Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 05:57

Lamborghini, tributo ai Beatles (VIDEO).

Paolo Borgognone ·

Due più due fa quattro: non sarà il numero perfetto ma è quello - oltre che dei posti disponibili su certe supercar - dei componenti dei Beatles: la band musicale più famosa e influente di sempre e di cui oggi ricorre un anniversario speciale. Il 5 ottobre 1962 - sessanta anni fa esatti - usciva in Gran Bretagna “Love Me Do”, il primo singolo dei quattro ragazzi di Liverpool, firmato da Lennon e McCartney. Raggiungerà il 17esimo posto nella chart nazionale ma soprattutto sarà l’avvio della più folgorante e straordinaria avventura musicale del XX secolo e oltre.

A distanza di sei decenni da quel giorno, fra i tributi che stanno fioccando da ogni angolo del mondo - perché non c’è tempo o genere che tenga, i Beatles sono la musica - ce ne è uno speciale di Lamborghini. Il marchio italiano ha infatti voluto ricordare questa data organizzando un tour tra le strade che hanno rappresentato lo sfondo della carriera dei quattro ragazzi con i capelli a caschetto che sbucarono fuori dal nulla per diventare semidei. Da Abbey Road, nord ovest della Capitale, nel quartiere di St John’s Wood - dove si trovavano gli studi della Emi nei quali “Love Me Do” fu registrata - fino a Savile Row, a Mayfair, centro economico e non solo della Londra più nota e ricca. Qui, il 30 gennaio 1969, sul tetto della “Apple Corps” che nel frattempo avevano fondato con i proventi di un successo planetario, John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr si esibirono per l’ultima volta insieme. Un tragitto che sembra quasi ripercorrere quello della band, partita dal settentrione del Paese, dalla portuale Liverpool, per approdare al centro non solo della città che li ha adottati, ma di tutto il mondo.

Swinging London

Ad accompagnarci in un viaggio in bilico tra filmati d’epoca e attualità è il giornalista Dylan Jones, tra l’altro biografo dello stesso McCartney.  E’ lui a guidarci, letteralmente, nei circa 12 chilometri che separano le due storiche location mentre racconta quel periodo, la storia e la carriera dei Beatles che si intreccia indissolubilmente con la crescita della città di Londra: dando vita a un ulteriore capitolo dell’eterno dibattito - che non avrà mai una soluzione ma che resterà sempre appassionante  - tra chi ritiene che siano stati i quattro “capelloni” di Liverpool a creare il fenomeno della Swinging London e chi pensa invece che sia stata la città, la sua esplosione di vitalità, creatività, emozione che è durata per tutto il decennio dei Sixties, a sostenere e lanciare la carriera della band più famosa della storia della musica.

Anche l’auto è “fab"

Per questo giro d’onore è stata scelta una vettura speciale, una Lamborghini 400 GT 2+2. Decisione non casuale, per vari motivi. Intanto perché McCartney - anche se mancano documenti ufficiali a comprovarlo - sarebbe stato proprietario proprio di un esemplare della fuoriserie italiana. E poi perché - proprio nel giorno dell’ultimo concerto al 3 di Savile Row - una 400 GT 2+2 Rosso Alfa con interni neri era parcheggiata sulla strada sottostante, come testimoniato dalle eccezionali immagini del documentario “Get Back” firmato - con materiale anche inedito - dal regista tra l'altro della trilogia del "Signore degli Anelli", il neozelandese Peter Jackson. A testimoniare il legame che i "Fab Four" ebbero con le quattro ruote: basti pensare al Maggiolino parcheggiato a pochi metri dalle "zebre" più famose del globo, quelle proprio di Abbey Road e immortalate sulla copertina dell'Lp omonimo.

Presentata al pubblico nel 1966 - solo tre anni dopo la fondazione della Casa - la 400 GT 2+2 era stata disegnata dalla Carrozzeria Touring e dotata di motore V12 da 4 litri con doppio albero a camme in testa, che ancora oggi, nella sua architettura, è un tratto distintivo delle vetture Lamborghini. Un'auto speciale per una ricorrenza indimenticabile.

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Beatles  · Lamborghini 400 GT 2+2  · Londra  · 

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