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BMW M1 Procar: parata di Stelle

di Stefano Beloni - 26/11/2023

Gli ultimi due weekend del Campionato del Mondo di Formula 1, prima a Las Vegas e poi ad Abu Dhabi, sono stati caratterizzati dallo spettacolo con diversi eventi dentro e fuori la pista a supporto del Gran Premio della domenica. Le case costruttrici e gli sponsor hanno sfruttato la visibilità garantita dalla massima serie dell’automobilismo, ma già nel passato ci sono stati esempi di questo tipo.

Negli anni ’70 BMW decise di sviluppare una vettura a motore centrale in grado di competere con le supercar più in voga del momento, come la Porsche 911. Un concetto totalmente nuovo per il marchio bavarese che causò non pochi problemi sia in fase di progettazione che di vendita. L’auto, denominata M1, fu svelata al pubblico nel 1978 e nascondeva sotto il cofano il propulsore M88/1, sei cilindri in linea da 3453cc di cilindrata e 277cv di potenza. La lunga lista d’attesa e il prezzo elevato si tradussero in soli 453 esemplari nei tre anni di produzione, ma la M1 fu in grado di guadagnarsi un posto speciale nel cuore degli appassionati grazie a una brillante trovata di marketing del capo di BMW Motorsport Jochen Neerpasch.

L’idea di una versione da corsa era già sul tavolo dei dirigenti della Casa dell’Elica, ma anche in questo ambito vennero a galla delle difficoltà dettate soprattutto dal cambio di regolamento per le vetture Gruppo 4, che prevedeva la costruzione di un minimo di 400 vetture per soddisfare le normative di omologazione. Neerpasch ebbe un’intuizione geniale chiedendo aiuto a Max Mosley, a quel tempo capo della March Engineering e membro della Formula One Association, per creare una serie a supporto degli eventi europei di F1. Nacque così il Campionato Procar, serie monomarca con protagonista la M1 pesantemente modificata con l’adozione di un’aerodinamica rivista, roll-bar e il motore M88 potenziato a 470cv. Basti pensare che la versione da corsa era più larga della stradale di ben 32cm!

L’aspetto vincente della Procar fu la presenza di alcuni tra i migliori piloti di Formula 1 ad esclusione di quelli sotto contratto con Scuderia Ferrari, Renault e Michelin – le BMW M1 erano equipaggiate con pneumatici Good Year – a causa di obblighi contrattuali legati agli sponsor. Nonostante questa problematica la serie monomarca fu un successo nelle due edizioni disputate nel 1979 e 1980 con una griglia piena di stelle come Niki Lauda, ​​Nelson Piquet, Alan Jones, Hans-Joachim Stuck, Elio de Angelis, Didier Pironi.

La stagione inaugurale fu vinta da Niki Lauda, vincitore di tre gare a Monaco, Silverstone e Hockenheim, mentre nella seconda e ultima edizione del campionato Procar del 1980 a prevalere fu Nelson Piquet. Il successo ottenuto non fu però sufficiente per garantire un futuro alla serie – nel 1981 sarebbe stata pronta anche Alfa Romeo ad entrare nella Procar con la 164 – poichè BMW decise di focalizzare la sua attività come fornitore di motori per il team Brabham. Una scelta vincente con la conquista del Campionato del Mondo da parte di Nelson Piquet nel 1981 e 1983 che però mise fine al monomarca più entusiasmante di serie che ancora oggi ogni vero appassionato di Motorsport ricorda con una certa malinconia.

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