Ultimo aggiornamento  08 dicembre 2022 00:47

All’asta una Nio EP9 speciale.

Valerio Antonini ·

Con lo sviluppo delle tecnologie di elettrificazione, i motori a batteria possono raggiungere livelli di potenza fino a poco tempo fa inimmaginabili. Un esempio calzante è il sistema da 1.346 cavalli complessivi (ottenuto grazie ai 4 propulsori montati sulle ruote) che alimenta la biposto Nio EP9, hypercar da pista lanciata nel 2016 dalla Casa cinese NextEV con il suo marchio Nio, all’epoca da poco costituito.  

Pezzo unico  

Il bolide a emissioni zero - quasi completamente realizzato in fibra di carbonio - è già di per sé una rarità ingegneristica con sole 16 unità prodotte, ma questo esemplare messo all’incanto dalla casa d’aste Bonhams è ancora più speciale: veste una livrea blu e rosa dipinta a mano dall'artista londinese Nicolai Sclater, fondatore della Ornamental Conifer, atelier artigianale che, tra le altre cose, personalizza qualsiasi mezzo di trasporto - auto, moto, bici - per dare vita a "una mobilità più creativa".   

Motori da rimontare  

Prima di diventare un pezzo pregiato per collezionisti, la vettura in vendita era stata donata al Petersen Automotive Museum di Los Angeles come auto da esposizione non marciante, priva quindi dei 4 motori elettrici. Un problema risolvibile.

Infatti, Nio è in grado di fornire tutti gli elementi mancanti: a questo punto basta un preparatore specializzato per rimontarli e scendere in pista. D’altronde rettilinei, curve e cordoli sono l’habitat naturale della biposto cinese, concepita proprio per le corse.   

Valutazione da record  

La EP9 (acronimo di Electric Performance 9) è in grado di raggiungere una velocità massima vicina ai 350 chilometri orari e scattare - grazie soprattutto all’avanzato sistema di tourqe vectoring, che distribuisce automaticamente la coppia erogata su ciascuna ruota - da 0 a 100 in poco più di 2 secondi e mezzo. Anche per questo ha ottenuto diversi record “elettrici”, come il giro più veloce per un’auto a batteria al Nurburgring stabilito nel 2017.

Nonostante l’assenza dei propulsori, la vettura all’incanto ha una valutazione stimata superiore al milione di euro. Così l’asta della Bonhams potrebbe consegnare questo esemplare alla storia come l’opera d’arte più costosa mai uscita dal Petersen Automotive Museum.

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