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Alfa Romeo Tonale e Opel GrandLand GSe, un contenzioso in famiglia

di Redazione - 08/02/2024

Grandland e Tonale hanno dimensioni abbastanza simili, attorno ai 4,5 metri. Però, sebbene non sembri, l’Alfa Romeo è più lunga di cinque centimetri. Anche l’abitabilità e la capacità di carico sono analoghe, come la potenza del gruppo propulsore è allineata con solo un leggero vantaggio per la tedesca: 300 cv contro i 280 dell’italiana. Alla fine, però, hanno due caratteri molto diversi.

Quello che stupisce, dopo qualche km al volante, è che in termini di prestazioni velocistiche l’Opel regala qualche emozione in più al semaforo e nei sorpassi, con un acceleratore fin troppo sensibile, mentre a livello di guidabilità l’Alfa Romeo ha poche rivali e pare addirittura molto più leggera di quello che dichiara.

Sembra curioso parlare di sportività nel caso di crossover da oltre 18 quintali, ma all’atto pratico Grandland e Tonale bruciano rispettivamente lo 0-100 in 6,1” e 6,2”. La domanda, casomai, è: il cliente tipo di queste grintose plug-in ibride guarderà più alle prestazioni o alla fruibilità e ai costi di gestione? Queste due auto in realtà sembrano voler accontentare un po’ tutti e in buona parte ci riescono. Specialmente in questo periodo – in cui siamo un po’ confusi tra tipi di propulsori e di carburanti, bonus fiscali e limitazioni al traffico – la scelta di una 4×4 ibrida è completa e diventa interessante.

Per i più indecisi, ma anche per quelli che hanno sotto casa o in ufficio un punto di ricarica, l’acquisto di una vettura plug-in da 55 mila euro ha un senso anche per il portafogli. Anche se poi in elettrico, stando ai dati ufficiali, si percorrono solo 70 km con la Tonale e 63 con la Grandland. Dai quali, comunque, va tolto un 15-20% nell’uso reale quotidiano.

Quattro per quattro alternativa

La trasversalità dei due modelli passa anche dalla trazione integrale non fisica, cioè senza un pesante albero di trasmissione che collega i due assi con il relativo differenziale centrale, ma con il lavoro del motore elettrico posteriore che fornisce la trazione al retrotreno quando serve.

Anche in questo caso, quindi, se si è indecisi se comprare una auto a due o quattro ruote motrici, questi due modelli accontentano tutti, permettendo una mobilità eccellente anche sullo sterrato e ai primi fiocchi di neve.

Tonale, atmosfere da vera Alfa Romeo

All’esterno la sportività della Tonale Veloce Plug-In Q4 passa dai cerchi da 20” che lasciano intravvedere le pinze di colore rosso, dalla griglia nera come i passaruota e dai generosi doppi terminali di scarico cerchiati di metallo lucido. All’interno si respira la classica aria sportiva delle Alfa Romeo più “cattive” e solo l’altezza da terra del sedile, in pelle e Alcantara e ben conformato, ricorda di essere al volante di una suv. Il volante in pelle, con il tasto di accensione del motore sotto la razza sinistra, e i grossi paddle del cambio in alluminio insieme con i pedali sportivi fanno sentire tutti un po’ piloti.

La strumentazione è costituita da un cruscotto virtuale configurabile anche in una soluzione con due strumenti circolari che sembrano analogici, ma che in realtà proiettano un’immagine digitale lungo una diagonale di 12,3”. Al centro c’è un display touch di 10,25” basso e largo e, alla base, una serie di tasti fisici sicuramente più pratici da utilizzare. L’abitacolo è in tonalità scura e i rivestimenti, il cielo e i vari materiali sono di ottimo livello.

Lo spazio è discreto per cinque persone e solo leggermente limitato per le gambe di chi siede dietro. Nell’allestimento top di gamma Veloce sono presenti il climatizzatore bizona e una particolare luce ambiente, ma nei vari pacchetti a richiesta sono disponibili i sedili anteriori ventilati e riscaldati, l’impianto audio Harman Kardon con 14 altoparlanti, il portellone posteriore elettrico e la piastra di ricarica wireless per gli smartphone. Tra gli adas per una guida autonoma di livello 2 ci sono anche le telecamere perimetrali, il Blind-Spot Detector e il Rear Cross-Path Detector, che sorvegliano gli angoli ciechi dei retrovisori.

Opel GrandLand GSe, sportiva formato famiglia

La Gse, ovvero Gran Sport Electric, rappresenta il top di gamma per prestazioni e allestimento della Grandland. Esternamente si presenta con il tetto e il cofano nero lucido (a richiesta), insieme con i cerchi da 19” dedicati. I volumi e le forme della carrozzeria regalano qualche centimetro di spazio in più nell’ abitacolo rispetto alla Tonale, anche se la versione plug-in si deve accontentare di una capacità di carico tra i 390 e i 1528 litri contro i 514/1652 di quella con il solo motore termico (385/1430 per la Tonale).

La plancia nel suo insieme è più sobria e sembra meno attuale di quella dell’Alfa. Poi all’atto pratico anche la Grandland ha due schermi digitali da 10 e 12”, ma in termini di qualità percepita la Opel paga un po’ nei confronti dell’italiana. Guadagna invece punti e nel comfort dei sedili in Alcantara, riscaldati e con alcune regolazioni elettriche. Comodo anche l’accesso, mentre la posizione di guida è leggermente più rialzata.

Nell’insieme, questa vettura sembra pensata più per i viaggi a pieno carico, anche se mancano alcuni dettagli come la regolazione della temperatura o le porte usb per i passeggeri posteriori. Sono però incluse funzioni come l’allerta incidente, la frenata automatica di emergenza (con il prezioso riconoscimento dei pedoni), il monitoraggio della stanchezza del guidatore, il sistema di lettura dei cartelli stradali, l’allerta angolo cieco e la regolazione automatica della velocità con funzione di start&stop. Le manovre di parcheggio e di uscita dagli spazi più stretti sono aiutate dal sistema Parkpilot e dalla telecamera di retromarcia, che rientrano nella dotazione di serie.

Differenze e similitudini

Abbiamo accennato alle analogie tra Tonale Veloce e Grandland Gse, ma poi provandole emergono i due caratteri opposti. Ciò che stupisce è che sia la Opel a garantire la maggiore spinta, mentre l’Alfa recupera con un’agilità quasi sorprendente. A influenzare il risultato dinamico ci sono molti dettagli progettuali: su tutti spicca, nel caso della tedesca, la coppia motrice dei due motori elettrici (oltre alla cubatura mag-
giore del motore endotermico).

Sull’italiana emerge invece il feeling garantito dalla taratura del volante e dalle sospensioni regolabili Alfa Dual Stage, da vera Alfa Romeo. Alla base troviamo due piccoli turbo a benzina: 1.3 (180 cv) per l’Alfa e 1.6 (200 cv) per la Opel. Alla prima è affiancato un motore elettrico da 90 kW, la seconda può contare sul supporto di un motore elettrico sull’asse anteriore da 81 kW e di un altro al posteriore da 83. In totale la potenza di sistema è di 280 cv per la Tonale Q4 e 300 per la Grandland Gse.

Per quanto riguarda il pacco batteria agli ioni di litio, che deve garantire la corrente necessaria per viaggiare a emissioni zero, Opel conta su una capacità di 14,2 kW e l’Alfa Romeo di 15,5 kW. Su entrambi i modelli la presa di ricarica è sul lato posteriore sinistro dell’auto, mentre dalla parte opposta troviamo il classico sportellino per il rifornimento di benzina alla pompa. Nelle dotazioni di serie sono compresi i cavi di ricarica da 1,8 kW. Quello da 7,4 kW che riduce i tempi di rigenerazione a circa due ore e trenta è di serie sulla Opel e pagamento per l’Alfa (400 euro).

Una dinamica inattesa… per entrambe

L’inserimento della trazione integrale sulla Tonale è completamente automatico, con l’elettronica che ne gestisce il tipo di intervento. Proprio la rapidità del sistema e la coppia del motore elettrico, sempre pronto a spingere quando è richiesto, rendono la vettura molto stabile. L’ingresso in curva è immediato, anche sull’esemplare provato che montava cerchi da 20” (optional a 1200 euro, mentre di serie sono da 19”) con pneumatici invernali.

Poi a centro curva, quando si riaccelera, al posto di avere un minimo sottosterzo, è il posteriore che spinge e aiuta a chiudere la traiettoria con precisione e sicurezza. Sulla console centrale della Tonale Plug-in Q4 spicca il selettore di guida Dna (Dynamic, Natural, Advanced Efficiency) che gestisce la trazione, l’azione del motore e del cambio automatico a 6 rapporti con i raffinati paddle in alluminio dietro al volante.

Anche il lavoro delle sospensioni varia con una doppia taratura, morbida o più dura, che accontenta tutti gli stili di guida. Nel caso della rivale Grandland, a lato della leva del cambio automatico, in questo caso a 8 rapporti, troviamo un selettore che permette di passare tra quattro driving mode: Electric, Sport, Awd e Hybrid. Come abbiamo detto in precedenza, la Gse è molto più rigida.

Opel è intervenuta sul suo modello più sportivo con una rivisitazione del telaio e dell’assetto, in più la Grandland dispone di cerchi da 19” con pneumatici 225/50, che rendono ancora più secco il passaggio sulle sconnessioni. Fortunatamente, ci pensano gli ottimi sedili avvolgenti certificati Agr a trovare un compromesso per la schiena.

E quindi?

Dunque, se la scelta di un modello piuttosto che di un altro passa per il gusto estetico e la qualità degli interni, senza ovviamente trascurare la scheda tecnica, mai come in questo caso consigliamo di fare un giro con entrambe perché le due “cugine” del gruppo Stellantis sono parecchio diverse a partire dalle forme: spigolosa la tedesca, morbida l’italiana.

Sono due vetture che si adattano a svariate esigenze in termini di abitabilità, prestazioni, capacità di muoversi su tutti i terreni e che hanno la libertà di accedere ad alcune ztl. Mai come in questo caso si può parlare di modelli trasversali, certo un po’ penalizzati dal prezzo importante, ma con dotazioni di serie davvero ricche. La tedesca oggetto della prova parte da 55.000 euro, l’italiana da 55.900 euro.

Testo di Andrea Nicoli
Foto di Fred Falco

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