Ultimo aggiornamento  03 febbraio 2023 02:36

TVR Griffith, British Style.

Colin Frisell ·

“Idealizzazione di un evento o personaggio storico che assume, nella coscienza dei posteri o anche dei contemporanei, carattere e proporzione quasi leggendari, esercitando un forte potere di attrazione sulla fantasia e sul sentimento di un popolo o di un’età”. Così l’Enciclopedia Treccani alla parola “mito”. Espressione che non è certo sprecata quando parliamo di certe automobili, di marchi che hanno saputo non fare ma essere la storia.

E’ il caso di TVR, nome leggendario dell’automobilismo inglese, sinonimo di classe, eleganza, sportività, tecnologia. La vicenda di questo costruttore - fondato a Blackpool da Trevor (da cui il nome TVR) Wilkinson esattamente 75 anni fa, nel 1947, quando il Regno Unito soffriva ancora le dolorose conseguenze del conflitto mondiale - e diventato negli anni sinonimo di “auto inglese” per eccellenza con i suoi pregi e (pochissimi) difetti, è stata lunga, tormentata, piena di rinascite e delusioni. Che non hanno però intaccato la passione dello zoccolo duro dei suoi appassionati fan.

Il ritorno  

La TVR sta tornando, almeno secondo indiscrezioni riprese dalla stampa inglese, facendo riemergere un progetto che già circolava dal 2017. Tutto questo grazie alla passione di Les Edgar - passato dalla realizzazione di videogiochi alle auto - che ha rilevato le quote dell’azienda in dismissione dal precedente proprietario, il russo Nicolai Smolenski e della sua voglia di ridare alla Gran Bretagna un pezzetto almeno della passata gloria. A questo scopo nasce il progetto della Griffith V8, su cui l’azienda sta puntando per riemergere.

L’auto è già leggendaria. Monta un propulsore Ford V8 da 5,0 litri con frizione, volano, centralina, carter secco e altri miglioramenti personalizzati, insieme a un cambio manuale a 6 marce, che complessivamente sono progettati per fornire 400 cavalli. La struttura composita in fibra di carbonio del veicolo è estremamente rigida ed è inoltre progettata per dirigere le forze d'urto verso gli pneumatici per una maggiore sicurezza. La nuova vettura è inoltre dotata di airbag, ABS ed ESP.

Aerodinamica al top

Ma la caratteristica forse principale della Griffith sarà l’aerodinamica. A svilupparla non un nome qualunque, ma - a proposito di miti - Gordon Murray, che Edgar definisce "il Dio dell'aerodinamica". Il progettista che ha regalato al mondo alcune delle F1 (ma anche auto stradali) più belle e performanti di sempre ha applicato qui i principi del suo sistema proprietario istream: si tratta di un'evoluzione del metodo di Trevor Wilkinson, che prevede un telaio che sostiene le parti più pesanti dell'auto (motore e sospensioni), poi rivestito con pannelli in fibra di carbonio incollati per garantire resistenza e, infine, la carrozzeria, che non svolge alcun ruolo strutturale. Ciò rende il veicolo leggero, ma significa anche maggiore libertà di apportare modifiche a breve termine ai diversi modelli mantenendo  la freschezza nel processo. 

Questo pensiero riflette un cambiamento di atteggiamento nella produzione di auto sportive britanniche che, negli ultimi due decenni, ha visto "un'evoluzione sorprendente in termini di qualità e mentalità", sostiene Edgar. Il sito del costruttore accetta già prenotazioni, garantite da una caparra di 5mila sterline (poco più di 5.700 euro).

Il futuro

Il futuro del progetto è infatti già delinato: l’anno prossimo verrà inaugurato un nuovo stabilimento TVR a Ebbw Vale, in Galles. La prima a uscire dalla linea di produzione sarà la Griffith V8 con motore Cosworth, ma  - altra notizia - presto ci sarà la “svolta elettrica”. Un passo quasi obbligato, visti i tempi che piacerà anche agli appassionati storici del marchio. 

"La TVR al 100% deve tornare nel Regno Unito, è parte del suo fascino. E i beni di lusso britannici, che è ciò di cui stiamo parlando qui, vanno molto bene a livello globale", racconta Edgar. "Ma bisogna fare le cose per bene".

Nello stabilimento nella contea di Blaenau Gwent - nei prossimi mesi - verranno realizzati i prototipi dei nuovi modelli TVR. Una volta che l'attrezzatura di produzione sarà pronta, si potranno effettuare i crash test e quindi procedere all'avvio della produzione vera e propria. E quello sarà un momento storico per le auto sportive, non solo per le inglesi.

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