Ultimo aggiornamento  08 dicembre 2022 01:37

Elettriche, nubi all’orizzonte.

Paolo Odinzov ·

Nubi all’orizzonte per chi produce auto elettriche. Gli elevati costi per le materie prime e l’energia, uniti alla carenza di semiconduttori ed altre componenti stanno creando diversiproblemi ai costruttori; in particolar modo a quelli che hanno speso molte risorse nella fabbricazione in massa di auto a batteria, il cui ritorno in termini di investimenti al momento è negativo. Tra le pochissime eccezioni, almeno in parte, Tesla.

Il problema legato agli accumulatori

Un rapporto della piattaforma francese automobilistica PFA, che rappresenta 4mila aziende transalpine del settore, mette nero su bianco il problema. Riferendosi in particolare all’aumento del prezzo della energia spiega che, se è vero che la produzione di un chiloWattora di batteria richiede l’utilizzazione di 200 chiloWattora di energia, è facile capire come già per questo produrre un’auto con la spina diventerà presto per tanti insostenibile.

L'allarme di Elon Musk

Perfino Elon Musk, nonostante la sua Tesla abbia intascato nel secondo trimestre dell’anno profitti per 2,3 miliardi di dollari lancia l’allarme. Il visionario imprenditore californiano, che tra le altre cose stando alle notizie dell’ultima ora per la prima volta ha prodotto negli ultimi e mesi oltre 22.000 veicoli elettrici in più rispetto a quelli consegnati ai clienti, ritiene che un problema per chi, come lui, ha fatto delle vetture con la spina il principale business stia diventando il forte incremento del prezzo del litio. Ovvero il principale componente degli accumulatori utilizzati oggi non solo nelle auto ma anche in molti altri beni ampiamente diffusi primi fra tutti gli smartphone, passato dai 7mila dollari per tonnellata di due anni fa, agli 80mila di adesso.

Più vendite ma meno profitti

A fronte delle tante ricerche di mercato, l’ultima fatta da Bain & Company, secondo cui entro il 2030 le auto elettriche genereranno grandi profitti legati alla realizzazione e gestione delle infrastrutture di ricarica, i costruttori di queste potrebbero, dunque, al contrario pagare invece a caro prezzo il loro diffondersi nel mercato, dovendo per forza mantenere dei listini bassi e accessibili al grande pubblico.

La cosa sta già avvenendo in Cina, il più grande mercato del mondo, dove, ad eccezione della BYD sostenuta da Warren Buffett, il primo produttore di veicoli elettrificati del Paese, nessuna casa del settore è redditizia.

Perfino colossi come Xpeng, Li Auto e Nio, che vantano una presenza non solo nella Repubblica Popolare ma a livello globale, le cui vendite sono rispettivamente aumentate del 98%, 63% e 14%, hanno registrato nel secondo trimetre dell’anno perdite per 376, 383 e 90 milioni di dollari. La crisi, insomma, c’è e già si fa sentire ma potremo essere solo all’inizio.

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