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Il dominio della Porsche 956 a Le Mans

di Stefano Beloni - 07/01/2024

Ogni tanto si sente parlare di pubblicità comparativa. È un’arma difficile da utilizzare perché non sempre può essere bene interpretata dai destinatari del messaggio. Ci sono però casi in cui la comparazione non solo è efficace, ma è anche una prova di sottile intelligenza. Esempio perfetto è quello di Porsche dopo la vittoria a Le Mans nel 1983 con la Porsche 956 che non solo conquistò la prima posizione, ma occupò 9 dei primi 10 posti in classifica. Il celebre poster pubblicitario “Noboby’s Perfect” – nessuno è perfetto – per celebrare l’evento lascia poco spazio alle interpretazioni sottolineando un vero e proprio dominio.

Ma andiamo con ordine, come è maturata questa splendida prova di forza da parte di Porsche?

In un periodo di grandi cambiamenti regolamentari nel mondo delle gare endurance, su tutti l’introduzione del Gruppo C per i prototipi, la casa di Stoccarda sviluppa l’erede della 936, vincitrice con Jacky Ickx e Derek Bell nel 1981, destinata a diventare una vera e propria leggenda delle corse di durata: la 956. La stagione 1982 doveva essere in realtà un apprendistato per il team e la nuova vettura, ma dopo il secondo posto al debutto nella 6 Ore di Silverstone viene deciso di andare a Le Mans per la 24 Ore. Il risultato è clamoroso: tripletta ai primi tre posti assoluti. Tra gli addetti ai lavori comincia a circolare l’idea di essere davanti a un vero capolavoro tecnico destinato a primeggiare per gli anni a venire.

Un pensiero confermato dall’incredibile risultato alla 24 Ore di Le Mans dell’anno successivo, il 1983. La 956 ha dimostrato grande competitività e soprattutto affidabilità, rendendola gestibile in maniera relativamente facile anche dai team privati che si affiancano alla squadra ufficiale Porsche consentendo di scrivere una pagina indelebile nella storia del motorsport: 9 vetture nei primi 10 posti al traguardo. L’unica in grado di scongiurare l’en plein fu la Sauber C7 motorizzata BMW. Da qui l’intuizione geniale da parte dei vertici di Stoccarda, il poster “Nobody’s Perfect” diventato ormai una vera e propria reliquia tra gli appassionati.

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