi meglio il manuale o l’automatico? Se abitate in città e la GR Yaris potrebbe essere non soltanto una soluzione part-time, l’automatico si adatta a più mansioni. In pista però perde un po’ di mordente e i passaggi di marcia sono meno veloci delle attese.

Il manuale, preciso ma ruvido, ha indubbiamente un indole più sportiva e forse è più appagante per i puristi più incalliti. Ma non agevola la vita nel traffico. Poi ovviamente sono i gusti personali a fare la differenza.

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