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La magnifica Lancia D24 sconfitta dai denari

di Stefano Beloni - 14/01/2024

E’ il 1953, un periodo in cui le barchette sport fanno a gara anche nella bellezza. Quando si ha notizia che Gianni Lancia, il giovane CEO del costruttore italiano più aristocratico (la Lancia era celebre per la raffinata eleganza delle sue vetture) ha deciso di scendere in campo contro Ferrari, Maserati, Jaguar, e Aston Martin, ci si domanda quale sarà la linea della sua vettura, oltre alle prestazioni. Nata dalla mano di Pininfarina non tradirà le attese e sarà magnifica. Anche la meccanica non è da meno, ma soffre di problemi di giovinezza: difficoltà nel raffreddamento dell’olio obbligano a creare prese d’aria supplementari con quella sul parafango così caratteristica e tanto bella da far aumentare il fascino della vettura. I risultati non arrivano subito ma si capisce che l’auto è giusta. Infatti presto la D24, questa la sua sigla, comincia a vincere conquistando la corsa più massacrante del mondo: la Carrera Panamericana del 1953. Il suo motore V6 di 3300cc arriverà a erogare 270 cavalli e il telaio che include a livello strutturale anche il blocco cambio-differenziale unito al ponte de Dion posteriore, è eccellente.

Se si pensa che in parallelo allo sviluppo della D24 la Lancia ha deciso di essere in pista anche con la Formula 1, ci si può rendere conto di quale costo l’intero progetto comportasse, al quale si aggiungeva quello dei piloti con due Campioni del Mondo al volante: Juan Manuel Fangio, vincitore della Carrera e Alberto Ascari della 1000 Miglia del 1954. Ma l’Italia che schiera Ferrari, Maserati e Lancia dominando lo scenario internazionale, perderà presto la nuova arrivata: il giovane Gianni Lancia ha investito più di quanto potesse. Ha appena 31 anni e la famiglia gli rimprovera una gestione insostenibile. In Formula 1 Ascari comincia a essere competitivo ma l’incidente di Montecarlo con la caduta in mare, la sua morte dopo pochi giorni a Monza al volante di una Ferrari e la Mercedes che è appena arrivata e si dimostra avversario difficilissimo, portano alla decisione del ritiro.

Gianni compie un gesto nobile e dona tutto il materiale della Formula 1, auto comprese, a Enzo Ferrari che è in difficoltà contro i tedeschi. La famiglia Lancia esce dall’azienda che cambia proprietà. La magnifica storia della D24 finisce tristemente. Il nome Lancia trova però un ruolo da protagonista nel 1956: Fangio, sulla Lancia Formula 1 che ha preso il nome Ferrari, vince il Titolo Mondiale.

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