Ultimo aggiornamento  27 novembre 2022 02:08

Renault 14, la R5 più grande.

Massimo Tiberi ·

Ad aprire la strada era stata l’Autobianchi Primula nel 1964 e, a seguire, nel 1967 la Simca 1100, ma è con il lancio nel 1974 della Volkswagen Golf, disegnata da Giugiaro, che la formula della carrozzeria a due volumi, con portellone posteriore, prende definitivamente piede nel settore delle auto medio-compatte del segmento C del mercato. Anche Renault vuole giocare la partita, dopo essere stata assoluta pioniera del genere, già a partire dal 1961, con utilitarie come la R4 o la R5 e, nella fascia superiore, con la R16 .

Per affiancare e poi sostituire la R12, l’unica della gamma impostata ancora in modo classico, con le versioni berlina tre volumi e wagon break, la casa francese punta su un modello dal progetto al passo con le nuove tendenze e a Parigi, nel 1976, viene presentata la R14.

Comoda e razionale 

E’ una cinque porte, lunga appena sopra i 4 metri, che stilisticamente si richiama alla più piccola R5, con fari di forma rettangolare, scudi paraurti in materiale sintetico, forme arrotondate. La linea è gradevole e originale che, poco opportunamente, la pubblicità Renault definisce a “pera”, non favorendone certo il gradimento da parte del pubblico.

Lo spazio interno è molto ben sfruttato e i sedili comodi, il bagagliaio è di buona capienza, anche grazie alla sistemazione della ruota di scorta nel vano motore, ma gli allestimenti lasciano un po’ a desiderare, soprattutto se si fa riferimento alla rivale tedesca. Il quadro strumenti raccoglie anche le levette che regolano la climatizzazione e i tasti di servizio, razionalmente a portata di mano, il volante è a quattro razze e la dotazione di accessori è discreta soltanto nella più ricca variante TL. A richiesta, il tetto apribile in tessuto che scopre l’abitacolo fino ai posti posteriori.

La meccanica è frutto degli accordi con Peugeot, a partire dallo schema a trazione anteriore e dal quattro cilindri 1,2 litri, disposto trasversalmente, in lega leggera, monoalbero a camme in testa e camere di scoppio emisferiche, accoppiato ad un cambio a 4 marce. Studiate con cura le sospensioni, anteriori McPherson e posteriori a barre di torsione, mentre l’impianto frenante è misto con servocomando. Adeguate le prestazioni, con punte velocistiche oltre i 140 chilometri orari, senza esagerare nei consumi, e il comfort di marcia conferma l’ottima tradizione Renault.

Non è regalata 

Nonostante un comportamento complessivamente di livello, gli esiti commerciali non sono travolgenti e in Italia la R14 non bissa il successo della R5, venduta a prezzi non particolarmente competitivi, che partono da 4 milioni 250mila lire, rispetto ai 3 milioni 900mila della Golf o ai 3 milioni 800mila della Fiat 128 e ai 3 milioni 700mila dell’Alfa Romeo Alfasud.

Gli aggiornamenti portano alle versioni GTL, migliorata nelle finiture, e TS dal tono sportivo, ad un potenziamento del motore a 69 cavalli e poi ad un aumento di cilindrata a 1.360 centimetri cubici per 70 cavalli e 160 chilometri orari. Nel 1979 un restyling e nel 1981 arriva la R9, dalla più convenzionale carrozzeria tre volumi, e nel 1983 la derivata R11, l’effettiva erede della R14 che termina la carriera raggiungendo comunque il più che discreto risultato di circa un milione di unità prodotte

Tag

Renault  · Renault 14  · 

Ti potrebbe interessare

· di Angelo Berchicci

Il gruppo concentrerà il business dell'elettrico in "Ampere", presto quotata autonomamente in Borsa. Per il termico arriva "Horse", in partnership con Geely