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Nuovo Volkswagen Amarok, la prova completa

di Adriano Tosi - 04/12/2023

Un fascino irresistibile, di quelli che solo gli oggetti riconducibili agli Usa sanno esercitare, frutto di ciò che abbiamo visto e rivisto in film e telefilm. Sì, telefilm e non “serie”, perché stiamo parlando di qualcosa di molto radicato, che risale come minimo agli anni 80. Il legame del Volkswagen Amarok con gli Usa, peraltro, è anche molto più profondo e concreto di così: la sua base, infatti, è condivisa con il Ford Ranger, in virtù degli accordi industriali fra i due marchi, che consentono di mettere a fattor comune le rispettive esperienze ed eccellenze. In fondo a questa pagina trovate anche la sintesi della prova, in video. plancia Volkswagen Amarok

Sempre molto pratici i tasti fisici per gestire le funzioni principaliE quale miglior partner, per Volkswagen, dell’azienda che produce la famiglia di pickup che da 46 anni (sì, quarantasei, non si tratta di un errore) è la più venduta al mondo? Si parla ovviamente della serie F di Ford; una sorta di garanzia anche per chi, un mezzo da lavoro come l’Amarok, ha intenzione di prenderlo come fidato “collaboratore”. Così ecco il Volkswagen Amarok di seconda generazione: 5,35 metri di imponenza, spalmati su un passo (la distanza fra le ruote anteriori e quelle posteriori) di 3,27 metri: roba che ci starebbe una citycar di una ventina di anni fa, fra gli assi.

Alla larga dalla città

Data la sua mole, con la città il Volkswagen Amarok ha poco o nulla a che fare: bastano pochi chilometri in centro per rendersi conto di quanto sia difficile gestire dimensioni così importanti, nonostante l’ausilio di numerosi sistemi di assistenza alla guida. Non solo telecamere, tante, ma anche la frenata di emergenza City con rilevamento di pedoni e ciclisti e il Park Assist, che gestisce in autonomia lo sterzo per l’ingresso in parcheggi longitudinali e trasversali, nonché nell’uscita dai parcheggi longitudinali. Detto ciò, l’elettronica non ha ancora sconfitto l’incomprimibilità dei corpi solidi, per cui trovare spazio a “tanta macchina” è impresa ai limiti del possibile, in ambito urbano.

Carichi ingombranti

Meglio cambiare aria, anche perché questo veicolo è concepito per i professionisti che devono trasportare una discreta quantità di materiale (tendenzialmente voluminoso, per cui il cassone aperto è un valore aggiunto), se serve anche in luoghi difficilmente raggiungibili. Ma andiamo con ordine, quantificando la “discreta quantità”: 1,19 tonnellate di carico utile, quindi comprese le cinque persone che possono viaggiare all’interno di questo che, lo ricordiamo, è il Double Cab. Oppure, se per trasporto si intende trainare, il rimorchio può pesare fino a 3,5 tonnellate, tenute a bada da un sistema di controllo elettronico della stabilità che gestisce appunto anche eventuali appendici. Sul carico torneremo dopo con qualche dettaglio tecnico in più.

Fra le dotazioni di serie, anche la tendina scorrevole (impermeabile ed elettrica) che copre il cargo box

Silenzioso e fluido

Soffermiamoci un attimo sul comfort dell’Amarok, perché trattandosi di un mezzo da lavoro qualche dubbio, legittimo, potrebbe sorgere. Bene, si può subito spazzare via, perché l’insonorizzazione è fra le migliori mai riscontrate su un pickup, anche a velocità autostradali; colpisce in particolar modo l’assenza di fruscii aerodinamici, vero tallone d’Achille di questo genere di veicolo proprio per la configurazione della carrozzeria.

Oltre al V6 TDI 3.0, si può avere anche il 2.0 TDI con 170 o 205 cv

Nulla da dire sull’accoppiata motore-cambio , se non che il primo (3.0 V6 turbodiesel) è una fonte inesauribile di coppia, quindi di spinta, fin da 1300 giri, mentre il secondo è di una fluidità disarmante, con i suoi 10 rapporti snocciolati in rapidissima sequenza. Rimane, questa sì, la leggera tendenza a qualche “tremolio” quando le ruote incontrano le sconnessioni più secche: fenomeno tipico delle offroad autentiche.

Non si ferma davanti a niente

E qui viene il bello, perché quando le condizioni del fondo si fanno difficili, l’Amarok regala sorrisi e rassicurazioni. La motricità è impressionante, persino sull’erba bagnata e su pendenza importante non c’è la minima indecisione. Un sentito grazie qui va naturalmente alla trazione integrale 4Matic, dotata di quattro logiche di distribuzione della coppia tra gli assali, che si aggiungono alle sei modalità di guida: “Eco”, “Normal”, “Fango/strade sconnesse”, “Sabbia”, “Fondo sdrucciolevole” e “Carico/rimorchio”.

test nuovo Volkswagen Amarok
L’Amarok è dotato anche di marce ridotte, per affrontare le pendenze più severe

Inoltre, per chi avesse particolari esigenze, a richiesta c’è persino il differenziale posteriore autobloccante, che permette di avanzare se anche una sola delle ruote posteriori ha del grip. Notevoli gli angoli caratteristici: 30 gradi quello di attacco, 26 gradi quello d’uscita. L’angolo massimo di rampa tra gli assi raggiunge invece i 21 gradi. La profondità di guado? Ben 800 mm, grazie anche ai 237 mm di altezza da terra.

L’elettronica tutto vede e prevede

Cambiamo di nuovo scenario – del resto la capacità di adattarsi a ogni tipo di utilizzo è uno dei punti di forza dell’Amarok – e torniamo su statali e autostrade. Qui si apprezza il lavoro egregio degli oltre 20 sistemi di assistenza alla guida, che (quasi) tutto vedono e prevedono. Fra tutti, quelli che aiutano maggiormente su questo genere di strade sono il cruise control adattivo con adeguamento della velocità in base al limite vigente (la telecamera legge il cartello e l’elettronica adegua l’andatura: è praticamente impossibile prendere multe) e il mantenimento automatico della corsia.

Il cambio automatico a 10 rapporti è di serie

Entrambi funzionano in modo particolarmente fluido e puntuale, senza diventare mai invasivi. Il risultato finale è che la sicurezza percepita – non bastassero altezza da terra e stazza complessiva – sull’Amarok è tra le più alte in assoluto.

Connettività al top

Altro aspetto di fondamentale importanza è quello della connettività, a maggior ragione dal momento che l’Amarok lo si usa sul lavoro, per lavoro. Android Auto e Apple Carplay funzionano senza cavo e permettono di accedere allo smartphone in modo immediato e sicuro (ma non si deve esagerare, ovviamente…), grazie anche al grande schermo centrale di 12”, posizionato in verticale, proprio come tendenzialmente teniamo in mano il telefono.

Sui sedili posteriori viaggiano tranquillamente anche tre adulti

A conferire all’Amarok un aspetto decisamente automobilistico sono anche il design, la dotazione e i materiali dell’abitacolo, in particolare nella versione Aventura di queste pagine. Di serie ci sono infatti il sound system di Harman-Kardon da 640W e i sedili in pelle. Compresi nel prezzo dell’allestimento Aventura ci sono anche la plancia portastrumenti realizzata in similpelle con cuciture a contrasto e i nuovi sedili dotati di 10 opzioni di regolazione elettrica.

A misura di euro pallet

Come si può chiudere la prova di un pick-up senza parlare del piano di carico o cargo box? Per prima cosa va detto che la distanza tra le sporgenze dei passaruota, pari a 1227 mm, permette di posizionare un euro pallet, sia in senso trasversale sia in quello longitudinale. La lunghezza del pianale con il portellone posteriore chiuso misura 1624 mm. Una volta effettuate le operazioni di carico, il tutto viene fissato tramite robusti occhielli sulla superficie di carico e sulle sponde. Anche l’altezza massima delle sponde è aumentata rispetto all’Amarok precedente, a seconda dell’equipaggiamento, fino a 21 mm, passando così a 529 mm totali.

L’assale posteriore è rigido del tipo “heavy duty”, con balestre. 1,19 t di portata utile, 3,5 t di massa rimorchiabile

Insomma, l’Amarok dimostra che un mezzo da lavoro può essere confortevole, tecnologico e sicuro come un’auto di ultima generazione. Il tutto, offrendo capacità di carico e di traino da veicolo commerciale autentico, con il valore aggiunto di una spiccata capacità di muoversi su ogni genere di fondo. E, perché no, dotazioni da ammiraglia.

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