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Jim Hall, pioniere dell’aerodinamica

di Stefano Beloni - 31/12/2023

Nel corso della storia dell’automobilismo sono pochi gli ingegneri che possono essere ricordati per avere introdotto soluzioni tecniche che hanno rivoluzionato il mondo del motorsport. Il nome di Jim Hall fa parte di questo ristrettissimo gruppo: figlio di una famiglia di petrolieri americani, prima pilota e poi costruttore, ebbe l’opportunità di essere in relazione stretta con la direzione tecnica della GM. Una volta deciso di abbandonare la sua attività di pilota, si dedicò a una continua e fruttuosa applicazione di innovazioni tecniche e aerodinamiche che hanno portato l’intero automobilismo ad una svolta. Sfruttando la galleria del vento della GM, nel 1963 aveva già introdotto intelligenti modifiche alla sua Chaparral 2A con vistose appendici aerodinamiche per garantirne la miglior aderenza al suolo. Oggi siamo abituati a vedere grandi alettoni sia sulle vetture da gara che su quelle stradali, ma c’è da immaginare lo stupore degli addetti ai lavori nel 1966 quando videro per la prima volta la Chaparral 2E del 1966 dotata di una grande ala che agiva direttamente sulle sospensioni posteriori.

Jim Hall che sviluppò la propria attività in quegli anni sia in Europa, nel Campionato Sport Prototipi, che in America, nel Campionato Can-Am (da Canada a America), aveva potuto avvalersi delle ricerche della GM volte alle vetture di serie, su tutte la Corvair, trasferendo dati e intuizioni alla competizione. Esperienze che furono ancora più evidenti nei loro effetti, quando nel 1970 schierò nelle gare Can-Am la Chaparral 2J che sigillava l’aria sotto la vettura con quello che oggi chiamiamo effetto minigonna, estraendola con due ventilatori sul retro per creare una poderosa deportanza. Quella che sembrava un’idea bizzarra diventerà invece la vera rivoluzione che ha portato all’attuale utilizzo dell’aerodinamica per incrementare le prestazioni delle automobili, non solo da corsa.

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