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1000 Miglia, la seconda tappa

di Marco Triulzi - 13/06/2024

Da Torino raggiungiamo le prime vetture del convoglio ad Acqui Terme, un luogo rinomato sin dall’antica Roma per le sue sorgenti termali. La pioggia non dà tregua e, qui in Piemonte e sugli Appennini, scende a dirotto, costringendo gli equipaggi con auto scoperte a coprirsi come possono. Tra queste ultime, vediamo passare numerose vecchie Alfa 6C 1750 e Bugatti T37 che attraversano il centro cittadino passando per un controllo orario e una timbratura in Piazza della Bollente, davanti al monumento ottocentesco da cui sgorgano acque sulfuree-salse-bromo-iodiche alla temperatura di ben 74,5 gradi.

Gli appennini liguri non perdonano

Lasciata Acqui Terme alle spalle per affrontiamo con la fida Alfa Romeo Tonale la lunga cavalcata attraverso gli Appennini liguri, che ci ha condotto fino a Genova, città che per la prima volta nella storia della rievocazione ha accolto gli equipaggi. Sui pendii appenninici si sono svolte diverse prove cronometrare, in particolare prima dell’impegnativa e spettacolare salita al Passo del Faiallo, dov’è previsto un altro timbro e la prova di media.

A testimonianza delle difficoltà di questo percorso, ci siamo imbattuti in una Jaguar Xk 120 Ots Roadster del 1952 che fumava dal cofano. Pare un problema al radiatore che dopo un po’ è stato fortunatamente risolto. Purtroppo, gli inconvenienti come questo non sono rari in un percorso così lungo e sfiancante. E il difficile della 1000 Miglia deve ancora arrivare…

Il mare porta il sole, l’arrivo a Genova

Scendendo verso il mare, finalmente il cielo si è aperto e il sole ci ha accolto all’arrivo nel capoluogo ligure. Il convoglio ha raggiunto il porto antico, dove era previsto il pranzo e la sosta di metà tappa, attraversando gran parte della città nel traffico, mentre i cittadini genovesi osservavano meravigliati i bolidi scortati dagli abili motociclisti della polizia stradale.

Durante il percorso verso il molo genovese, con la Tonale abbiamo seguito da vicino diverse Mercedes SL 300 Gullwing, tra cui una con il numero 300. Ma inaspettato è stato l’incontro con una splendida Autobleu 750 Mille Miles Carrosserie G.T.R. del 1954, con l’equipaggio numero 289. Questo unico esemplare, progettato appositamente per la 1000 Miglia, ha partecipato alle edizioni del 1954 e del 1955 ed è conservato al museo 1000 Miglia a Brescia.

Arriviamo al molo con le ultime vetture della carovana. Queste si posizionano lungo il molo davanti e ai grandi yacht ormeggiati e agli antichi magazzini del cotone dove si trova il centro congressi, luogo scelto per il pranzo. Le persone che già numerose affollano questa passeggiata durante la pausa pranzo di un giorno feriale come questo aumentano all’arrivo di queste autentiche opere d’arte e rarità.

La riviera ligure e poi l’arrivo sul lungomare di Viareggio

Ripartiamo alla volta di Viareggio. Da Genova seguiamo il convoglio di vetture d’epoca fino a Sestri Levante, dove riprendiamo l’autostrada per raggiungere le prime vetture al traguardo. Facciamo giusto una breve pausa per gustare una focaccia al formaggio di Recco e poi ci rimettiamo in marcia. Nella suggestiva discesa verso Rapallo, ci imbattiamo in una piccola Moretti 750 Sport che viaggia a velocità sostenuta e ci impegna non poco a starle dietro.

Arriviamo giusto in tempo a Viareggio per assistere al passaggio dei primissimi equipaggi. Il tramonto sul lungomare offre uno spettacolo unico per assistere a questa traversata, che si conclude con un’ultima serie di prove poco prima del traguardo.

Andrea Vesco e Fabio Salvinelli mantengono il comando

In questa giornata, le prime tre posizioni del podio rimangono invariate, con l’equipaggio di Andrea Vesco e Fabio Salvinelli su Alfa Romeo 6C 1750 SS Spider Zagato in testa. Tuttavia, i distacchi si riducono notevolmente. La coppia Fontanella – Covelli su Lancia Lambda Casaro VII Serie è a soli 347 punti di penalità. I terzi classificati, Aliverti e Valente, anch’essi su Alfa Romeo 6C 1750 SS Spider Zagato, hanno ridotto il distacco a 636 punti di penalità. E si sa che in una gara di regolarità, il risultato non è mai certo fino all’ultimo miglio.

Domani ci aspetta una tappa veramente impegnativa, forse la più difficile, con l’arrivo nella caotica ed enorme Capitale, che per molti equipaggi segna spesso la fine della corsa. Ma ci riaggiorniamo domani…

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