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Nuova smart #3, al volante della più grande di sempre

di Redazione - 28/11/2023

La battuta sembrerebbe servita su un piatto d’argento (non c’è il…) ma siccome di una fantomatica smart #2 non c’è l’ombra, essendo passati direttamente alla nuova #3, ve la risparmiamo. Anche perché pare che in futuro la gamma tenderà nuovamente ad allargarsi piuttosto che a rimpicciolirsi. Così dopo la #1 spetta alla #3 rieducare il pubblico smart, abituato a vetture di tutt’altro genere.

La matrice cinese, ovvero quella del Gruppo Geely, è promossa sul piano tecnico (le vetture sono prodotte pure in Cina) mentre quella stilistica ha origine tedesca. Così, se tra una vista posteriore e un tre quarti anteriore riconoscete qualche modello della Stella, ci avete preso sicuramente.

La nuova smart #3 si fa più lunga rispetto alla #1 da cui deriva, aggiungendo 11 centimetri alla quota lunghezza, adesso pari a 4.400 mm. Ma il dato più interessante è certamente quello che riguarda il passo, di 2.784 mm. Valore che la inquadra in un segmento superiore, che definisce la “grafica” esterna con sbalzi estremamente ridotti.

La Brabus per chi vuole comandare, oppure…

Come noto, quando si tratta di sportività in quel di smart, è il tuner Brabus a mettere la firma. Al di là dei consueti esercizi di marketing, la gamma di smart #3 offre diversi spunti d’interesse. Certamente la Brabus che, grazie alla doppia motorizzazione elettrica (l’unica a disporne) mette sul piatto 315 kW, ossia 428 cavalli, e 543 Nm di coppia. Numeri da vera e propria supercar, racchiusi in un corpo fatto a forma di crossover dal taglio coupé. Tanta roba si potrebbe asserire, se non fosse che non se ne capisce il vero senso.

Anche perché, il resto della gamma formato dalla edizioni Pro, Pro+ e Premium, vanta comunque 200 kW di potenza (272 cavalli). Certo sono il risultato di un solo motore elettrico, mentre la trazione è solo posteriore quando la Brabus è a quattro ruote motrici, ma sembrano più che sufficienti per togliersi non poche soddisfazioni. Soprattutto in accelerazione. Però la Brabus spunta uno zero cento in appena 3,7 secondi.

Detto questo, l’accumulatore da 66 kWh è di serie su Pro+, Premium e Brabus. Assicura sulla carta rispettivamente 435, 455 e 415 km di autonomia. La sua struttura è del tipo NMC, nichel manganese e cobalto, e ha una capacità di ricarica in corrente continua sino a 150 kW di potenza.
Sulla Pro, l’entry level della gamma smart #3, la capacità scende a quota 49 kWh, l’autonomia a 325 km e la potenza di ricarica in CC a 130 kW. Non solo, ma questo accumulatore è del tipo LFP.

Si gioca bene lo spazio

Esattamente come sulla #1, anche la volumetria interna della #3 fa la differenza. Non è tanto una questione di bagagli, perché in questo caso il giudizio è negativo, quanto di abitabilità. Potete essere alti quanto vi pare, decidere se sedere al posto di guida oppure nelle retrovie, tanto troverete sempre centimetri utili per le vostre gambe. Chiaramente un terzo passeggero a presenziare sulla seduta posteriore non sarebbe il benvenuto, ma in quattro sembra di stare su una vettura molto più grande rispetto ai 4,4 metri di lunghezza.

Dicevamo invece che quando si tratta di vano di carico, le cose non sono altrettanto positive. Lo spazio è un po’ esiguo visto l’offerta di bordo. Sulla più prestante della #3 la capacità si limita a 313 litri (323 su quelle non marchiate Brabus). Mentre il piccolo vano anteriore è utile giusto per riporre i cavi di ricarica. Meglio per quanto concerne i vani portaoggetti all’interno dell’abitacolo.

L’ambientazione è minimal come vuole la moda odierna. Che si traduce in un quadro strumenti da 9,2 pollici, mentre al centro della plancia si erge un display touch da 12,8 pollici. Tra le due sedute anteriori c’è una consolle centrale dalle dimensioni rilevanti, che sembra proiettarsi in avanti. Da sottolineare che l’essere minimal nello stile non c’entra con la tecnica riferita alla multimedialità. Il sistema è semplice da usare anche per gli utenti con poca esperienza. Tutto è apparentemente al posto giusto.

Quando è troppo è troppo!

Fa sempre piacere che coppia e cavalli siano presenti in abbondanza, ma solo se allo stesso tempo il telaio è in grado di regolarne il potenziale. E questa cosa di sparare sempre più alto sembra il leitmotiv delle auto elettriche, a prescindere da segmento e destinazione d’uso. Una Brabus con poco più della metà dei cavalli di quelli attuali, avrebbe comunque fatto la sua degna figura.

Invece con 315 kW, se siete in modalità di guida Brabus, ogni accelerata corrisponde ad una calcio nella schiena. A nessuno fa piacere essere presi a calci. E dopo le prime sparate al verde del semaforo l’euforia va scemando. Perché il divertimento non è più tale. E usare la stessa spavalderia tra le curve non sarebbe gratificante, dovendo gestire di continuo l’uso dell’acceleratore.

Meglio fare un passo indietro, scendere al livello Sport o addirittura al modo Comfort e godersi il potenziale di questa smart #3 Brabus. Così su strada diventa fluida e piacevole, coadiuvata da un assetto che per quanto rigido non trascende mai il comfort. Lo sterzo segue il “passo” della vettura senza risultare mai troppo rigido e artefatto.

Tendenzialmente è neutra, con un posteriore poco incline al movimento. Le “altre” sono altrettanto valide, anche quando si tratta di dare un calcio alla schiena, ma in un contesto meno estremo come quello offerto da Brabus. Prezzi? Si parte dai 38.548 della Pro, sino ai 51.118 euro della più performante Brabus. Non pochi in senso assoluto, ma in linea con un elettrico che non ha intenzione di essere popolare.

 

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