Ultimo aggiornamento  29 gennaio 2023 01:18

A-ha, storia di una rivoluzione elettro-pop.

Linda Capecci ·

Molti non lo sanno, ma la pop band A-ha ha dato un contributo fondamentale all'elettrificazione della mobilità in Norvegia.

Sensibilizzare con la musica

Il paese scandinavo, primo per diffusione di auto a batteria, deve il suo primato anche a una inconsueta collaborazione tra il movimento ambientalista e il gruppo pop noto per hit come "Take on Me" e "Sun Always Shines in TV".

Negli anni '80, due influenti ecologisti norvegesi, Harald N. Rostvik e Frederic Hauge hanno infatti contattato gli A-ha per coinvolgerli in un'iniziativa che sensibilizzasse il grande pubblico.

Una panda "verde"

Nel 1989 gli attivisti e la band si recarono a Berna, in Svizzera per prendere parte alla mostra "Tour de Sol": lì videro per la prima volta una Fiat Panda che era stata convertita da benzina a elettrica, una pioniera del retrofit insomma.

I sedili posteriori dell'utilitaria italiana erano stati rimossi per creare lo spazio sufficiente in cui riporre la serie di batterie necessarie per alimentarla; anche se la sua autonomia era limitata a soli 45 chilometri circa ed erano necessarie 48 ore per una ricarica.

Collezione di multe

Affascinati dalla novità zero emissioni, gli A-ha decisero di importare una replica dell'auto in Norvegia e di utilizzarla sulle strade del paese scandinavo per lanciare una campagna di disobbedienza civile, sottolineando come fosse necessario adottare un'alternativa ai veicoli inquinanti.

In quegli anni collezionarono moltissime multe alla guida dell'auto: tra caselli e parcheggi non consentiti. Inoltre la band si rifiutava di pagare le tasse sui veicoli, sostenendo che le forme di trasporto sostenibile dovrebbero esserne esenti.

Il frontman degli A-ha, Morten Harket, in proposito ha dichiarato alla BBC: "Non mi sentivo davvero come se stessi entrando nel ruolo di un ribelle. Credevo solo che fosse necessario. Era quello che dovevamo fare".

Arrivare alle persone

L'idea fu del professor Harald N. Rostvik, dell'Università di Stavanger, il quale ha raccontato che all'epoca la gente rideva di lui: "era difficile arrivare alle persone, perché ai tempi non esisteva una parola come 'sostenibilità'. L'idea era di mettere alle strette il governo, e solo un anno dopo la nostra iniziativa 'elettrica', hanno iniziato a implementare gli incentivi per la mobilità a zero emissioni, proprio come avevamo richiesto".

Gli incentivi includevano il permesso ai veicoli elettrici di accedere alle corsie degli autobus, il parcheggio gratuito, viaggio gratuito in traghetto e zero tasse sui mezzi a batteria.

Un passo avanti

Frederic Hauge, fondatore dell'associazione benefica ambientale Bellona Foundation, ha dichiarato: "ci è voluto un anno, per spianare la strada con questa piccola Fiat Panda al progresso delle normative norvegesi, e la campagna è andata avanti per circa sette anni fino all'adozione di tutti gli incentivi".

"A partire dalla metà degli anni '70 la Norvegia è diventata una delle nazioni produttrici di petrolio più ricche del mondo - ha spiegato il membro degli A-ha Magne Furuholmen - le nostre mani sono nere del petrolio di cui ci siamo arricchiti. Avevamo una certa responsabilità nel dover aprire la strada alla transizione".

Ora ci sono più di mezzo milione di veicoli elettrici in un paese che ha una popolazione di appena 5,4 milioni. Una storia che sa di musica e di futuro.

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· di Linda Capecci

È uscito un docufilm che racconta il rapporto tra la band pop norvegese e il marchio tedesco, in sottofondo non poteva mancare la storica hit del 1985 "Take On Me".