Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 19:22

Fim-Cisl, giù la produzione di Stellantis in Italia.

Redazione ·

Anche dopo il terzo trimestre dell'anno continua la riduzione della produzione automobilistica di Stellantis in Italia. A riferirlo è la Fim-Cisl, secondo cui nei primi 9 mesi del 2022 la produzione complessiva negli stabilimenti del nostro paese segna un -2,4% se paragonata allo stesso periodo del 2021. 

Nello specifico sono state prodotte, tra veicoli commerciali e autovetture, 515.380 unità contro le 528.108 di un anno fa. Andamento diversificato tra auto e veicoli commerciali: la produzione di autovetture segna una crescita del 14,1% mentre i van crollano del 27,5%. La causa è in gran parte riconducibile allo stop nelle produzioni determinato dalla mancanza di semiconduttori e altri componenti.

Ancora lontano il ritorno ai livelli pre-covid: in rapporto al 2019 i volumi complessivi sono inferiori del 18,3%, con le autovetture a -11,4% e i veicoli commerciali a -31,3%. 

Scendono solo Melfi e Atessa

L'andamento è molto diversificato anche per quanto riguarda gli stabilimenti. Solo due impianti fanno registrare dati inferiori al 2021, ovvero Melfi (dove vengono realizzate la Fiat 500X e le Jeep Renegade e Compass) e Atessa (Sevel), sito produttivo dei veicoli commerciali. I due stabilimenti fanno registrare rispettivamente un -3,2% e un -27,5%.

Tutti gli altri stabilimenti crescono rispetto al 2021, con la ripresa che è particolarmente importante a Cassino e Pomigliano d'Arco (rispettivamente +25,1% e +27,9%) grazie ai recenti lanci delle Maserati Grecale e Alfa Romeo Tonale. Ancora meglio fa il polo torinese di Mirafiori, dove la produzione è salita del 29,6%, grazie alla crescita della domanda per la Fiat 500 elettrica e al contributo delle Maserati Levante, Ghibli e Quattroporte.

Pesa la carenza di semiconduttori

Secondo la Fim-Cisl il 2022 rischia di diventare il quinto anno consecutivo di flessione della produzione automobilistica in Italia, con numeri complessivi che potrebbero scendere sotto le 650mila unità (si tratterebbe di un -37% rispetto al 2017).

Una situazione ampiamente influenzata dagli stop per mancanza di materiale. L'associazione sindacale stima che a causa della carenza di microchip e altre componenti la produzione del 2022 sarà inferiore di circa 200mila unità rispetto al portafoglio ordini.

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