Ultimo aggiornamento  27 novembre 2022 03:04

Automotive Business Summit, gli scenari.

Redazione ·

Sostenibilità, transizione energetica, crisi economica legata prima alla pandemia e ora alla guerra in Ucraina, il futuro dei motori endotermici e lo sviluppo tecnologico. Sono questi alcuni degli argomenti sviluppati durante l'evento digitale Automotive Business Summit organizzato da Il Sole 24 Ore per discutere sui possibili scenari dell'industria globale e sulle dinamiche di mercato.

"Il settore auto è vitale"

Ad aprire i lavori il direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini che ha sottolineato come questo sia "un momento difficille per il settore automtive, a causa della guerra e dell'inflazione, con la recessione dietro l’angolo. L'Europa è entrata a gamba tesa su diversi versanti - prosegue Tamburini - come lo stop ai motori a combustione fossile e la necessità di riconvertire totalmente l'industria dell'auto a quella elettrica nel 2035". Dubbi relativi anche sull'introduzione dell'Euro 7: "Per introdurre questi limiti occorrono investimenti importanti e quale azienda investirà in maniera massiccia in così pochi anni? L'auto è fondamentale nell'industria manifatturiera e se crolla la componentistica avremo un problema serio anche di mantenimento dei livelli occupazionali".

Le dinamiche di mercato relative al processo di elettrificazione sono state poi affrontate da Davide Di Domenico di Bcg ed Emc (East Meditarrean Caspian) che precisa: "L'accelerazione della transizione presenta diversi problemi, ma comunque si arriverà agli obiettivi". In particolare secondo Di Domenico, "il tema tecnologico è fondamentale per l'Europa, che dovrà essere brava a giocare questa partita a distanza con la Cina".

"Più incentivi"

A proposito di transizione energentica, il country manager per l'Italia del gruppo Stellantis Santo Ficili ha precisato come gli incentivi saranno fondamentali per facilitare la ripresa del mercato auto in Italia: "Occorre continuare a insistere in questo senso per consentire l'accesso dei clienti a queste vetture, sia le automobili che i veicoli commerciali". Attualmente il segmento delle elettrificate (ibride e 100% a batteria) rappresenta solo l'8,1% delle nuove immatricolazioni in Italia, un livello più basso rispetto ad altri paesi europei, come la Germania (23,7%) o la Francia (17,5%).

"Sì alla neutralità energetica"

Una transizione energetica che dovrà necessariamente essere neutrale, lasciando spazio anche all'idrogeno. Su questo capitolo è intervenuto il ceo di Toyota Motor Italia, Luigi Ksawery Luca' il quale ha affermato come questa tecnologia sia "complementare rispetto all'elettrico a batteria. Toyota ha iniziato questo percorso virtuoso verso una mobilità sostenibile ormai tantissimi anni fa. Il nostro approccio è multi-tecnologico, riteniamo che la differenziazione sia un elemento fondamentale. In un clima di incertezza, come quello che stiamo vivendo in questo momento, - prosegue Luigi Ksawery Luca' - dobbiamo tenerci pronti ad avere una soluzione diversa in funzione di quella che sarà l'evoluzione. Con l'obiettivo di raggiungere le zero emissioni entro il 2035, riteniamo che ci siano soluzioni diverse e complementari tra di loro che possano portare alla realizzazione di questo obiettivo". E sul fronte batterie allo stato solito il ceo di Toyota Motor Italia risponde così: "C’è un investimento continuo e nei prossimi anni vedremo un'accelerazione importante, con l'obiettivo di ridurre i costi e quindi rendere più accessiible l'auto elettrica, almeno del 50%, velocizzando la ricarica della vettura".

Stessa linea perseguita da Audi e ribadita dal direttore Italia del brand tedesco Fabrizio Longo: "Dobbiamo garantire ai clienti l'efficienza dei nostri prodotti, ma anche la loro accessibilità, lavorando con tecnologie che vanno ad abbassare i costi di produzione, sviluppando il nostro lavoro su quattro concetti: design, sostenibilità, digitalizzazione e performance".

Ricerca e sviluppo saranno fondamentali per soddisfare la domanda e offrire prodotti sempre più affidabili. In questa direzione si concentra anche il lavoro di Jaguar Land Rover: "Per noi partecipare alla Formula E è un modo per sviluppare tecnologie che poi introduciamo sulle nostre auto. La nuova generazione Jaguar elettrica avrà un'autonomia di 7-800 chilometri", ha specificato Marco Santucci ceo della divisione Italia del brand. "Nel 2025, la nostra gamma di auto sarà full electric. Vogliamo essere gli ambasciatori di un movimento di un settore".

"Gli Euro 6 sono puliti"

Sul futuro del motore endotermico sono intervenuti Pierpaolo Antonioli, ceo dell'azienda specializzata in propulsori Punch, e Andrea Cardinali, direttore generale Unrae. "Sono 20 anni che sviluppiamo motori endotermici, non solo per l'Europa. La nostra posizione è che bisogna supportare la neutralità tecnologica, perché esistono settori in cui diesel e benzina sono la soluzione e rispettano le esigenze e i requisiti necessari. A oggi i propulsori endotermici hanno un valore di emissione talmente basso che è difficile da misurare. Si parla di Euro 7 nel 2025, ma in realtà un Euro 6 attuale ha già livelli di emissioni bassi", ha specificato Antonioli che trova conferme da Radek Jelinek, presidente di Mercedes Italia: "È sbagliato parlare dell'endotermico come un male. Le Euro 6 sono pulitissime".

"La neutralita tecnologica è il mantra di Unrae - aggiunge Cardinali - e lo spirito non è l'agnosticismo, ma al contrario aprire a tutte le possibilità tecnologiche, ammesso che ci sia solo una soluzione vincente. Il parco auto circolante va curato, anche installando kit o convertire motori attuali con alternative a basse emissioni come l'idrogeno. L'Euro 7 non è una normativa punitiva, ma che impatto avrà sulla produzione auto? Introduce nuove restrizioni e uniforma i limiti di benzina e diesel, tiene conto particolato sistemi frenanti coinvolgendo, quindi anche le auto elettriche".

"Tempi troppo stretti"

"L'Europa ha deciso di arrivare al 2035 con lo stop ai motori endotermici. I tempi che ci sono stati imposti sono estremamente stretti. Ricondizionare il settore automotive è qualcosa di veramente epocale", così ha esordito Paolo Scudieri, presidente di Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), che ha aggiunto: "Abbiamo bisogno di interventi governativi per aiutare il settore dell'automotive in una transizione verso l'elettrico che ci trova completamente impreparati per tanti motivi".

Un passaggio che riguarderà anche il settore dei veicoli commerciali. Marco Alù Saffi, direttore relazioni esterne di Ford Italia, a proposito di questo ha detto: "È in grande evoluzione. Oggi dobbiamo intercettare le esigenze del cliente dettate dalla transizione energetica e da quella tecnologica. Ogni euro speso per aggiornare i motori alla normativa Euro 7 è un euro sottratto agli investimenti per il futuro. Non vogliamo togliere energie a investimenti che riteniamo molto più importanti".

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