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Le aste di Retromobile Parigi svelano la temperatura del mercato

di Redazione - 07/02/2024

Testo di Gilberto Milano

Come ogni anno, ormai da decenni, le aste che si tengono a inizio febbraio a Retromobile Parigi, la mostra scambio più esclusiva del mondo, rappresentano la cartina di tornasole dello stato di salute del mercato delle auto da collezione. In particolare, del mercato europeo. Ma non solo: indicano anche la tendenza che caratterizzerà gli scambi almeno per i prossimi sei mesi, salvo brutte sorprese politiche ed economiche.

Cala leggermente l’offerta

Ebbene: dall’analisi dei risultati delle tre aste (RM Sotheby’s; Bonhams; Artcurial) tenutesi rispettivamente l’1, il 2 e il 3 febbraio, si può notare l’umore del mercato non è più quello del 2023, quando è stato raggiunto il record storico di 340 vetture vendute (il 75% di quelle offerte). La scorsa settimana a Retromobile Parigi il numero di auto offerte è stato di 303 contro le 451 di un anno fa e 240 quelle aggiudicate: il 79%. Migliora la percentuale di vendita ma si riduce il numero di auto offerte, come se in molti abbiano deciso di stare alla finestra in attesa di tempi migliori. La maggiore percentuale di vendita è invece stata condizionata 
dall’elevato numero di auto offerte di auto senza prezzo di riserva (50%).

Cresce l’interesse per le youngclassic

Ovviamente non sono mancate le vendite a cifre record, come mostra qui sotto la Top Ten delle vetture più care, con le Ferrari che ritrovano il podio (lo scorso anno il prezzo più alto era stato raggiunto da una Bugatti Chiron Profilée del 2022 battuta a 9,8 milioni di euro) ma sono anche molte le vetture di prestigio che non sono riuscite a passare di mano. Le Top Ten di Retromobile Parigi conferma inoltre l’interesse sempre più alto dei collezionisti per le youngtimer e per le moderne, soprattutto tedesche.

Migliora la percentuale di vendita ma si riduce il numero di auto offerte, come se in molti abbiano deciso di stare alla finestra in attesa di tempi migliori

Top ten aste Parigi 2024

  1. Ferrari 250 GT Swb Berlinetta (1960) – € 10.158.125 (RM Sotheby’s)
  2. Ferrari Enzo (2004) – € 3.910.000 (Bonhams)
  3. Ferrari 275 GTB/6C Alluminio (1966) – € 3.211.250 (RM Sotheby’s)
  4. Maserati MC12 Versione Corsa (2007) – € 3.042.500 (RM Sotheby’s)
  5. Koenigsegg Regera (2021) – € 2.423.750 (RM Sotheby’s)
  6. Porsche 918 ‘Weissach’ Spyder (2014) – € 1.750.000 (RM Sotheby’s)
  7. Mercedes-Benz 300 SL Gullwing (1955) – € 1.427.440 (Artcurial)
  8. McLaren P1 (2014) – € 1.358.800 (Artcurial)
  9. McLaren P1 (2015) – € 1.017.500 (RM Sotheby’s)
  10. BMW M1 Procar (1980) – € 1.015.584 (Artcurial)

I risultati ottenuti dai principali marchi presenti a Parigi

Alfa Romeo

Solo quattro i lotti in catalogo, pochissimi per un marchio così prestigioso e ricco di storia. Ma non è una novità: i collezionisti Alfa Romeo si disfano dei propri gioielli solo quando non possono farne a meno. A Parigi tre delle quattro vetture offerte hanno ottenuto risultati sodisfacenti. A iniziare dalla Giulia Quadrifoglio ‘Alfa Romeo Edition’ del 2020, aggiudicata a 120.750 euro a fronte di una stima massima di 90.000 euro. Bene anche la SZ del 1991, stimata tra i 55.000 e i 75.000 euro e aggiudicata a 69.000 euro. E ben acquistato un T10 Autotutto Romeo del 1955, un camper d’epoca molto raro, stimato almeno 90.000 euro e aggiudicato a 75.900 euro. Tutti e tre i lotti erano offerti ‘senza prezzo di riserva’. Respinta al mittente invece una Tipo 33 TT12 del 1975, ex-D. Bell e J. Mass, stimata 1,2-1,6 milioni, offerta da Artcurial. Qualche lacuna di troppo nella storia del motore ha tenuto lontano gli offerenti.

Aston Martin

Folta la presenza delle vetture inglesi, 21 esemplari. In evidenza la V12 Vantage del 2009 stimata 70.000 euro e aggiudicata a 155.250, più del doppio del suo valore medio.

BMW

Ben tre M1 hanno caratterizzato la presenza bavarese a Parigi. Due quelle aggiudicate: una M1 del 1980 con solo 21.140 km percorsi, portata da RM Sotheby’s (battuta a 522.500 euro, poco meno della stima massima) e una M1 Procar del 1980 offerta da Artcurial. Quest’ultima non proprio una delle 40 Procar realizzate bensì una “normale” M1 stradale modificata nel 1982 secondo le specifiche Procar. Una modifica d’epoca che ha spinto comunque un collezionista a sborsare 1.015.584 euro pur di averla (in pratica, la stima minima prevista). Da segnalare anche il buon andamento della 850 Csi, battuta a 121.584 euro, circa 40.000 euro oltre la stima massima.

Ferrari

Le auto di Maranello sono sempre le più richieste dai collezionisti ma a condizione che si tratti di vetture in condizioni perfette. Delle 46 Rosse in catalogo ben 35 sono state aggiudicate, il 76%, un ottimo risultato per il marchio di Maranello. Tra queste anche la regina di Parigi 2024, una 250 GT Swb Berlinetta Competizione del 1960 offerta da RM Sotheby’s (battuta a 10.158.125 euro, con una di 9,0-11,0 milioni). Non altrettanto bene è andata invece a una 250 GT California Spider Lwb del 1958 sulla quale Artcurial aveva puntato molto: non venduta. La delusione si leggeva in faccia ai tre banditori fiduciosi di un buon risultato dopo la vendita da Mecum, in Florida (a inizio gennaio) di una versione a passo corto della California Spider (più prestigiosa della Lwb) a 16,3 milioni di euro.

I delusi nel mondo Ferrari

Delusione di Artcurial anche per la mancata vendita di altre Rosse di prestigio, come una 250 GT Lusso Berlinetta del 1964 (stimata 1,6-2,0 milioni di euro), una 275 GTB Berlinetta del 1965 (2,2-2,7 milioni) e una 365 GTC del 1968, mitigata un po’ dall’ottima performance di una 365 GTB/4 Daytona del 1973 aggiudicata poco sopra la stima massima, a 548.320 euro. 
Soddisfazione ancora di RM per l’aggiudicazione di una Ferrari 275 GTB/6C in alluminio del 1966 (3,2 milioni di euro, pari alla sua stima massima) e di una Dino 246 GTS del 1973 con raro color marrone (635.000 euro). Invendute invece una LaFerrari del 2016 (3,7-4,8 milioni di euro la richiesta) e una Enzo del 2003 con 15.000 km di percorrenza (3,0-3,5 milioni la stima). A penalizzare quest’ultima è stata certamente l’incidente subito in pista nel 2009 che, nonostante il perfetto restauro e la certificazione Ferrari Classiche, rappresenta una macchia indelebile sulla sua storia. E per queste vetture ormai anche un graffio fa la differenza.

Lo dimostra la vendita dell’altra Enzo in catalogo (da Bonhams), un esemplare del 2004 con 9.491 km di percorrenza da nuova, unico proprietario, una delle sole 12 verniciata in nero, aggiudicata a 3.910.000 euro. Un ottimo valore se si pensa che lo scorso anno una Enzo è stata aggiudicata a 4,0 milioni di euro, ma va anche detto che si trattava della Enzo personale di Fernando Alonso.
Sorprendente, sempre in ambito Ferrari, l’aggiudicazione a 660.000 euro del modello in scala 1:2 realizzato per gli studi nella galleria del vento della FXX-K Evo (su base LaFerrari) stimato inizialmente 350.00 euro. E dire che con lo stesso prezzo l’acquirente avrebbe potuto comprarsi una Dino 246, o una Daytona, o una Superamerica…

Fiat

Continua il successo delle spiaggine. La 500 Spiaggina Boano del 1958, primo proprietario Gianni Agnelli, proposta da RM Sotheby’s con una stima massima di 290.00 euro è stata aggiudicata alla cifra record di 370.625 euro.

Iso

Buon risultato, anche se in linea con le quotazioni attuali, quello raggiunto dalla Grifo II Serie del 1973, uno dei 34 esemplari prodotti con il V8 Ford, matching numbers e matching color, aggiudicato a 333.760 euro da Artcurial.

Lamborghini

La Casa di Sant’Agata Bolognese era presente con una rappresentanza dei suoi prodotti piuttosto ricca: 16 lotti. Anche per lei i valori di vendita hanno faticato a raggiungere le stime minime, soprattutto per le tre GT offerte da Artcurial appartenenti a una collezione tedesca. E questo nonostante la presenza sul palco di Fabio Lamborghini, figlio di Giorgio, fratello di Ferruccio, che incitava a offrire di più. La più prestigiosa, una 350 GT del 1965, la venticinquesima Lamborghini prodotta, è stata aggiudicata a 394.000 euro (poco più della stima minima); la 400 GT del 1966 (stimata 350.00-450.00) a 351.640 euro mentre la 400 GT Spider (realizzata sulla base di una 400 GT) a 280.120. Tutte e tre erano offerte senza prezzo di riserva.

Aggiudicata a valori minimi della stima anche una Miura P400S del 1969 (954.500 euro) offerta da Bonhams: un prezzo basso per una Miura ma elevato per una vettura assemblata con pezzi presi da altre auto. Sempre da Bonhams venduta una Countach LP400S II Serie del 1981 (621.000 euro). Non venduta da Artcurial invece una Countach 5000S del 1982 anch’essa non perfettamente originale. 
Invenduta da parte di RM Sotheby’s una Centenario LP770-4 Roadster, stimata 3.0-4.0 milioni.

Maserati

Ottima performance per la MC12 Versione Corsa del 2007 in colore arancione offerta da RM Sotheby’s, aggiudicata a 3,0 milioni di euro a fronte di una stima compresa tra i 2,8 e i 3,5 milioni.

Mercedes-Benz

Aggiudicata leggermente oltre la stima massima una CLK DTM AMG del 2005 (460.625 euro) portata a Parigi da RM Sotheby’s a conferma del momento d’oro delle vetture sportive youngtimer della Casa tedesca. Poche, comunque, rispetto al passato le vetture di Stoccarda in catalogo quest’anno: 12 rispetto alle 35 del 2023. Forte la presenza di SL. La più quotata è stata infatti una 300 SL Gullwing del 1955 aggiudicata da Artcurial a 1.427.440, vicina alla stima massima di 1,5 milioni, mentre una 300 SL Roadster del 1962 con hardtop offerta sempre da Artcurial è rimasta invenduta.

Porsche

Presente con 40 lotti, 16 dei quali offerti da RM Sotheby’s, la Casa tedesca è stata seconda solo alla Ferrari. 28 i lotti aggiudicati (70%). Pezzo forte delle vendite parigine Porsche, una 918 ‘Weissach’ Spyder del 2014 di RM Sotheby’s, unico proprietario e solo 2.568 km di percorrenza da nuova, aggiudicata a 1.750.000 euro a fronte di una stima massima di 1,8 milioni. Ma la medaglia per la migliore performance Porsche va a una 911 Turbo 3.6 del 1993 stimata sempre da RM Sotheby’s 225.000 euro e aggiudicata a 511.250.

La ragione? Era una delle sole tre verniciate in Oak Green Metallic, un verde quercia metallizzato che evidentemente ha fatto la differenza. 
In piena stima la vendita di una 911 Carrera 2.7 RS Touring del 1973, aggiudicata da Bonhams a 448.500 euro, con quotazioni in ribasso rispetto al passato; questo esemplare però montava un motore non originale. Sono invece rimaste invendute da RM Sotheby’s una 911 GT2 del 1996 (una delle 194 costruite) con molte parti della meccanica ricostruiti, e una 962 C del 1991 anch’essa completamente ricostruita.

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